Fashion

Pyer Moss ha davvero cambiato la storia della couture

Articolo di

Ruben Di Bert

Sabato sera Pyer Moss ha fatto la storia dell’haute couture, letteralmente. Dopo aver sfortunatamente rimandato la sfilata a causa del diluvio che ha pervaso la città di New York il giorno prima, Kerby Jean-Raymond è finalmente riuscito a presentare la sua prima collezione all’interno del calendario ufficiale della Fédération de la Haute Couture et de la Mode, diventando così il primo stilista afroamericano in assoluto a debuttare nell’Alta Moda, quella con la “A” maiuscola.

Senza nulla togliere a Demna Gvasalia e al suo straordinario lavoro fatto con Balenciaga, “Wat U Iz” di Kerby Jean-Raymond non ha solamente rinvigorito un settore ormai impolverato come una vecchia soffitta, ma ne ha analizzato i trascorsi, compreso il valore culturale e spalancato le porte verso nuove possibilità architettando esattamente tutto ciò che si può desiderare da un défilé nel 2021, tra divertimento, teatralità, maestria e cultura.

Il designer ha voluto celebrare le sue origini e la black culture in tutto e per tutto costruendo una narrazione ricca di riferimenti, a partire dalla location, Villa Lewaro a Irvington, la tenuta di Madam C.J. Walker, ovvero la prima donna americana che è diventata milionaria contando solo su sé stessa. A comparire sulla passerella sono giganteschi abiti scultorei che rendono omaggio alle invenzioni dimenticate di persone nere. Telefoni, frigoriferi, semafori, barattoli di burro d’arachidi, coni gelato, lampadari, tutto prende forma grazie a una sorprendente e magistrale padronanza nella costruzione di silhouette imprevedibili, come soltanto un Jeremy Scott nei suoi giorni migliori saprebbe fare. Autentiche opere d’arte nate da ago e filo ripercorrono in maniera irriverente secoli di storia e portano alla luce il contributo, spesso non riconosciuto, che la comunità ha portato alla società contemporanea.

Dalla bandiera panafricana alla citazione di “Via Col Vento”, fino ai bigodini esasperati e alla mano che tiene un mocio, ogni reference è chiara e studiata a pennello, per andare a creare molto più di uno semplice storytelling. Ogni singolo look è intriso di significato e originalità, due elementi che forse ci siamo dimenticati essere le vere fondamenta della moda.