Massimo Pericolo ha annunciato il suo primo libro

Articolo di

Matilde Manara

Massimo Pericolo ha annunciato “Il Signore Del Bosco”, il primo libro all’interno del quale l’artista si apre senza filtri su ciò che gli è successo fino a oggi. Il progetto uscirà il 31 agosto e da ora è disponibile il preorder delle copie autografate su Mondadori Store.

Il libro fotografico verterà sul percorso personale di Massimo soffermandosi sulla sua infanzia caratterizzata da una serie di spostamenti che hanno condizionato la sua crescita. Varese, Treviso e la Sicilia, Brebbia, Massimo Pericolo ha avuto tante case e ora ha anche molte storie da raccontare che sono confluite in questa creazione estremamente personale e sentita.

Della sua esperienza di vita avevamo parlato abbondantemente in occasione della nostra ultima intervista e già in quell’occasione il bagaglio che Massimo portava con sè si presentava pesante, ricco. A mesi di distanza l’artista sembra aver deciso di condividere una parte di quel vissuto anche con il suo pubblico, implementando un rapporto fatto già di affetto e fiducia.

Per me è essenziale raccontare quello che conosco: la conoscenza è esperienza, significa che in un processo creativo non è coinvolta solo la mente, la rappresentazione, ma tutta la dimensione sensibile dell’esistenza di un individuo. La musica non può essere esclusivamente citazionista altrimenti non è sapere, non è riflessione, non è cura, forse è fuga dalla realtà, l’esatto contrario di ciò di cui io ho bisogno per vivere.

Massimo Pericolo su “Il signore del bosco”

Il Signore Del Bosco” parlerà però anche di amici, carcere, amore, tutte emozioni che il rapper ha già introdotto nelle sue canzoni e che rappresentano molto per lui. Nel libro si parlerà ovviamente di musica, lasciando però spazio anche al concetto di successo, per creare un racconto duro e sincero che si serve di parole e immagini per far sentire la propria voce. Tutto il racconto sarà portato avanti da un filo conduttore molto caro a Massimo, la provincia, non intesa come zona periferica di sentimenti e dinamiche ma quanto piuttosto come scelta di vita, casa di contraddizioni.