«Mando avanti la gamba bionica e via!» Intervista ad Alessandro Ossola

Articolo di

Andrea Mascia

«Mando avanti la gamba bionica e via!» questa è la risposta che ci ha dato Alessandro Ossola – centometrista che rappresenta l’Italia nel mondo, protagonista alle ultime Paralimpiadi di Tokyo che sta stabilendo un disimpegnato e interessante legame con la moda – dopo avergli chiesto com’è sfilare e partecipare a campagne con realtà come AW LAB. Ossola è infatti uno dei protagonisti della nuova Campagna di Natale di AW LAB “Together with Style”, che punta sulla valorizzazione e la condivisione di temi quali diversità e inclusione.

Il coinvolgimento in queste attività simboleggia molto per Alessandro: a sua detta la moda, esattamente come lo sport, ha anche il compito di normalizzare la sua disabilità. Nel 2015 ha avuto un grave incidente in moto che lo costringe ora a vivere con una protesi, e che al tempo lo ha spinto a trovare conforto in alcuni valori importanti della vita, come quello della condivisione. «Mi sono ritrovato da solo all’improvviso, quindi la mia sfida era proprio quella di combattere la solitudine». Questa è la “missione” che ha dato la giusta determinazione all’atleta paralimpico. «Ho dovuto resettare la mia vita. Come si fa? È fondamentale trovare un perfetto equilibrio fisico e mentale».

Quella di Alessandro non è una storia che si sente tutti i giorni. Da un lato – spiega – bisogna focalizzarsi sul funzionamento di una nuova parte del proprio corpo. «Devi abituarti a vivere a tutti gli effetti con un nuovo arto. È proprio lì che subentra l’importanza dello sport, che io ho sempre praticato e che è un qualcosa di fondamentale in questo processo. Ad esempio, il golf, anche se sembra uno sport poco dinamico, è quello che mi ha aiutato di più ad abituarmi alla protesi. Non hai idea di quanto sia fondamentale l’equilibrio nel golf».

Dall’altro lato, lavorare sul lato psicologico rappresenta un’altra ardua sfida. «Dal punto di vista psicologico, dopo che si subisce un incidente e un trauma del genere, la grande sfida consiste nel normalizzare il tuo corpo e la tua motoria agli occhi degli altri. È per questo che mi sono cimentato in tantissimi sport e in tantissime attività, come quella della mia associazione».

La sua associazione, Bionic People, consolida di giorno in giorno la sua presenza all’interno delle scuole, raccontando i valori importanti non solo dello sport, ma della vita in generale. Le giornate di Alessandro si alternano tra iniziative sociali e manifestazioni sportive di altissimo livello. La sua partecipazione alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 lo ha visto chiudere come finalista nei 100mt, ma cosa ne pensa realmente di questa disciplina?

«Prima dell’incidente giocavo a calcio, e devo dire che passare da un gioco di squadra così competitivo all’atletica non è affatto una cosa facile. L’atletica leggera è più una sfida contro sé stessi, significa mettersi alla prova, non è di certo uno sport divertente. Se voglio divertirmi gioco a padel».

Per questo ha dato vita a un’iniziativa legata al padel inclusivo, con cui porta avanti l’obiettivo di organizzare match di padel dove partecipano coppie composte da un normodotato e da un disabile.

Ossola ci ha anche raccontato del dualismo tra tecnologia e sport, in particolare nella sua esperienza.

«All’inizio era molto difficile. Non potendomi permettere la gamba bionica che ho ora, che costa ben €80.000 e va sostituita ogni 6 anni, era molto scomodo compiere qualsiasi tipo di azione ordinaria. Pensa, non potevo neanche bagnarla! Quindi uno dei primi obiettivi che mi fissai fu quello di avere, in qualsiasi modo possibile, la gamba che ho ora. Ma qual era il modo per raggiungere quest’obiettivo che sembrava lontanissimo? Determinazione, e anche un po’ di fortuna: sono diventato infatti anche ambassador dell’azienda che la produce, Ottobock».