Mental health is not fashion: la protesta di una modella sulla passerella di Gucci

Articolo di

Ruben Di Bert

Ieri, in occasione della settimana della moda donna di Milano, Gucci ha presentato la collezione primavera/estate 2020.

In un Gucci Hub trasformato per l’occasione in uno spazio clinico, hanno sfilato centodieci look co-ed che esprimono il concetto di uniforme intesa come trappola per la libertà d’espressione. È per questo che Alessandro Michele ha portato in passerella una tranche di completi oversize di colore bianco avorio chiaramente ispirati alle camicie di forza, seguiti poi da ottantacinque outfit decisamente più glamour che rispecchiano la chiave per non sottoporsi alle regole imposte dalla società.

A far discutere non sono state però le influenze rétro, lo slogan Orgasmique o gli abbinamenti eccentrici, bensì il tema della salute mentale, che ultimamente negli Stati Uniti si sta dimostrando particolarmente sensibile.

Proprio durante il fashion show, Ayesha Tan Jones ha alzato le mani sfoggiando a sorpresa la scritta “MENTAL HEALTH IS NOT FASHION”. Poche ore dopo, la modella ha continuato la protesta con un post su Instagram, in cui ha raccontato di aver vissuto in prima persona problemi di ansia, depressione, bipolarismo e schizofrenia, trovando di cattivo gusto la scelta della maison: una problematica che tuttora viene stigmatizzata non può essere affrontata con leggerezza.

Voi cosa ne pensate?

prossimo articolo

Ernia ha spiegato la difficoltà di essere artisti