“Mattoni” non ha nulla da invidiare a “Machete Mixtape 4”

Articolo di

Greta Scarselli

Il nuovo album di Night Skinny è una bomba, magari ci aspettavamo più tracce e forse si sente la mancanza di qualche artista per noi fondamentale, però dobbiamo dirlo, non ha niente da invidiare a “Machete Mixtape 4”.

Si tratta di due progetti completamente differenti e difficili da mettere a confronto. “Machete Mixtape 4” è anarchia pura, costruito appositamente per far portare agli artisti qualcosa di nuovo, di sperimentale, accompagnati dai beat che solo casa Machete può sfornare.

Ho provato a raccontare la bellezza del passato e del presente, ma il mio più grande desiderio è quello di contribuire a creare il futuro.

The Night Skinny

Metterli tutti è impossibile, eppure Skinny è riuscito a costruire una cerchia che racchiude le più importanti generazioni, padri e figli dello stesso genere. Ha iniziato con Noyz, Fabri Fibra, Marracash, Gué Pequeno, Jake La Furia, per poi continuare con Tedua, Rkomi, Ernia, Capo Plaza, Side Baby e arrivare a coloro che hanno appena, o quasi, iniziato il loro cammino.

Non ha lasciato fuori neanche chi ha cambiato strada, vedi Achille Lauro. Ascoltarlo di nuovo su un beat hip hop ci ha fatto partire un trip nostalgico.

Forse, al contrario della Machete, Skinny è andato sul sicuro. Sicuri erano i suoi beat e sicuri erano i nomi di coloro che ci avrebbero messo la firma sopra. Questo lo rende un progetto forte già di per sé e che difficilmente può lasciare qualcuno insoddisfatto, a parte gli scettici. La motivazione è semplice, “Mattoni” racchiude l’hip hop, quello di strada, quello che ci ha cresciuto, e ce lo fa rivivere in tutte le sue forme ed evoluzioni. Da fine anni ’90 fino al 2019.

Bro ho ascoltato tutto il disco, che bomba.

Fabri Fibra su “Mattoni”

Questo percorso inizia con la prima strofa, sempre aggressiva, di Noyz Narcos e si conclude con quella pazza e totalmente nuova di Taxi B. Ma c’è un’altra osservazione che dobbiamo fare e nasce da una frase che il 99% di noi ha pensato trovandosi davanti all’ultima traccia del disco: la nuova King’s Supreme.

In realtà no, l’abbiamo ascoltata e siamo arrivati alla conclusione che non è così. Non perché manchi di qualcosa, ma per il semplice fatto che il momento storico di un singolo come quello non si può eguagliare. Possiamo dire, però, che la posse track di Skinny non ha concorrenza. È unica. Un mattone che resterà ben piazzato come punto di riferimento di ciò che abbiamo oggi.

Insomma, The Night Skinny ha coronato i suoi anni di carriera fotografando il rap, facendolo suo e ripresentandocelo nel modo migliore che potevamo aspettarci.

Signore e signori, ecco il vostro biglietto per 20 anni di rap.

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