Pietro Aradori e Pow3r ci hanno raccontato le loro carriere e il rapporto con la moda

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Redazione

Pietro Aradori, cestista italiano ora passato alla Fortitudo Bologna, e Pow3r, giocatore e-Sports e player dei Fnatic, in un confronto tra rappresentanti di sport tradizionali e sport di nuova generazione, ci hanno raccontato le loro carriere e quanto tengono alle sneakers e a seguire la moda. Di come Superstar sia nata dal basket e di come sia diventata poi una sneaker lifestyle, e su quale giocatore oggi, per personalità, la vedrebbero bene ai piedi.

Date un’occhiata al video IGTV che li vede protagonisti sul nostro profilo Instagram e leggete qui sotto cosa ci hanno detto.

Pow3r: Come ti sei avvicinato al basket? Quando hai capito che era il tuo sport?

Pietro: Fino a 12/13 anni mi piacevano tanti altri sport, tra cui ovviamente anche la pallacanestro, ma parlo di tennis, calcio e nuoto. Ero molto bravo a sciare, poi ho dovuto smettere perché se sei sotto contratto con una squadra e ti fai male te lo possono strappare.
Poi a quell’età sono andato via di casa, sono andato a Casalpusterlengo in Foresteria, dove c’erano tanti ragazzi da tutta Italia, lì ho scelto la mia strada e ho scelto la pallacanestro. Era una bella realtà. Il primo contratto da professionista l’ho firmato a Imola in A2, avevo 17/18 anni, da lì ho iniziato. Due anni dopo è cominciata la mia collaborazione con adidas che va avanti tuttora.

Pietro: A che età ti sei appassionato ai videogiochi? Quando hanno iniziato a diventare un lavoro a tutti gli effetti e come sei stato ingaggiato dai Fnatic?

Pow3r: Nei videogiochi è difficile crearsi una carriera, i giochi nascono e muoiono, guadagnare e crearsi una vita è molto complicato. Il primo contratto con il quale ho iniziato a guadagnare qualcosa è stato con i Fnatic. È nato tutto totalmente a caso, era un sabato o un venerdì sera, ero uscito con la mia ragazza a cena, quel weekend c’era una sorta di torneo, non c’erano soldi in palio, si giocava giusto per giocare. Mentre stavo giocando il torneo, che di solito si suddivide in tre giorni, ho detto ‘me lo gioco tutto in una sera, sta andando bene’ così mi tenevo il sabato o la domenica libera, per fare qualcos’altro, per avere un po’ più di tempo per me. Così inizio a giocare, mi preparo degli energy drink, me ne bevo due, mi pare, per tenermi sveglio perché finivo praticamente alle 6 del mattino. Alla fine, su 25 partite che dovevo giocare ne vinco 19 e nelle altre faccio dei piazzamenti incredibili, perciò mi ritrovo ad essere qualificato per un torneo da 10 milioni di dollari, di cui io non sapevo l’esistenza e da lì sono stato contattato dai Fnatic. Questa la sanno davvero in pochi.

Mi hanno fatto prima un contratto a breve termine e poi, dopo la mia prima prestazione al primo torneo giocato con la loro maglia, mi sono trovato con un altro contratto, tipo ‘ti vogliamo con noi, nella nostra scuderia’. Un’altra cosa bella è che i Fnatic sono uno dei team che io tifavo quando ero piccolo. Era un pochino la mia aspirazione dire ‘un giorno mi piacerebbe giocare per una squadra del genere’, ma era un sogno irraggiungibile, una squadra troppo grande, veramente enorme, una delle più famose al mondo, ora invece mi sono trovato ad essere uno dei loro player principali, lì è iniziata la mia carriera come giocatore professionista.

Pow3r: Un giocatore professionista oggi, oltre che per il suo talento, è riconosciuto fuori dal campo anche per come si veste. Quanto è importante seguire la moda per te?

Pietro: Mi piace molto lo streetwear, sono “malato” di sneakers e quindi ci faccio caso. Fin da bambino, anche se hai altre priorità e non stai a guardare i vestiti, mi è sempre interessato molto questo lato. L’accessorio giusto, la calza abbinata al cappellino o alla sneaker… sotto questo punto di vista è da anni che lo seguo e mi piace starci attento.

Pow3r: Quando hai preso il primo paio di Superstar?

Pietro: Il primo paio credo di averlo comprato 3/4 anni fa quando c’è stata la release della collaborazione con Pharrell Williams. Hanno fatto 50 colorazioni diverse e sono andate a ruba, io avevo utilizzato molto quelle viola.

Pietro: Recentemente adidas ha collaborato con Ninja per la realizzazione di un paio di Nite Jogger, come mai secondo te è avvenuto l’incontro fra queste due realtà apparentemente così diverse?

Pow3r: Ninja, prima di tutto, è l’araldo dei videogiocatori, cioè colui che sta spianando la strada a noi videogiocatori facendo diventare chi gioca ai videogiochi una persona normale, non il classico sfigato che sta a casa a non fare niente, perché molte volte è così che siamo visti.
Ninja è stato uno dei primi a comportarsi in maniera professionale e a cercare di parlare per tutti i videogiocatori e a mettersi in mostra. La collaborazione che ha fatto con adidas non è solo un fatto di immagine ma è anche per ciò che rappresenta Ninja. Ninja non è solo un e-sportivo, un videogiocatore, un content creator, ma è un idolo ormai, è un simbolo, quindi siglare questa collaborazione con un paio di scarpe dedicate a lui, che però mantengono una linea classica, è praticamente come dire ‘queste sono le prime scarpe pensate per celebrare i videogiocatori, per celebrare un momento storico’, perché questa è la prima vera collaborazione tra un brand sportivo e il mondo dei videogiochi, cioè una vera collaborazione fisica.

Pow3r: Il 2020 sarà l’anno di Superstar, nata come scarpa da basket, indossata da giocatori del calibro di Kareem Abdul-Jabbar e ora utilizzata nel quotidiano come parte dei look lifestyle. Ai piedi di quale giocatore NBA la vedresti oggi?

Pietro: Il primo che ha indossato Superstar è stato Kareem Abdul-Jabbar, che ha fatto una carriera straordinaria, siamo negli anni ’70’/80, ha giocato tantissimi anni, tant’è che è il miglior realizzatore nella storia NBA e ne ha segnati tanti di punti. Mentre in questo momento, un personaggio che cura molto il suo stile soprattutto fuori dal campo e a cui le vedrai bene è James Harden, che ha anche una sua linea di scarpe da gioco da qualche anno e quindi se dovessi pensare a un giocatore direi lui.

Pietro: Chi invece, tra i giocatori eSports, per personalità, potrebbe rappresentare appieno l’essenza di adidas Superstar?

Pow3r: Nel mondo dei videogiocatori in generale, invece, una persona è Banks, uno youtuber molto famoso e proprietario di una squadra e-sportiva chiamata FaZe. Lui ha uno stile molto particolare, cura molto il dettaglio, gli piace molto il mondo della moda e secondo me lui un paio di Superstar saprebbe indossarle e abbinarle molto bene.

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