Le Nike Air Max che vorremmo rivedere

Articolo di

Edoardo Cavrini

Era il 1977 quando Franklin Rudy, ex ingegnere aerospaziale, propose a Phil Knight l’introduzione di cuscinetti d’aria nelle suole delle scarpe per facilitare la corsa agli atleti. Fu così che due anni dopo, nel 1979, Nike rilasciò al pubblico la Air Tailwind, prima scarpa al mondo a vantare la Air Sole.

Per l’arrivo delle Air Max, che tutti conosciamo, bisogna invece attendere il 1987, anno in cui Tinker Hatfield, ispirandosi all’architettura del Centre Pompidou, presentò la Air Max 1, ricordata come la prima sneaker dotata di unità Air visibile.

Da quell’anno in poi Nike e Tinker sfornarono nuovi modelli che occasionalmente il marchio sceglie di rilanciare durante l’Air Max Day, come è accaduto quest’anno con le Air Max 90.

Sono tante però le Air Max che non vedono la luce da diverso tempo e che molti appassionati vorrebbero vedere nuovamente in versione retro.

Abbiamo quindi scelto di raccogliere cinque tra i modelli più particolari di Air Max che speriamo di poter ritrovare sugli scaffali nei prossimi anni.

Air Max TL (1998)

Quando si pensa al 1998 e ad Air Max, la sneaker che viene in mente a tutti è la Air Max 98 disegnata da Sergio Lozano e posta al centro della collaborazione con Supreme nel 2016. Tuttavia, durante l’autunno del ’98 Nike rilasciò anche la Air Max TL, che rispetto alla sorella maggiore vantava una tomaia completamente ridisegnata, un’unità Air suddivisa in più sezioni che garantiva maggiore comodità e una midsole in Phylon volta a offrire più durabilità. A 22 anni dal loro debutto, le Air Max TL non sono ancora stare riproposte da Nike.

Air Tuned Max (1999)

Nonostante alcuni non le considerino vere e proprie Air Max, le Air Tuned Max furono le prime a presentare una midsole con tecnologia Tuned Air: al posto di una singola unità Air, le Tuned Max utilizzavano un sistema composto da 15 sacchetti d’aria, ognuno regolato con una differente pressione, per guidare meglio il piede durante l’impatto col terreno.

La scarpa al tempo era simbolo di vera e propria innovazione tecnologica; oltre ad esser la calzatura più leggera prodotta da Nike in quel periodo, vantava anche una tomaia iridescente priva di cuciture. La re-release della scarpa sembrava essere vicina quando nel 2017 Nike presentò le Skepta x Air Max 97, tuttavia gli appassionati rimasero a bocca asciutta.

Air Max 2001

Nate dal progetto diretto da Michael Morrow, il Nike Alpha Project, queste sneakers avevano come obiettivo quello di rivoluzionare e migliorare le prestazioni di atleti legati al mondo del basket, tennis e ovviamente del running. Alcune delle scarpe che facevano parte del progetto erano per esempio le Shox BB4, le Air Zoom GP, le Air Presto e le Air Max 2001.

Oltre a essere caratterizzati da look estremamente futuristici, questi modelli si potevano distinguere per la presenza di 5 pallini posti su tomaia o midsole. Al momento della release, questa Air Max suscitò pareri contrastanti: c’era chi non la riteneva una scarpa adatta a grandi prestazioni fisiche, e chi invece era affascinato dalla tomaia aliena.

A 19 anni di distanza, crediamo però che la silhouette si incastrerebbe alla perfezione tra le numerose chunky sneakers.

Air Max 2003

Disegnate da Sergio Lozano, noto per aver precedentemente dato vita alle Air Max 95 e alle già viste Air Max 98, le Air Max 2003 si distinsero tra le silhouette del tempo non tanto per la classica unità Air che percorreva tutta la midsole, bensì per la tomaia traspirante dal design particolarmente minimal. La scarpa uscì nuovamente nel 2005 con il pack “History of Air” disponibile su NikeID, ma da allora nessuna traccia.

Air Max 360 (2006)

Stanca della classica midsole in EVA solita a cedimento, Nike scelse di realizzare l’Air Max 360, la prima scarpa ad avere una Air sole visibile a 360 gradi. La sneaker venne lanciata per la prima volta nel 2006 insieme alla collezione “Nike’s History of Air” nella colorazione bianca e rossa che rendeva omaggio all’iconica Air Max 1. Purtroppo la suola che racchiudeva l’unità Air si rivelò molto fragile e Nike dovette aspettare la Air Max 2009 per ottenere il successo desiderato.
Un mash up della Air Max 360 è oggi disponibile e prende il nome di Air Vapormax 360 per la suola che ne caratterizza la silhouette. Chissà se Nike tenterà di riproporla nel suo aspetto originario.

Vi auguriamo un buon Air Max Day con un articolo che parla di come la tecnologia Air si è evoluta dal 1979 ad oggi.

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