Vi raccontiamo Lobster Appareal: il brand nato grazie un’aragosta

Vi raccontiamo Lobster Appareal: il brand nato grazie un’aragosta

Articolo di

Roberto Penna

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Giampiero, uno dei due fondatori del brand Lobster  nato nel 2006 a Treviso. Ecco cosa ci hanno raccontato:

Perchè il vostro brand si chiama Lobster ?

Io e il mio socio cercavamo un nome da dare al brand e quel giorno indossavo una t-shirt di un marchio di skate su cui era raffigurata un’aragosta. L’avevo comprata perché mi piaceva il contrasto tra un argomento core, underground e street come lo skate in opposizione ad un animale legato al cibo di lusso. Per questo abbiamo deciso di chiamarlo LOBSTER.

Le lettere che componevano LOBSTER erano perfette per fare giochi grafici, il nome era ben bilanciato e il significato ci avrebbe permesso di giocare in mille modi. Il tutto è nato quasi per gioco e quando le cose hanno iniziato a crescere abbiamo dovuto registrare il marchio per evitare l’omonimia, perciò abbiamo optato per LBSTR che in ogni caso si legge comunque LOBSTER. A proposito, la mia t-shirt è appesa all’entrata dei nostri uffici.

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Qual è la vostra storia?

La nostra storia non è molto diversa da quella di molti brand Street: nessun business plan, zero senso di quello che stavamo facendo e di quello che avremmo voluto diventare. Assieme ad un amico di vecchia data abbiamo aperto un negozio di abbigliamento street nella mia città, Treviso, con l’intento di creare un punto di riferimento nella subcultura locale (writer, skater, band punk rock e rapper).

Io e il mio socio Stefano Bressan non avevamo mai lavorato a tempo pieno in un negozio di abbigliamento, ma grazie alla nostre conoscenze in quel settore e grazie a rappresentanti regionali, siamo riusciti ad inserire il nostro brand in vari punti vendita. Inoltre avevamo amicizie in ambito musicale che fin da subito hanno supportato il marchio indossandolo sui palchi durante i live, aiutandoci a far conoscere LBSTR. Le persone che giravano intorno a noi sono state fondamentali.

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A cosa vi ispirate, principalmente, per creare i vostri prodotti?

Sicuramente le nostre esperienze ci hanno ispirato, cercando di tenere sempre un legame stretto con le realtà che ci interessano come: lo skate, i graffiti, la musica punk e quella Hip Hop.  Mondi molto energetici e molto creativi e questo ci permette di essere contaminati molto spesso involontariamente. Quindi l’ispirazione è sempre nata dall’andare di persona a concerti o a contest di skate etc etc.

A LBSTR ci lavorano persone che hanno uno stretto legame con il mondo al quale ci ispiriamo e ci affacciamo, salvo che per l’ufficio contabile in cui è fondamentale avere professionisti che ci sappiano fare coi numeri eheheheh. Il resto del personale è sempre stato composto da musicisti, writers, skater, o fotografi. L’altro giorno però ho scartato una potenziale stagista perché mi ha detto che il suo cantante preferito era Ligabue.

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Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Nel futuro cercheremo sempre di fare quello che ci piace perché è la cosa che ci gratifica maggiormente. Non c’è nulla di peggio che vedere sui scaffali prodotti che hai creato tu ma dei quali non vai fiero. Inoltre, tra i progetti ci sono delle idee belle fresche per il futuro ma delle quali ancora non posso parlare, dico solo che sarà qualcosa di totalmente diverso dal solito.

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