Mizuno vuole tornare nel calcio che conta

Articolo di

Claudio Pavesi

Mizuno è un brand molto particolare perché nasce con una forte identità sportiva ma non sempre ha trovato la strada corretta per manifestare le proprie intenzioni ai massimi livelli dello sport internazionale, in primis nel calcio. Mizuno è stata sempre un’eccellenza nella realizzazione di scarpini e ha realizzato kit davvero unici seppur non sia riuscita a creare un legame duraturo con dei club di alto livello del calcio europeo, una situazione che Mizuno ha detto è prossima a cambiare.

Il brand giapponese ha da poco stretto un legame con Future Performance Sports, agenzia che aiuterà Mizuno a legarsi a club europei con lunghi contratti di sponsorizzazione per la realizzazione di kit. Questa tipologia di partnership tramite agenzia è già stata utilizzata da Umbro e PUMA, specie per realtà minori ma è qualcosa che si sta diffondendo a macchia d’olio con particolare facilità a seguito della pandemia di COVID. Dopo l’arrivo di questa rivoluzione, i contratti tra brand e squadre stanno cambiando molto, con un sistema di sponsorship in costante cambiamento verso quello di partnership che vede i club preferire meno soldi derivanti direttamente dal contratto, ma con una maggior percentuale sui diritti di vendita e una conseguente libertà nella creazione di contenuti promozionali con il proprio team interno di comunicazione e marketing. Questa dinamica è molto chiara a Duncan Thomson, General Manager di Future Performance Sport, uomo con un passato anche in Umbro, New Balance e Nike.

Con questa partnership cercheremo di elevare e accelerare la presenza e la già forte credibilità di Mizuno sul mercato grazie a legami con squadre di calcio d’élite in tutta Europa.

Duncan Thomson, General Manager di Future Performance Sport, su LinkedIn

Questa direzione potrebbe dare particolare risalto a Mizuno che dal suo canto può puntare su una grande presenza nel mercato asiatico, posizionamento in importanti negozi lifestyle in Europa e ottimi design di maglia. Recentemente infatti il marchio ha fatto vedere ottime creazioni per il Nagoya Grampus e Hokkaido Consadole Sapporo, entrambe in Giappone. In Europa invece la presenza attuale è minima con la sola presenza sulle divise della Portimonense, in Portogallo, e del Cittadella, nella nostra Serie B. Possiamo anche trovare qualche altre squadra vestita Mizuna in categorie ancora minori come il Cesena in Serie C, per rimanere in Italia.

In passato la presenza di Mizuno nel calcio europeo è stata ridotta ma comunque estremamente interessante, posizionata in alcuni club strategici. Oltre al Reading e al Watford, club sponsorizzati dal marchio giapponese nella seconda metà degli anni ’90, Mizuno è associato alla memoria dei tifosi per le divise della Fiorentina nel 2001-02, l’anno funesto che vide la presenza di giocatori come Adriano al fianco delle bandiere Enrico Chiesa e Angelo di Livio in Viola. La squadra vincitrice della Coppa Italia in carica era al suo primo anno dopo l’addio del presidente Cecchi Gori e finì la stagione con la retrocessione in Serie B, motivo per cui la maglia Mizuno è celebrata solo per l’estetica a Firenze.

Al momento non ci sono aggiornamenti su chi Mizuno andrà a vestire nei prossimi anni ma i club in cerca di sponsorizzazione tra questo momento e il 2023 sono davvero tanti, motivo per cui vi terremo aggiornati.