Fashion

Milano Fashion Week S/S ’23: le collezioni da recuperare

Articolo di

Ruben Di Bert

66 appuntamenti, di cui 25 sfilate. Con questi numeri, Milano Fashion Week che giunge oggi al termine conferma il definitivo ritorno alla normalità. I brand sono infatti tornati finalmente a presentare le loro nuove proposte in presenza, riportando in vita quella straordinaria energia che ci era tanto mancata.

Le nuove collezioni menswear per la primavera/estate 2023 parlano ancora di contaminazione tra streetwear e sartoriale, definendo un nuovo stile ibrido che rielabora i canoni del passato. Si percepisce una certa nostalgia dei vecchi tempi, ma anche una spiccata voglia di guardare al futuro, esplorando le possibilità di una moda finora inesplorata. Ecco allora che l’heritage incontra le nuove tecnologie dando forma a materiali e silhouette che fanno la differenza. Inquadrare già le prossime tendenze può sembrare ancora prematuro, ma una cosa è certa: la prossima stagione vedrà tanto colore su un guardaroba sempre più inclusivo.

Ecco alcuni défilé da recuperare.

JORDANLUCA

Alla loro seconda prova in calendario alla Milano Fashion Week, Jordan Bowen e Luca Marchetto propongono un’idea di moda genderless e inclusiva per JORDANLUCA. L’identità del giovane brand si fa sempre più definita, tra richiami alle controculture giovanili che esprimono il forte legame con l’Inghilterra e abili esercizi di sartorialità. I look raccontano un’innata pulsione all’autodistruzione, pensiero che si traduce in capi “autosabotati” come giacche tagliate da zip, pantaloni sfrangiati, trench cutout e camicie bucate. Quella dei due designer è una collezione ricca di ispirazioni che riesce sorprendentemente a utilizzare il contrasto per parlare di armonia. Si tratta di un guardaroba sovversivo e personale che ha lo scopo di esaltare la propria identità. 

Marcelo Burlon County Of Milan

Marcelo Burlon festeggia i primi dieci anni di County Of Milan con una sfilata evento al velodromo Vigorelli. Era infatti il 2012 quando, dopo le esperienze da PR, dj, clubber, fotografo e direttore creativo, il designer lanciava le sue prime t-shirt. Da quelle “semplici” magliette è poi nato un brand che ha scardinato dall’interno le regole del fashion business, imponendo nell’immaginario collettivo il suo personalissimo stile techno-folk. Si celebra quindi un decennio di successi con una collezione che guarda sia al passato che al futuro. Il défilé si apre con un messaggio di pace e prosegue con la presentazione di una nuova capsule collection in collaborazione con Kappa, seguita da motivi batik, stampe iconiche, kimono rivisitati e capi d’ispirazione workwear nella caratteristica tonalità di blu. 

Versace

Dopo tre anni che hanno visto prediligere il formato co-ed, Versace torna in passerella con una sfilata interamente dedicata al menswear. Così, nello storico palazzo di via Gesù sfila una nuova generazione di modelli che porta con sé dinamicità, audacia e delicatezza. La collezione primavera/estate 2023 si alterna tra estetica pop e classicismi, omaggiando l’heritage e al tempo stesso iniettando una dose di innovazione. Le silhouette vanno dall’oversize delle giacche all’extra slim dei top cutout. Grandi protagoniste sono le righe, prese in prestito dalla pigiameria anglosassone d’antan, il lettering all over e ovviamente i motivi barocchi. Del tutto inaspettata invece la scelta di inserire elementi della linea Home come tazzine da caffè, piattini da dessert e vasi in veste di accessori fashion. 

Zegna

Seppur all’interno del calendario ufficiale della Milano Fashion Week, Zegna sfila a 120km di distanza dal capoluogo lombardo. Lontano dalla frenesia della città, il brand porta il suo pubblico nell’assoluta tranquillità dell’Oasi Zegna, un luogo profondamente simbolico per aggiungere un nuovo capitolo di storia al percorso di rebranding attualmente in corso. Qui va in scena la collezione primavera/estate 2023, ultima lezione di Alessandro Sartori sul significato della sartoria oggi e sui suoi possibili risvolti nel domani. Si ragiona quindi sullo studio di forme e texture finora inesplorate, utilizzando come minimo comune denominatore la semplificazione. I volumi sono ancora generosi per favorire la libertà di movimento, mentre la ricerca tecnologica aggiunge leggerezza ai materiali.