Fashion

Purtroppo o per fortuna i pinocchietti stanno tornando

Articolo di

Andrea Mascia

Dimentichiamoci gli shorts sopra il ginocchio, le celebrities e le grandi maison di moda stanno puntando moltissimo sui pinocchietti. Ricordate i pantaloncini che cadevano oltre le ginocchia che i nostri genitori ci costringevano ad indossare e ad abbinare con un paio di sandali? Ecco: l’incubo di tutti i bambini che hanno vissuto gli anni 2000 sta per tornare protagonista nei grandi scenari della moda e probabilmente non vedremo più Shia LaBeouf e Jonah Hill indossare shorts (davvero short) firmati Patagonia.

Negli ultimi fashion show moltissimi brand d’alta fascia hanno presentato la loro interpretazione del pinocchietto. C’è chi, come Louis Vuitton e Marine Serre ha preferito una stampa all over, oppure chi, come Givenchy di Matthew Williams e Ann Demeulemeester ha optato per la realizzazione di un prodotto monocromo, alternando materiali, forme e dettagli molto differenti tra loro.

È difficile risalire all’origine di questo fenomeno di costume, ma un’ipotesi più che plausibile esiste e come. Allontanandoci dall’insieme dei brand di fascia elevata, marchi come Dickies, Carhartt, Stüssy, ma soprattutto Polar Skate Co., propongono da anni denim o pantaloni in canvas “a pinocchietto”. Dickies, ad esempio, ha provato addirittura nel 2018 a fare product placement dei suoi “13 Multi Pocket Work” in una scena di Beautiful Boy, facendo indossare il capo a Timothée Chalamet.

Ma l’ipotesi più probabile è che questo “ritorno” dei pinocchietti sia imputabile alle influenze del mondo dello skateboarding nel mondo dell’alta moda. Due mondi apparentemente molto distanti che negli ultimi anni hanno iniziato un intenso dialogo che ha trovato una solida base di partenza ben due anni fa, quando lo skater Lucien Clarke ha realizzato la sneaker “A View” in collaborazione proprio con LV.

È quindi, un ritorno che procede di pari passo sia con le sneakers, sia con un acuto sentimento di nostalgia, stato d’animo che negli ultimi due anni sembrerebbe essere uno dei più ricorrenti all’interno del mondo moda. Dal lato sneakers perché se i pinocchietti stanno spopolando il merito va dato assolutamente al ritorno in grande scala di silhouette che prendono ispirazione dal mondo dello skateboarding. Questa scia la aveva aperta ASAP Rocky grazie alla “sua” Under Armour x Awge uscita a settembre del 2018, che dalla linea ricordava molto la Osiris D3, storica scarpa da skateboarding che ha conosciuto un periodo di splendore nei primi anni 2000. Sono molti i brand che al giorno d’oggi continuano a cavalcare questa tendenza, tra cui Lanvin e anche Dior nella collaborazione con Travis Scott.

L’avvicinamento tra questi due mondi ha creato un vero e proprio do ut des, un rapporto che ha dato un valore aggiunto ad entrambi i poli: a quello fashion, che ha acquistato maggiore libertà di portare sulle passerelle pinocchietti in denim, e a quello dello skateboarding e del casualwear che sta riguadagnando una certa importanza agli occhi di molti, infatti proprio negli ultimi giorni Lucien Clarke ha firmato con DCSHOECOUSA, un brand di grandissima rilevanza nel mondo delle quattro rotelle, ma ancora molto lontano da un approccio fashion al livello di Palace e Supreme.

Come precisato in qualche paragrafo precedente, il termine che ci permette di capire la grandissima fama guadagnata da questo capo è “nostalgia”. Molti brand, come ad esempio Dolce & Gabbana e Alled-Martinez, hanno costruito intere collezioni e sfilate su prodotti che erano considerati trendy fino a quindici o venti anni fa. Proprio quest’ultimo, guidato dal designer spagnolo Archie M. Alled-Martinez, ha presentato capi swimwear che ricordano i classici costumi di brand come Quiksilver e Billabong che arrivano fino al di sotto delle ginocchia, caratterizzati dal raschietto per rimuovere la paraffina all’interno delle grandi tasche laterali.

Dolce & Gabbana invece, per la realizzazione alcuni capi della Spring Menswear Collection 2023 ha addirittura preso ispirazione dallo stile degli anni 2000 di David Beckham, a dimostrazione di come il sentimento nostalgico nel mondo della moda sia più vivo che mai. Non possiamo fare altro che arrenderci: che arrivino leggermente oltre le ginocchia o addirittura alle caviglie, i pinocchietti sono nuovamente tra di noi.