Fashion

TikTok ama l’old money lifestyle 

Articolo di

Giulio Solfrizzi

Tre parole, un unico significato e molteplici cause e aspetti a volte anche negativi: questo è l’old money lifestyle riesumato da TikTok, social solito riportare in vita realtà e correnti stilistiche ormai andate ma, evidentemente, non perdute per sempre.

In cosa consiste, però, uno dei trend più apprezzati di sempre che sta attualmente vivendo il suo exploit nella generazione Z? È banalmente il ritorno al bon ton, all’effimero, al “bello” perché elegante, ai vezzi della classe abbiente e agli apparenti valori trasmessi attraverso l’estetica. Basta girare su una qualsiasi “for you page” per fantasticare grazie a un romantico, e anacronistico, video di 15 secondi che immortala infinite tenute, giri a cavallo, serate all’opera e abiti da sogno.

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Carrellate di foto che oggigiorno sembrano immortalare scene estremamente lontane dalla realtà, quasi fantascientifiche, le quali neppure ai tempi rappresentavano l’effettività, o forse quella di pochi, ma pur sempre idealizzata e perennemente distante.

Quando si è soliti pensare a ciò, o semplicemente ci si imbatte in qualche contenuto riecheggiante sui social, è impossibile non pensare ai completini da tennis bianchi e rossi dei personaggi de “Il giardino dei Finzi Contini” di Vittorio De Sica o all’Avvocato, appellativo proprio di Gianni Agnelli diventato una celebrità grazie al suo tenore di vita, alle sue scelte bizzarre, alla sua ristretta e nota cerchia di amicizie e a Marella Agnelli, sua moglie e ultimo cigno della decaduta nobiltà italiana. Eterni i ritratti di famiglia nella celeberrima villa a Forte dei Marmi, le vacanze estive con John F. Kennedy e Jackie, cara amica di Marella, e le foto sulla sontuosa barca a vela bianca solita ospitare divi, bellissime modelle e figure coinvolte nella politica internazionale e non.

Gianni è colui che ha ispirato, ispira e ispirerà la versione italiana di uno dei trend più amati al momento; è colui che ha sdoganato l’abito sartoriale con scarpe che non siano classiche stringate e che ha indossato per la prima volta un importante orologio – e ne aveva tanti – sul polsino della camicia fatta su misura. È il riassunto perfetto di uno stile fatto proprio e che è diventato per tutti gli uomini paradigma di neo-eleganza.

D’altronde, l’emblema di questo stile di vita basato sui lussi più sfrenati sono l’aristocrazia, la nobiltà e, sicuramente, i Windsor, la famiglia reale più acclamata e influente di sempre.

L’old money lifestyle si ramifica nelle reference più disparate, alcune più contemporanee come Gossip Girl e altre più datate come le campagne pubblicitarie di Chanel durante gli anni ’80, ’90.

Sebbene i paradigmi cambino, i giovanissimi sono sempre più attratti dall’idea (improbabile) di perfezione. Due anni catastrofici come quelli lasciati alle spalle e il desiderio di recuperare ciò che si è perso hanno condotto sognatori alle prime armi a volersi immergere in realtà parallele abitate da nobili dediti ai giri in barca, prolungate vacanze sulle costiere più soleggiate e che conoscono come unica tenuta mocassino, pantalone in lino e morbide bluse in cashmere. Si associa l’agiatezza allo star bene e alla quiete, quando in realtà dietro c’è tanto altro, e non sempre è positivo.

L’esito sono teenager nostalgici di tempi mai vissuti e mai attraversati, considerati però migliori di quelli contemporanei, i quali sembrano negativamente indimenticabili; queste credenze, poiché tali sono, vengono ulteriormente alimentate da prodotti cinematografici e capi d’abbigliamento esplicitamente ispirati a ciò, come nel caso di brand come Polo Ralph Lauren, Loro Piana, Lacoste e Salvatore Ferragamo.

Il caso ha voluto che “Spencer”, film nominato agli Oscar 2022 con Kristen Stewart come attrice protagonista, uscisse nei cinema simultaneamente all’ormai affermato trend e che analizzasse uno dei periodi più critici per Lady Diana – portavoce di un tenore di vita alquanto glamour e indimenticabile eroina romantica -, quello della presa di coscienza della necessità di dover mettere un punto al suo fallimentare matrimonio con il Principe Carlo, e di dover far riemergere una personalità ormai perduta a causa delle rigide regole di corte.

È proprio la moda a fungere da via di salvezza per Diana, la quale non si ferma solo alle apparenze, bensì svela i terrori di quel mondo patinato che cerca di tornare violentemente nei sogni dei più ingenui (e in parte c’è riuscito). Quel mondo che per lei era composto da tenute in perfetto stile British, Aston Martin, limousine, barche chilometriche, battute di caccia in Barbour, pranzi e cene interminabili e castelli diroccati che ammaliano in primo luogo gli americani privi di queste piccole quanto significanti testimonianze di un glamour perduto e di una storia continuamente da scoprire.

Pablo Larraín, mente dietro “Spencer”, è bravissimo a rappresentare anche quell’aspetto della vita di corte e di un Natale regale composito di schiere di camerieri in completi da far invidia, arte medievale inestimabile, bicchieri di cristallo e una dimora classicheggiante animata da candelabri in metalli preziosi.

Però, tra un completo di Coco Mademoiselle, una crisi di nervi e un weekend nella campagna inglese, è possibile comprendere dalla sala del cinema come non bisogna mitizzare un fenomeno così complesso che include discriminazioni e privilegi legati solo a ristrette élite irraggiungibili dai comuni mortali.

Un approccio alla vita sicuramente intrigante e desiderato dai più ma che può portare alla disperazione più estrema; l’old money lifestyle, infatti, non è solo ville sulla Costiera Amalfitana, completi Armani, gioielleria accattivante e party su yacht, ma anche razzismo ed emarginazione, progressivamente lasciati alle spalle, che si nascondono dietro al fascino apparente di quell’epoca.

È lampante come il prototipo di uomo perfetto, e ciò vale anche per la donna, fosse talmente elitario da limitarne l’accesso in partenza a quei pochi membri che potevano farne parte, lasciando dietro di sé un semplice sogno irraggiungibile che oggigiorno potremmo chiamare incubo e che è tale poiché è ambientato tra gli anni ’30/’40 e i ’60/’70 in cui la diversità seppur presente era rifiutata.

Anni in cui al potere c’erano solo uomini bianchi, anni in cui esistevano i “matrimoni riparatori” per gli uomini che amavano altri uomini o donne che amavano altre donne. Parliamo di anni in cui le donne – soprattutto nelle royal families, ma anche al di fuori – venivano viste solo come madri.

I trend riesumano quindi aspetti positivi quanto negativi, l’importante è saper affrontare razionalmente questi input e non catapultarsi in mondi radicalmente paralleli, fortunatamente o sfortunatamente. Non ci rimane che godere (a distanza) dell’old money lifestyle fino a quando riuscirà a durare tra nuovi balletti, novelli trend e ultime canzoni. Fatto sta che il fascino dell’eleganza non morirà mai e con esso il potere di figure come Diana Spencer.