Lo stile unico di coach Roy Williams a North Carolina

Articolo di

Claudio Pavesi

Sarà strano vedere il basket collegiale americano senza coach Roy Williams, un allenatore che ha scritto la storia di questa particolare tipologia di pallacanestro con uno stile che nessuno ha mai avuto. Il primo aprile 2021 coach Williams ha annunciato il suo ritiro dal basket, mostrando di sapere dire basta a 70 anni, nel mezzo di una pallacanestro che mai come in questo periodo sta evolvendo. Il cambio di gioco e del modo di gestire il recruiting può essere difficile da affrontare per chi viene da una visione old school, motivo per cui Ol’Roy ha deciso di non rovinare il proprio libro dei record e di lasciare con un ottimo ricordo.

Ben 33 stagioni come capo allenatore, 3 titoli nazionali, 903 vittorie in Division I e unico allenatore ad avere almeno 400 vittorie con più di una scuola. Questi sono solo alcuni dei record di Williams, un allenatore che è sempre stato associato a programmi vincenti fin dagli inizi visto che è diventato assistente del leggendario Dean Smith a North Carolina a soli 28 anni, dopo solo 5 anni come allenatore di un liceo, ovviamente nel suo North Carolina.

La vicinanza a Dean Smith lo ha fatto crescere e capire sì come allenare, ma soprattutto come approcciare i giocatori. Roy ha sviluppato un attacco fluido e istintivo, sempre variabile per via della sua volontà di lasciare spazio agli atleti ottimizzandone il talento senza mai forzarli in un sistema troppo rigido. Questa mentalità gli ha permesso di formare 16 giocatori NBA a Kansas e successivi 30 a North Carolina, un numero impressionante di ragazzi che da sempre vedono Williams come un mentore, una guida ma anche una persona che concede a loro il giusto spazio per divertirsi, sbagliare e capire come migliorare, in campo e fuori.

Spesso abbiamo visto Williams ballare in occasione di vittorie con i suoi ragazzi, utilizzando il ballo come ponte per comunicare, cosa che negli ultimi anni ha fatto anche con le sneakers. Come anche Siniša Mihajlović ci ha raccontato nella nostra intervista, moda e sneakers possono essere un ottimo punto di connessione con ragazzi che possono avere l’età dei propri figli o nipoti, nel caso di Williams. Essere a North Carolina, l’università di Michael Jordan, lo ha sicuramente aiutato da questo punto di vista.

Il Jumpman si trova sul petto da diversi anni e da alcuni di questi ha iniziato a considerare gli allenatori come influencer di punta del mondo sneakers grazie alla sua espansione in squadre come Michigan, Florida e Oklahoma, così come con l’ispirazione data da personaggi iconici quali Penny Hardaway e Juwan Howard, ormai passati in panchina.

Ol’Roy non è solo un amico stretto di Michael Jordan, giocatore che allenò da assistente al fianco di Dean Smith proprio a North Carolina. Nelle ultime stagione abbiamo visto coach Roy Williams indossare una quantità impressionante di sneakers con il tema cromatico dei Tar Heels. Bianco e Carolina Blue, ovvero il Pantone 542 preso dal colore del cielo di Chapel Hill a mezzogiorno, e l’Argyle sono la base di tutte le scarpe indossate dal coach, quasi tutte Jordan esclusive al mondo di UNC, con tanto di logo sulla linguetta e sul tallone. Insomma, un personaggio dalla fama immensa che indossa i modelli più iconici e vistosi della storia del brand e dell’ateneo, una personalità che Nike vorrebbe a ogni costo vedere sulla panchina di Oregon.

Jordan 1 Low, Jordan 3, Jordan 4, Jordan 5, Jordan 12 e Jordan 13 Low sono solo alcuni dei modelli del Jumpman che Williams ha utilizzato negli anni. Le Jordan 4 e le Jordan 1 sono state sicuramente le sue preferite in questi ultimi anni, con alternanza di versioni Low e High sulle AJ1, addirittura arrivando a mettere la collaborazione con Off-White e Virgil Abloh. Proprio Jordan realizzò uno speciale paio di Jordan 1 Low con tomaia argentata per festeggiare le 400 vittorie del coach a UNC, con tanto di t-shirt celebrativa data a tutti i presenti a Chapel Hill. Unico nel suo genere.