Perché gli FSK hanno scelto proprio Chief Keef?

Articolo di

Greta Scarselli

Diciamocelo, la trap in Italia non c’è mai stata, o meglio, c’è stata, ma molto meno di quello che abbiamo finito per pensare a causa dell’uso improprio delle parole. Siamo nell’era della trap e allora è tutto trap, ma non c’è cosa più sbagliata.

Nel 2016 Sfera Ebbasta arrivò portando un’ondata di freschezza in un rap che ancora troppi pochi stavano guardando. Il suo omonimo disco fu la chiave che aprì le porte a innumerevoli sognatori, artisti che si sono affermati nel tempo e che adesso dominano le classifiche, eppure la trap là in cima non ci è mai arrivata. La Dark Polo Gang è stata un’ottima compagna di avventure, Gallagher e Traffik hanno fatto il loro buon lavoro. Ma dire che la trap è arrivata in cima alle classifiche è molto azzardato, forse proprio perché in Italia l’abbiamo vista solo da lontano.

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Poi sono arrivati gli FSK e hanno piantato bene i piedi per terra, con l’obiettivo di evolversi in una direzione ancora inesplorata. In un periodo in cui il mainstream mette di fronte ai riflettori una notevole quantità di artisti richiesti e talentuosi, i tre sono andati a cercare uno dei padri fondatori del genere. Colui che rispecchia il significato del termine di cui abbiamo tanto abusato, l’OG in questo game per chi lo vive fin dall’inizio. Chief Keef. E dobbiamo fare attenzione ai nomi che i nostri artisti scelgono fuori dall’Italia, perché rappresentano esattamente ciò che sono davvero, ciò che sentono di più vicino.

Pensateci, Sfera Ebbasta vuole il featuring di Drake, Shiva e Capo Plaza si professano come i Gunna e Lil Baby del Bel Paese, Tedua si rivede nell’arte di Kid Cudi. Non trovate forse delle somiglianze?

Tutto ciò per arrivare a una sola e semplice conclusione: gli FSK vogliono essere la trap in Italia come Chief Keef è la trap a Chicago – o Chiraq, come lui la chiama. Ed è per questo che Taxi, Sapo e Chiello sono andati diretti verso quella decisione, per mescolare di nuovo il mazzo e lanciare in tavola carte del tutto nuove, inaspettate. Solo due anni fa, appena dieci giorni dopo questa data, stavamo ascoltando su Spotify un disco che si chiamava “Zingaro”, i nomi riportati appena sotto erano quelli di Chiello e Sapo Haze – oggi Sapo Bully – e non potevamo proprio immaginare ciò che sarebbe successo da lì ad ora

Oggi apriamo Spotify e troviamo “Padre, Figlio e Spirito”. La nona traccia segna la collaborazione con Chief Keef – oltre che Tadoe – e porta proprio il titolo “HO FATTO”, come quella traccia di Keef, “I Got“, che abbiamo ascoltato due anni fa. Gli FSK si sono ripresentati con lo stesso approccio ma a diverse condizioni: adesso o li ascolti o li ascolti

P.S.: Sentire l’attacco di Chief Keef in italiano non ha prezzo.

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