“Lo streetwear morirà”, ad affermarlo è Virgil Abloh

Articolo di

Edoardo Cavrini

In una recente intervista a DAZED, Virgil Abloh si è aperto raccontando la sua esperienza come direttore artistico in Louis Vuitton fino a condividere la propria visione riguardo il futuro dello streetwear.

Se si ripercorre brevemente il percorso artistico del creativo, a partire dal 2012 con Pyrex Vision passando per #BEENTRILL# (collettivo di cui facevano parte anche Matthew Williams di Alyx e Heron Preston), Off-White e giungendo infine a Louis Vuitton, ci si rende facilmente conto di come il designer sia riuscito a rivoluzionare il mondo dello streetwear e del fashion.

Sono partito da semplici graphic t-shirt nel 2012 e sono arrivato a disegnare una collezione per una delle più importanti maison di moda. Da bambino di colore, proveniente da genitori immigrati a Rockford, Illinois, sembrava impossibile. Non sarebbe proprio mai potuto accadere.

Virgil Abloh riguardo la sua ascesa come direttore artistico di Louis Vuitton

A prescindere dal gusto personale, il successo ottenuto da Virgil Abloh negli ultimi anni è indiscutibile. Basti pensare alle collaborazioni con Nike, Ikea, Evian, Rimowa e molti altri marchi. Abbiamo infatti visto più volte apparire il nome di Off-White in cima alla lista dei migliori brand al mondo. D’altro canto, popolarità e prestigio non sono sinonimi, ed è per questo motivo che possiamo affermare che la peculiarità di Virgil consista nel saper comunicare usando un linguaggio semplice e diretto, attraverso i social media.

Ma cosa ci riserverà il 2020? Come si evolverà il mondo della streetwear? Il designer di Off-White ha condiviso il suo punto di vista a riguardo, lasciando tutti molto sorpresi.

Vorrei definitivamente affermare che lo streetwear morirà. Per quanto a lungo potremmo ancora comprare nuove maglie, hoodie o scarpe?

Virgil Abloh

Secondo Virgil Abloh l’evoluzione dello streetwear consisterà in un distacco dall’ossessione del “nuovo” per arrivare a un maggiore apprezzamento di capi vintage portandoci così a comporre un armadio sempre più simile a un archivio.