Quali sono gli obiettivi di New Balance nel calcio?

Articolo di

Claudio Pavesi

Negli ultimi anni New Balance ha deciso di entrare totalmente nel mondo del calcio, soppiantando la presenza del brand satellite Warrior che fino al 2015 ha gestito la sezione calcistica dell’azienda. Da quando New Balance ha iniziato a seguire il mondo sportivo più da vicino, il marchio americano ha prima vestito alcuni grandi club come il Liverpool, poi è tornato a produrre scarpini e a firmare calciatori nel suo roster che, col tempo, si sta arricchendo di nomi sempre più interessanti.

Avvicinatasi al calcio quando sponsorizzava Bryan Robson, all’epoca capitano della Nazionale Inglese, New Balance ha avuto un rapporto altalenante con questo sport. Prima ha lavorato solo sugli scarpini, poi ha lasciato, successivamente è tornata con le maglie, e poi ancora sui boots. New Balance ad oggi ha preso un percorso interessante, partendo con un roster di calciatori giovani e talentuosi focalizzati sul mercato britannico e arrivando recentemente a firmare Raheem Sterling, il suo primo big player. Allo stesso modo, NB ha avuto un particolare comportamento sulle squadre sponsorizzate, specialmente da quando ha perso il Liverpool, partendo prima da società più piccole e arrivando fino al Porto e, più recentemente, alla Roma, la prima squadra dell’azienda nel mercato italiano.

Il Lille campione di Francia con il suo kit New Balance.

Appunto per capire al meglio queste dinamiche, abbiamo parlato con Zoldan Ferrari, Responsabile della sezione Calcio Italia per New Balance.

La volontà è ovviamente quella di andare step by step, senza fare il passo più lungo della gamba. Avevamo tante lacune che abbiamo colmato col tempo e l’anno di coronamento è stato l’ultimo avuto con il Liverpool, una stagione in cui non solo è stata vinta la Champions League, ma abbiamo anche lavorato allo sviluppo del prodotto assieme allo staff del club, ricevendo ottimi feedback. Oltre a Liverpool, abbiamo lavorato allo stesso modo con Stoke City e Siviglia, con cui peraltro è stata vinta un Europa League. Perse queste squadre, abbiamo iniziato diverse partnership con Athletic Bilbao e Porto, mentre ora abbiamo firmato anche la Roma, mossa che crediamo rappresenti uno step importante per la nostra crescita.

Zoldan Ferrari – Responsabile della sezione Calcio Italia per New Balance

NB ha da poco firmato una partnership con la Roma. A questo proposito, che stile possiamo immaginarci dalle sue prossime maglie?

Tendenzialmente i nuovi sponsor tecnici o restano fedeli o rivoluzionano completamente il look delle divise. Noi siamo un’azienda molto legata alla tradizione e abbiamo sempre seguito questa linea lavorando con Athletic Bilbao e Lille, così faremo anche con la Roma. Se poi ci sarà la volontà, insieme al club, di sperimentare qualcosa di totalmente nuovo, lo prenderemo in considerazione. Al momento ci manteniamo focalizzati sulla storia. Per il resto, ci stiamo focalizzando molto sulla sostenibilità e cerchiamo di integrare questo concetto anche nelle divise che realizzeremo.

Si dice che NB l’anno prossimo voglia realizzare quarte maglie per ogni club. È vero? Come mai questa scelta?

Sì, New Balance sta lavorando molto sulle divise da gioco. Non posso confermarti che ogni club avrà quattro maglie, ma sicuramente ciò avverrà per le squadre top, inclusa la Roma. La volontà è quella di avere un’opzione estetica in più per creare qualcosa di particolarmente legato alla storia della squadra e al rapporto con i tifosi. La nostra azienda ha molta passione per il calcio e soprattutto per i momenti che hanno scritto pagine importanti di questo sport, infatti sappiamo quanto importante possa essere per i tifosi il rispetto di questi elementi. Con la quarta maglia vogliamo celebrare il club, la sua storia, il legame con la città e la sua gente.

Da sempre il brand lavora anche su prodotti lifestyle del proprio heritage. Vedremo lo stesso anche con i giallorossi?

Sì, lavoriamo con Roma per realizzare diversi prodotti, performance e lifestyle. Sicuramente verrà realizzata una scarpa, precisamente una 997, un modello che è stato creato anche per Liverpool e Porto. Fu realizzata anche una versione solo per Jürgen Klopp. Da quando partirà la partnership con Roma, verranno realizzati anche tanti altri prodotti pensati specificatamente per il lifestyle.

Hai citato Klopp. Diversi brand stanno firmando anche allenatori, come adidas ha fatto con Klopp e Mourinho, oltre a Nike con Nagelsmann. New Balance è interessata a questo percorso con i coach?

Sicuramente è qualcosa che interessa a New Balance ma, come dicevamo all’inizio, ci piace andare per piccoli passi, quindi non dovremmo vedere firme di questo tipo a breve termine.

Capitolo calciatori. NB sta firmando tantissimi atleti, specie giovani. Quale direzione vuole prendere il brand da questo punto di vista? Si sta mirando anche a top player oltre a Sterling?

Sterling e Sadio Manè sono i nostri giocatori di punta e lo saranno in futuro. Al momento ci stiamo focalizzando tanto sui giovani, cosa non banale visto che tendenzialmente il focus di New Balance è su un consumatore dall’età leggermente più avanzata. Al momento le firme sono arrivate in Inghilterra perché sappiamo che è un mercato importante, ma anche perché parliamo di giocatori che dalle grandi squadre inglesi vengono spesso prestati anche in altri campionati. Abbiamo radicalmente cambiato il nostro approccio, cercando di mantenere un profilo basso, senza fare troppo clamore, e così vogliamo portare avanti anche la politica dei nostri ambassador.

Si cercherà di espandere questa politica anche in Italia?

Sicuramente l’obiettivo è quello perché l’Italia è un mercato importante per New Balance. Al momento abbiamo alcuni ragazzi giovani tra Lega Pro e Serie B che stanno facendo molto bene ma abbiamo la volontà di iniziare a firmare anche giocatori di Serie A in Italia. Da questo punto di vista non vediamo l’ora di cominciare il rapporto con Roma anche per iniziare a lavorare col settore giovanile. Il rapporto con giocatori come Harvey Elliott è nato proprio in questo modo. Parliamo di un ragazzo che è cresciuto nel settore giovanile del Liverpool indossando New Balance e poi ha voluto continuare a utilizzare i nostri prodotti perché soddisfatto della qualità. Quando ci siamo lanciati nel mondo del calcio per la prima volta, i rapporti con alcuni atleti sono andati a cadere in quanto non soddisfatti dei prodotti utilizzati, motivo per cui ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo sviluppato nuovi materiali e tecnologie più performanti che stanno attirando l’attenzione di molti giocatori.

È stata annunciata una partnership tra NB e Stone Island, un brand molto legato al calcio. Vedremo collaborazioni con Stone Island o altri brand anche nel mondo calcistico?

Potrebbe essere. Le collaborazioni sono una parte importante del mercato lifestyle di New Balance, quindi perché non applicare lo stesso concetto anche al calcio?