Oltre 200 marchi di calzature si sono messi contro l’idea di Donald Trump

Articolo di

Andrea Procida

Oltre duecento marchi di calzature hanno unito le loro forze per scrivere una lettera a Donald Trump esortandolo a cambiare i suoi piani.

In questo ultimo periodo, infatti, ha sempre preso più piede l’idea del Presidente americano di aumentare le tariffe sulle importazioni dalla Cina del 5%, passando così dal 10% al 15%.

Se questo progetto andasse in porto, recherebbe un grosso danno a marchi come Nike e adidas o a rivenditori come Foot Locker. Per i primi ci sarebbe un considerevole aumento dei costi di produzione, visto il basso costo della manodopera in Cina e l’enorme limitatezza delle capacità di produzione in altri Paesi. I secondi invece si imbatterebbero in un drastico aumento dei prezzi al dettaglio rischiando così di incorrere a ingenti tagli di personale.

Secondo la FDRA (Footwear Distributors & Retailers of America), l’aumento delle tariffe di importazione causerebbe a queste aziende una perdita di oltre 4 miliardi di dollari ogni anno, generando così un circolo vizioso che porterebbe anche i consumatori a perdere denaro.

È di vitale importanza che il Presidente sappia che le sue nuove tasse faranno del male sia ai dipendenti che alle famiglie che vogliono acquistare scarpe. Speriamo che il Presidente ascolti gli americani, che sono le medesime persone che fanno crescere le nostre economie locali e fermano questa inutile guerra commerciale .

Sono queste alcune delle parole di Matt Priest, Presidente e CEO della FDRA.

Il fatidico aumento è atteso per l’1 settembre, ma la maggior parte della merce subirà questo attacco a partire dal 15 dicembre, per evitare grandi perdite durate il periodo natalizio.

Chissà sei i grandi marchi riusciranno nel loro intento o alla fine la spunterà Trump.

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