Marten de Roon è il re dei social media calcistici

Articolo di

Claudio Pavesi

Nella partita contro la Juventus del 16 dicembre, Marten de Roon ha ammesso su Twitter di aver realizzato un fallo troppo aggressivo su Cuadrado, un’ammissione che ha fatto molto discutere sull’onestà sportiva e intellettuale del calciatore dell’Atalanta. Ciò che non passa nella comunicazione generalista è quanto il modo di comunicare di Marten de Roon sia sempre stato diverso da quello di chiunque altro, specie su Twitter.

L’onestà del centrocampista atalantino è solo una piccola parte del proprio content, ma non va sottovalutato. L’olandese ha spesso dato un punto di vista onesto, diretto e sincero, una finestra sul mondo del calcio professionistico che non è comune. Talvolta de Roon infatti mostra le sue emozioni e le sue difficoltà, tutte cose che non siamo abituati a vedere dai calciatori, spesso incentrati solo su comunicazioni standard da ufficio stampa. L’onestà e la sincerità di de Roon sono visibili perché si tratta di materiale non comune nel suo feed, generalmente molto ironico.

Come è lui stesso a comunicare, ironia e comicità sono proprio la base della sua comunicazione. Per questo funziona, perché è un contenuto leggero in mezzo a un mare di atteggiamenti pomposi e celebrativi. Seppur i social media abbiano permesso ai calciatori di avere un accesso maggiormente diretto ai propri fan e viceversa, spesso e volentieri gli atleti si affidano a comunicazioni ripetitive, poco rischiose e alternate solo da post pubblicitari. Più semplicemente, alcuni atleti non hanno interesse nel comunicare col pubblico, ma il bergamasco d’adozione non è tra questi.

Il profilo di de Roon ha in primis il contenuto divertente, lo humour sottile, l’uso dei meme più in voga e soprattutto l’autoironia, elemento che porta per forza ad affezionarsi al calciatore in questione. Il profilo di de Roon però ha anche molti altri elementi, come la costanza e le interazioni. Marten twitta in occasione di ogni partita, sfruttando argomenti di cultura pop per dare maggiore contesto ed engagement.

Al tempo stesso l’atalantino è anche solito interagire con gli utenti. Il centrocampista parla a utenti qualsiasi, account della UEFA, squadre rivali e molto altro. Molto del suo umorismo parte infatti dall’analisi fotografica. Il 70% dei suoi tweet è infatti legato a un’immagine da lui postata, spesso molto ricercata, particolare e ovviamente in alta qualità. Anche in questo caso, non da sottovalutare dato che molti calciatori riportano elementi fotografici sfocati o non autorizzate, ancora con il logo dell’agenzia di stampa in vista. Molto del suo impatto ironico partì proprio dai commenti alle sue foto scelte da altri account come quelli della Champions League o della Nazionale Olandese, secondo lui non abbastanza belle. Le interazioni sono un elemento fondamentale di de Roon, non a caso il 15% dei suoi tweet risposte o menzioni ad altri.

L’olandese passa agilmente da un tweet leggero all’altro, con un perfetto mix di egocentrismo e ironia, ma soprattutto coinvolgendo gli altri. Oltre ai tweet e alle menzioni, de Roon cita sempre elementi delle persone presenti nelle foto postate. Se cita van Basten è solito aggiungere dei ricordi di quando giocava, se parla di una vittoria importante rimanda anche a uno scontro diretto passato, se nomina un compagno è normale che faccia riferimenti a vicende personali o questioni extracalcistiche, come ad esempio quando cita la carriera musicale del connazionale Memphis Depay, come se questa fosse scontata e nota a chiunque.

Insomma, il profilo twitter di de Roon è un must follow. Anche Instagram, ovvio, ma si tratta spesso di un repost della sua attività sul sopracitato social media. Un mix di ego, comicità e soprattutto autoironia che al momento rappresenta un unicum in Italia, sperando che possa creare qualche imitatore.

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