Re Mida “Aurum” e “Piano Solo”: un progetto scattato con l’iPhone

Articolo di

Greta Scarselli

Foto Backstage

Andrea Folino

Foto del disco ufficiali

Mattia Guolo

AD

Stole Stojmenov

Styling

Mada Missaglia

Solo qualche settimana fa ci siamo ritrovati sulla home di Instagram un ragazzo in mezzo al mare che suonava il pianoforte, quel ragazzo era Lazza e in mezzo al mare ci è andato davvero.

L’atmosfera creata nel video è la stessa che poi ha accompagnato le due cover dei dischi usciti oggi, “Re Mida (Aurum)” e “Re Mida (Piano Solo)”. Inutile dire che dietro al progetto si trova uno dei più noti art director, Moab.

La reunion in Sardegna

Il grande legame che la 333 Mob ha con l’isola ha portato la scelta della location verso un’unica direzione: Olbia, città natale di DJ Slait. Il vecchio aeroporto di Via Venafiorita è stato il luogo decisivo in cui i fotografi, Andrea Folino e Mattia Guolo, sono riusciti a catturare la perfetta cornice per il secondo volto di Lazza, quello del pianista. Si tratta di una zona molto nota di Olbia, che ha recentemente ospitato le riprese per la serie televisiva “Catch-22” con George Clooney. La location non era assolutamente nuova per i fotografi, in quanto molti video di Salmo sono stati girati proprio lì.

Mattia e Moab hanno sfruttato a pieno le idee che avevano in mente in veramente poco tempo, il meteo non era dalla nostra parte e ha piovuto tutto il giorno. L’ultima mezz’ora si è aperto il cielo ed è stato epico.

Andrea Folino

Gli scatti realizzati con iPhone

La scelta è stata insolita ma ben riuscita, il processo creativo che ha portato a ciò che tutti quanti abbiamo adesso nella nostra libreria di Apple Music è stato affidato ad iPhone.
La passione e la stima che sia Andrea che Moab hanno verso l’azienda di Cupertino li ha portati di fronte a una nuova sfida, scattare e post produrre le foto del backstage con il nuovo giocattolino di Apple e il suo sistema a tripla fotocamera – che non ha ovviamente deluso.

Questa volta volevamo mostrare le due facce di un set, tutto il lungo lavoro precedente allo scatto che poi finisce in copertina. Ma soprattutto scongiurare che si pensasse fosse tutto Photoshop.

Moab Villain

L’esperienza del tutto nuova ha permesso di dare un valore aggiunto al lavoro che si nasconde dietro alla fotografia, quello che non vediamo mai e che ci arriva già pronto e impacchettato.

Le foto del backstage, che trovate qui sotto, potranno darvi un’idea della cura e dell’impegno, l’attenzione ai dettagli e la realtà dei colori. Tutto ciò che ha dato vita al progetto e che a sua volta racchiude l’essenza dell’artista.

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