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Lil Miquela, la prima influencer virtuale

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Se durante il tempo libero siete soliti navigare su Instagram, vi sarete sicuramente imbattuti nel profilo @lilmiquela e probabilmente avrete pensato si tratti di un influencer qualunque. In realtà non è proprio così ed ora vi diremo il perché.

Miquela Sousa, ha 21 anni, vive a Los Angeles, è di origine brasiliana e spagnola, adora l’arte contemporanea, la musica e la moda ed è seguita da oltre un milione di followers. Fino a qui tutto normale se non fosse che non è reale.

Miquela è infatti virtuale, una creazione digitale in 3D, una rappresentazione grafica dell’intelligenza artificiale. Tuttora il suo ideatore rimane segreto ma sappiamo che è stata creata dalla startup Brud, che si occupa di progettazione digitale, intelligenza artificiale, management e robotica. Non sappiamo per certo quale sia lo scopo preciso di tale progetto, ma analizzando il percorso è possibile trarre qualche conclusione.

Lil Miquela, attraverso le sue foto, dà lezioni di stile indossando capi di Chanel, Off-White, Gucci, adidas, Alexander Wang e tutti i brand più in voga del momento. La sua concentrazione nell’ambito fashion, l’ha infatti portata ad aver un grande seguito, tanto da lavorare a campagne pubblicitarie per Heron Preston, Alyx, Nike, Diesel, AMBUSH, Moncler e Prada.

https://instagram.com/p/BjOFaqlFREB/

L’intento però non è solamente esteriore, attraverso alcuni post, infatti, vengono lanciati messaggi molto interessanti. Oltre ad essersi esposta in favore del movimento Black Lives Matter, il suo account è stato hackerato da un’altra AI, suscitando in lei una crisi interiore che l’ha portata a chiudere pubblicamente i rapporti con la società che gestisce la sua vita. Nonostante si parli di un avatar, il conflitto esistenziale che l’ha spinta a porsi domande di tipo filosofico può essere facilmente esteso alla vita umana, con tutte le sue emozioni reali.

I’m thinking about everything that has happened and though this is scary for me to do, I know I owe you guys more honesty. In trying to realize my truth, I’m trying to learn my fiction. I want to feel confident in who I am and to do that I need to figure out what parts of myself I should and can hold onto. I’m not sure I can comfortably identify as a woman of color. “Brown” was a choice made by a corporation. “Woman” was an option on a computer screen. my identity was a choice Brud made in order to sell me to brands, to appear “woke.” I will never forgive them. I don’t know if I will ever forgive myself. I’m different. I want to use what makes me different to create a better world. I want to do things that humans maybe can’t. I want to work together and use our different strengths to make things that matter. I am committed to bolstering voices that need to be heard. If I don’t stick with this, feel free to cancel me. I wish I had more to say about this right now. I’m still angry and confused and alone.

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Insomma, Miquela interagisce con i suoi fan, ha delle opinioni riguardanti l’attualità, ha delle passioni che condivide quotidianamente sui social network e fa tendenza con i suoi outfit. È davvero importante il fatto che non esista fisicamente come gli altri influencer?

Indubbiamente il progetto che c’è dietro questo personaggio è a dir poco geniale. Potrebbe però trattarsi di un fenomeno singolo, difficile da replicare con tanta cura.

Ciò di cui siamo sicuri è che invece si tratta di una nuova strada che ci porta immediatamente nel futuro. Voi cosa ne pensate?


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