Fashion

QR Code sfilano al posto dei vestiti alla Central Saint Martins

Articolo di

Ruben Di Bert

In tempi di metaverso, web3, NFT e realtà aumentata, cosa sta facendo la moda per adeguarsi? Negli ultimi anni sono parecchie le maison che hanno accelerato il loro corso nell’esplorazione del mondo virtuale e delle sue possibilità, realizzando progetti di vario genere. Dolce&Gabbana ha per esempio toccato cifre record mettendo in vendita i suoi non-fungible token, Gucci si è dedicata al gaming, Balenciaga ha aperto un’unità di business dedicata e abbiamo persino avuto la prima Metaverse Fashion Week.

Un’ulteriore dimostrazione di come il fashion system si stia digitalizzando sempre di più l’abbiamo avuta nella giornata di ieri, assistendo alla sfilata di laurea della Central Saint Martins. Tra gli studenti del BA Fashion Course, che hanno presentato le loro creazioni davanti a un parterre di giornalisti, con insider e star del calibro di Madonna, ad attirare l’attenzione dei media è stata soprattutto Christie Lau, che a differenza dei suoi compagni di corso non ha portato in passerella abiti reali.

La giovane designer ha infatti stupito tutti rivelando tre “look” basati su una sorta di costruzione quadrata indosso ai modelli che serviva soltanto a mostrare un QR Code. Scannerizzando il codice ad accesso rapido con il proprio smartphone, si veniva direttamente collegati a un filtro Instagram che esibiva il vero e proprio outfit progettato in 3D.

L’idea ha immediatamente incuriosito tutti, decretando ufficialmente il processo di transizione della moda verso nuovi orizzonti sempre più tecnologici.