I momenti più cringe della moda

Articolo di

Ruben Di Bert

Il mito vuole che il mondo della moda venga considerato dalla maggior parte delle persone come un’oasi di perfezione, dove prevale un’impeccabile legge estetica fatta di rigidi codici stilistici e varie espressioni d’arte canonica.

Ma siete sicuri che questa immagine corrisponda alla realtà? La risposta è assolutamente no. La storia ci insegna infatti che prima o poi ogni brand o personaggio appartenente al fashion business sia caduto in situazioni a dir poco imbarazzanti, regalandoci attimi indimenticabili. È arrivato quindi il momento di mettere da parte l’idea di défilé sofisticati e stilisti snob per rispolverare l’archivio di quella sana cultura trash.

Per farlo, qui sotto abbiamo raccolto i fatti che secondo noi rispecchiano al meglio l’essenza del cringe nel settore della moda.

YOUNG THUG INTERROMPE LA SFILATA
PER SISTEMARE UN MODELLO

Grazie alla sua multidisciplinarietà e all’ambiente ultra dinamico, VFILES è diventata un’incubatrice di creatività ed estro nel fashion system. Ogni anno infatti, fra le altre cose, la piattaforma organizza durante le più prestigiose fashion week delle sfilate molto interessanti, dove giovani talenti hanno la possibilità di mostrarsi al mondo e affermare la loro bravura.

Tra tutte le edizioni però, ce n’è una che è stata più memorabile delle altre, sia per le proposte dei nuovi designer che per quello che è successo durante l’evento. Stiamo parlando di quella volta in cui BOTTER stava presentando la collezione primavera/estate 2017 e un certo Young Thug, posizionato in prima fila, si è fatto prendere dall’entusiasmo fermando un modello nel bel mezzo della passerella per aggiustargli il colletto della giacca. Dopodiché il cantante continuò a seguire con gran passione il défilé, fotografando numerosi look con il suo iPad, come se fosse un bambino in gita allo zoo. D’altronde lui l’ha sempre detto che la sua prima passione è la moda e non la musica.

LA CADUTA DI NAOMI CAMPBELL

Fra tutte, questa è forse una delle scene più iconiche dell’intera storia della moda, perché in quel preciso istante l’immagine eterea delle top model venne improvvisamente demolita, ripiombando a terra come tutti i comuni mortali. Era il 1993 e Naomi Campbell stava vivendo l’apice della sua carriera quando sfilando per Vivienne Westwood inciampò rovinosamente dopo un paio di passi traballanti, appoggiandosi a terra con un gran sorriso, per poi rialzarsi e attraversare nuovamente la passerella come se niente fosse. Solamente in seguito la stilista stessa affermò che era davvero impossibile camminare con quelle scarpe dal tacco esagerato.

Nonostante si stia parlando degli anni ’90, il video divenne virale e proprio in questi giorni è stato ripostato dalla Venere Nera sul suo profilo Instagram citando la frase di Nelson Mandela “non giudicarmi dai miei successi, ma da quante volte sono caduto e mi sono rialzato.”

LA FALCATA DEL MODELLO DI MAISON MARGIELA

Si può dire che ogni collezione di Maison Margela fa parlare di sé, ma solitamente questo avviene per il tipo di capi che vengono presentati durante la sfilata.

A fare eccezione è stata la linea primavera/estate 2020, che probabilmente verrà ricordata per qualcos’altro oltre che per la moda. Una delle tante idee folli di John Galliano è stata infatti quella di concludere il défilé con l’entrata in passerella di Leon Dame, il quale, vestito da sexy Marines, ha sfilato con un’imponente falcata e uno sguardo alquanto sinistro.

Ovviamente il fatto è stato prontamente ripreso dai presenti e una volta caricato sui social è diventato il video più condiviso di tutta la Paris Fashion Week.

LE PORNOSTAR DI FENDI CHE
INDIGNARONO ANNA WINTOUR




La stampa di allora la definì “un mucchio selvaggio“, ma la sfilata che Fendi organizzò nel 1993 verrà ricordata per sempre come uno degli eventi più controversi, e al tempo stesso indimenticabili, della storia della moda.

Il défilé rientra sicuramente nella lista delle iniziative più geniali e memorabili della carriera di Karl Lagerfeld, poiché in occasione della collezione primavera/estate 1994 lo stilista portò in passerella un gruppo di pornostar (tra cui la celeberrima Moana Pozzi) intente nell’esibirsi in un vero e proprio spogliarello per presentare la nuova linea di costumi da bagno.

A non apprezzare lo spettacolo è stata Anna Wintour, che indignata dallo scandalo se ne andò nel bel mezzo dello show. La leggenda narra poi che in seguito all’accaduto ci fu una lunga lite fra la direttrice di Vogue America e il mitico designer.

GIGI HADID SCORTA FUORI UNA YOUTUBER

Dite la verità, almeno una volta nella vita avete pensato di imbucarvi alla sfilata del vostro brand preferito. Beh, qualcuno l’ha fatto per davvero. Questo qualcuno si chiama Marie S’Infiltre e di professione fa la comica/youtuber specializzata proprio nell’intrufolarsi alle kermesse più mondane.

L’ultima trovata della ventottenne francese è stata quella di partecipare senza invito al fashion show di Chanel per la stagione primavera/estate 2020. La sua presenza è rimasta sorprendentemente inosservata fino a quando la giovane donna ha deciso di inserirsi tra le modelle nel finale del défilé. Peccato però che le sia andata male, perché Gigi Hadid se ne accorse immediatamente, portandola sotto braccio fuori dalla location.

Inutile dire che la situazione è stata piuttosto surreale per un evento prestigioso come quello della maison parigina.

LE AFFERMAZIONI NAZISTE DI JOHN GALLIANO

Gli anni Duemila sono stati senza ombra di dubbio l’epoca d’oro di Dior e dietro a tutto quel successo c’era un nome ben preciso: John Galliano. L’eccentrico designer seppe infatti riscrivere l’heritage della maison, dando vita a un’era di trash couture, eventi glamour ed eccessi.

Questo bellissimo capitolo venne però interrotto bruscamente nel 2011, anno in cui la casa di moda stracciò il contratto del suo direttore creativo in seguito a una sospensione. Dietro la causa del licenziamento si cela una vicissitudine che nessuno si sarebbe mai aspettato. Qualche mese prima lo stilista venne ripreso per la seconda volta in un caffé parigino, visibilmente ubriaco, mentre insultava le persone circostanti lasciandosi scappare affermazioni tipo “Io amo Hitler. Se fosse ancora vivo sareste tutti morti con il gas.”

Dal quel momento Galliano prese coscienza delle proprie azioni e cambiò radicalmente stile di vita, rallentando i ritmi, disintossicandosi dalla droga e praticando meditazioni buddiste.