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Paris Fashion Week: le migliori collezioni menswear da recuperare

Articolo di

Ruben Di Bert

Se a Milano la parola d’ordine che imperava tra le sfilate era concretezza, alla Paris Fashion Week la realtà e la fantasia si sono alternate con un giusto equilibrio. Tra preziose reference d’archivio, collaborazioni di alto profilo e narrazioni coltissime, le maison che dal 17 al 22 dicembre hanno presentato le loro nuove proposte sembrano però aver chiare le idee su come sarà la moda uomo dell’autunno/inverno 2023

La kermesse ha infatti confermato in modo definitivo il ritorno della sartorialità, che però viene riletta in chiave contemporanea con delle piacevoli contraddizioni stilistiche che hanno poco a che fare con la classicità. Si gioca quindi con linee fluide e materiali non convenzionali che fanno della formalità un vecchio ricordo per definire un guardaroba sempre più libero dai preconcetti.

Ecco allora alcuni défilé da recuperare per prepararsi in anticipo alla prossima stagione fredda. 

Saint Laurent

All’interno della Bourse de Commerce, un ex edificio dedicato alla compravendita di materie prime che dopo una ristrutturazione di Tadao Andō sta ospitando la collezione d’arte di François-Henri Pinault, Anthony Vaccarello ha mostrato il secondo capitolo della sua nuova visione dell’uomo Saint Laurent. Con questa collezione lo stilista intende infatti allineare il menswear alla linea donna, aprendo un dialogo basato sulla fluidità. Numerosi sono gli omaggi ai precedenti direttori creativi della maison, resi espliciti soprattutto dai fiocchi di Alber Elbaz e dalla sensualità di Tom Ford. L’eccesso di Hedi Slimane si trasforma invece in misuratezza, un concetto che sta alla base dei dieci look archetipici della sfilata. Il risultato è estremamente affascinante: camicie aperte fino all’ombelico, maglieria avvolgente, pantaloni dritti, cappotti voluminosi ed eleganti cappucci, il tutto declinato in una color palette rarefatta che dona un ulteriore senso di atemporalità

LGN LOUIS GABRIEL NOUCHI 

Louis Gabriel Nouchi, uno dei nomi più promettenti della moda, mette in scena una nuova trasposizione letteraria/cinematografica sfilando con una collezione che si ispira ad “American Psycho”. Dopo il rimando a “Le relazioni pericolose” di Pierre Choderlos de Laclos della scorsa stagione, lo stilista ha infatti deciso di traslare il romanzo di Bret Easton Ellis adattato sul grande schermo con dei look che sviscerano il tema della mascolinità tossica. Ad aprire il défilé ci pensa una riproduzione del Patrick Bateman interpretato da Christian Bale con un lungo cappotto doppiopetto, i capelli lisciati all’indietro e il viso macchiato di sangue. La sovversione estetica degli yuppies prosegue poi nelle spalline marcate, nei drappeggi e nel formalwear che viene spezzato in modo un po’ inquietante da latex e armi nascoste.

Dior

Era il 1957 quando monsieur Christian Dior morì inaspettatamente e la sua maison venne affidata a un Yves Saint Laurent ventunenne che si ritrovò a dover fronteggiare le sue fragilità. Il direttore creativo Kim Jones guarda a questo periodo per costruire la collezione di Dior che vestirà l’uomo nell’autunno/inverno 2023, la quale richiama soprattutto la leggendaria sfilata presentata nel gennaio del 1958. Ecco allora che, davanti a maxi-schermi su cui sono proiettati i volti di Robert Pattinson e Gwendoline Christie mentre recitano i versi de “La Terra Desolata” di T. S. Eliot, ritornano i pois, i trench, i motivi animalier e la silhouette ad A. Il tutto viene declinato in chiave decisamente più fluida, dinamica e funzionale, con delle linee semplici che all’apparenza nascondono un’esecuzione estremamente sofisticata. Non chiamatela però una semplice reference d’archivio, perché il tema chiave del défilé è la rigenerazione nel ciclo della moda.

LOEWE

Con un tono meno esuberante e più ragionato rispetto a quello delle stagioni precedenti, Jonathan Anderson firma una collezione a dir poco sbalorditiva. La proposta autunno/inverno 2023 dello stilista per LOEWE si ispira in particolare all’artista contemporaneo americano Julien Nguyen e alla sua passione per l’arte antica, il cui linguaggio creativo viene traslato in una serie di look che utilizzano materiali insoliti. C’è il velluto, la pelle, il raso e la lana, ma (inaspettatamente) anche la pergamena, il rame e l’acciaio. Delle figure angeliche sfilano quindi con indosso ali metalliche, giacche scultoree, maglioni imbottiti, voluminosi cappotti in shearling, cardigan in maglia rasata e una versione maxi della borsa Puzzle.