Fashion

La nuova definizione di gorpcore secondo Jacquemus

Articolo di

Ruben Di Bert

Blazer e scarponi da montagna, crop top aderenti e borse legate al petto con cinghie robuste, camicie sotto gilet con zip. Sono questi gli ingredienti che si mescolano nella nuova ricetta di Jacquemus per la stagione autunno/inverno 2021.

La sua collezione “LA MONTAGNE“, presentata ieri attraverso una sfilata in presenza fuori dal calendario delle fashion week, analizza e rielabora uno dei trend che negli ultimi anni si è ritagliato un posto fisso all’interno del mondo della moda, ovvero il gorpcore.

Quando nel 2017 il magazine The Cut coniò questa parola unendo l’acronimo GORP (Good Ol’ Raisins and Peanuts, in riferimento allo snack costituito da un mix di frutta secca che gli sportivi sono soliti mangiare durante le escursioni) e core come diramazione del normcore per descrivere un’estetica funzionale che dalla montagna si trasferiva in città, la pandemia era soltanto fantascienza e probabilmente non sentivamo ancora quel bisogno viscerale di stare a contatto con la natura. Eppure quel concetto di comfort che metteva la comodità prima della bellezza cominciava a ispirare brand come Acne Studios, Off-White e Gucci e metteva in luce anche marchi specializzati come Patagonia, Arc’teryx e The North Face. Dunque, l’esigenza di rendere la moda più funzionale e meno fine a sé stessa era già nell’aria e così, nel momento in cui il lockdown ha limitato le nostre vite facendoci riflettere su cosa sia realmente necessario e cosa no, questa visione non poteva che proseguire. Così il gorpcore, con i suoi piumini voluminosi, pile e tessuti tecnici, è diventato un elemento imprescindibile all’interno del guardaroba dei fashionisti, ma si sa, la moda è in costante evoluzione ed ecco che anche per questo trend è arrivato il momento di passare al livello successivo.

A pensarci è stato Simon Porte Jacquemus, il quale ieri ci ha portato a uscire con lo sguardo da una tenda per immergerci in un paesaggio fittizio dove il pavimento verde e le pareti blu rappresentano la sintesi della montagna. La sua rielaborazione dell’utility wear nasce da uno studio di forme, tessuti e colori che si lascia trasportare da ispirazioni contrastanti. Il suo tipico stile à la française fatto di un’eleganza versatile, sensualità e colori neutri incontrano per la prima volta la funzionalità del trekking e dell’escursione. Pantaloni modulari o con coulisse, micro top in maglia, balaclava tricot, giacche sartoriali, bluse dal taglio rilassato, shorts ultra aderenti, massicci stivaletti hiking. Tutto si abbina negli stessi look descrivendo un ideale di praticità chic. Persino le sue iconiche borse vengono dotate di un morsetto metallico e la color palette alterna i colori vivaci dei pezzi più utilitaristici alle cromie naturali di capi prêt-à porter.

Detto questo, se guardando il défilé vi è venuta voglia di cimentarvi in questo eclettico mix tra gorpcore e sartoria, non dovrete aspettare a lungo, perché tutti i prodotti visti in passerella sono già disponibili per l’acquisto online sul sito del brand.