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“Nasir” entra già a far parte dei grandi classici

Articolo di

Greta Scarselli

Era il 1994 quando usciva “Illimatic“, da allora la vita di Nas si è evoluta nei nove album che lo hanno susseguito ed oggi, dopo quasi sei anni di attesa, è arrivato il momento di rilasciare l’undicesimo. L’album segue le orme di Kanye West e porta come titolo “Nasir“, il vero nome dell’artista.

Come è stato per i precedenti album rilasciati da GOOD Music, la famosa festa di ascolto che ne ha anticipato l’uscita c’è stata ed il luogo in cui si è tenuta è la sua città natale, nel Queens, New York City.

Il merchandise disponibile qui  è composto da felpe, maglie a girocollo e t-shirt in quattro diverse tonalità e alcune di esse riportano sul retro l’immagine di copertina dell’album. I prezzi sono più moderati rispetto ai precedenti di Kanye e Kid Cudi e vanno dai 30$ ai 60$.

L’album, come possiamo capire dal titolo, è molto personale e mette in luce questioni razziali e politiche che lui stesso ha dovuto affrontare da quando, ventiquattro anni fa, è entrato a far parte del mondo della musica. La scelta dei sette brani trova adesso un significato, sembra che Nas abbia voluto far corrispondere ad ognuno di essi uno dei sette peccati capitali.

https://twitter.com/kanyewest/status/1006260388856356864

La copertina scelta ritrae cinque bambini afroamericani con le braccia alzate davanti ad un muro, due di loro tengono delle armi tra le mani. Anche questo, come espresso nel brano “Cops Shot The Kid“, è un probabile riferimento alla brutalità della polizia dettata dalla discriminazione.

La produzione è stata per lo più affidata a Kanye West e Mike Dean, mentre tra i featuring, oltre al primo citato, troviamo Puff Daddy,  The-Dream070 Shake e Tony Williams. Il risultato ottenuto è già stato definito dai fan un grande classico. Fateci sapere cosa pensate a riguardo.