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Perché ai Mondiali si assegnano tanti minuti di recupero?

Articolo di

Andrea Mascia

Qatar 2022 è un Mondiale davvero strano. Per raccontare gli accadimenti più controversi abbiamo realizzato un articolo-diario in continuo aggiornamento, ma per fare luce sull’argomento minuti di recupero abbiamo deciso di realizzare un contenuto a parte. Stando anche a quanto ci riporta Il Post, le partite di domenica, lunedì e martedì sono durate in media più di 100 minuti, un dato incredibile specialmente se si pensa ai minuti supplementari assegnati mediamente in Serie A, o al “caso” Bundesliga, campionato europeo in cui il recupero assegnato, anche nel secondo tempo, è generalmente poco consistente.

Ebbene sì: durante Inghilterra – Iran sono stati assegnati ben 29 minuti di recupero (15 al primo e 14 al secondo), e sembra non esserci alcun tipo di flessibilità: infatti inizialmente i minuti assegnati nel secondo tempo erano stati 12, ma in seguito al goal del 6-2 di Taremi (valido solo per le statistiche) sono stati aumentati a 14. Segue Stati Uniti – Galles i cui sono stati assegnati 11 minuti di recupero al secondo tempo. Francia – Australia giocatasi ieri alle 20:00 ha invece visto l’arbitro assegnarne 7 al secondo tempo sul risultato di 4-1 per i vice campioni.

Si tratta di un “esperimento” della FIFA (più nello specifico del comitato degli arbitri guidato da Pierluigi Collina) che ha l’obiettivo di azzerare al minimo le perdite di tempo durante una gara. Dunque, il tempo perso durante frangenti di partita, come esultanze, infortuni, sostituzioni e quant’altro, verrà recuperato tramite una precisa aggiunta di tempo addizionale. Si tratta di un assaggio della prossima e tanto discussa modifica che è ormai nell’aria: il passaggio ai ’90 min di gioco effettivi, che con tutte le probabilità del caso può rivoluzionare il gioco del calcio.