Quella volta in cui Levi’s sponsorizzò la Nazionale messicana di calcio

Articolo di

Massimiliano Macaluso

Oggi le connessioni tra fashion brand e squadre di calcio sono talmente frequenti che ci siamo abituati, ma c’è stato un tempo in cui il mondo della moda e la scena sportiva erano ancora parecchio distanti tra di loro. È proprio per questo motivo che vale la pena ricordare quando nel lontano 1978 Levi’s, il marchio leader nel mercato del denim, si occupò di sponsorizzare la Nazionale di calcio del Messico. A differenza dell’azienda statunitense, che aveva beneficiato del boom degli anni ’60 e ’70, El Tricolor non era affatto una selezione così competitiva, incapace addirittura di qualificarsi alla Coppa del Mondo del 1974. Il Messico partecipò regolarmente all’edizione seguente in scena in Argentina e lo fece proprio con dei kit prodotti da Levi’s. Per l’occasione furono realizzate delle maglie a manica lunga (non in tessuto jeans, e neanche in poliestere) in due versioni, visto che oltre alla classica colorway verde i calciatori indossarono anche una casacca bianca con una grossa banda verticale rossa e verde, che fece il suo debutto assoluto in occasione di un’amichevole in Spagna.

Il connubio tra la Selección Mexicana e Levi’s non ebbe però particolare fortuna, visto che in quell’edizione dei Mondiali la squadra centroamericana guidata da Hugo Sánchez e Victor Rangel raccolse tre sconfitte in altrettanti incontri (contro Tunisia, Germania Ovest e Polonia) e salutò immediatamente la competizione. Se per i tifosi messicani si è trattato di un periodo storico non proprio indimenticabile, questa singolare partnership ha da sempre affascinato i football nerds appassionati all’evoluzione dell’abbigliamento sportivo e all’estetica delle maglie da gioco.

Di questa curiosa vicenda se n’è tornato a parlare negli ultimi mesi principalmente per due motivi: le recenti novità che hanno riguardato la camiseta della Nazionale messicana (da sempre molto caratteristica, ricordate la maglia col pattern azteco di Francia ’98 e i pittoreschi kit di Jorge Campos?) che ha spesso cambiato la gradazione del verde e che nel 2022 potrebbe addirittura sfoggiare un nuovo logo; e la candidatura del Messico all’organizzazione della Coppa del Mondo 2026, che ospiterà insieme a Stati Uniti e Canada. Ma ovviamente non si è trattato dell’unico esempio di sponsorizzazione insolita, perché ha riguardato un marchio non prettamente sportivo prestato al teamwear. A tal proposito è impossibile non citare il breve ma clamoroso ingresso di Lonsdale nel panorama inglese, sponsor di Blackburn a metà degli anni Duemila, e il più recente binomio UniqloNazionale olimpica svedese di cui avevamo parlato in maniera approfondita qui.

Quella con la Nazionale messicana non è stata neanche l’unica avventura di Levi’s nel mondo dello sport: pochi anni dopo, infatti, più per sperimentazione che per altro, il brand californiano aveva deciso di provare a buttarsi nel mondo dello sportswear aprendo una specifica activewear division che lavorò prima sul design delle divise di 2600 atleti partecipanti al National Sports Festival del 1982 e poi a quello degli olimpionici statunitensi che presero parte ai Giochi di Los Angeles 1984. Nel 2018 Levi’s ha stretto una collaborazione con i Philadelphia Union, diventando style partner della franchigia di MLS, e qualche mese dopo anche con il Liverpool, realizzando una collezione ad hoc. È notizia di qualche giorno, invece, quella che riguarda una capsule collection ecosostenibile con la tennista giapponese Naomi Ōsaka.