Reilly Opelka tra arte, moda e tennis

Articolo di

Massimiliano Macaluso

Non è sicuramente uno dei protagonisti più attesi, ma tra i partecipanti agli Internazionali d’Italia 2021 di tennis c’è anche lo statunitense Reilly Opelka. Noto per essere uno dei tennisti più alti del circuito, ha esordito sconfiggendo Richard Gasquet al primo turno e tornerà sul campo martedì per affrontare il wonderkid italiano Lorenzo Musetti, ma intanto non è sfuggito agli osservatori più attenti il kit sfoggiato all’esordio sulla terra romana. Opelka ha infatti indossato una maglia tie-dye firmata FILA, la stessa che aveva già fatto vedere qualche settimana fa a Miami, ma soprattutto ha ufficializzato una partnership abbastanza inusuale, quella con la Tim Van Laer Gallery di Anversa.

Il dettaglio che prova questa curiosa collaborazione si evince da una piccola targhetta posta sul cappello del tennista americano, e confermato su Instagram. Per chi conosce bene Opelka non c’è molto da meravigliarsi: nonostante il suo gioco un po’ noioso, tipico dei big server, lo sportivo americano lontano dai campi da gioco è un personaggio molto interessante e tra un torneo e un altro non ha mai fatto segreto della sua passione per l’arte e la moda, i suoi interessi principali dopo il tennis, tanto da aver anche condizionato i suoi spostamenti stagionali e il calendario dei suoi incontri.

Lo aveva dichiarato anche mesi fa durante il lockdown, il momento in cui molti hanno provato a riscoprire vecchi interessi o a concentrarsi su qualche hobby che solitamente non si ha il tempo di coltivare: «ho intenzione di approfittare dei mesi a disposizione per dedicarmi a qualcosa di culturalmente allettante». Arrivato a Roma pochi giorni fa, è stato subito immortalato mentre ammirava la bellezza di Galleria Borghese in compagnia di Venus Williams e del suo coach.

Opelka a Galleria Borghese, dal profilo Instagram di Eric Hechtman.

Lo scorso anno Reilly Opelka ha anche preso parte a una puntata di “The Art of Collecting“, in cui si è divertito a raccontare la sua passione per il collezionismo e, nello specifico, ha svelato la sua collezione personale di dipinti e opere d’arte che si trova nella sua abitazione di Delray Beach, in Florida. Oltre che con il collega, coetaneo e connazionale Taylor Fritz, è molto amico con Klay Thompson dei Warriors e lo skater Ryan Sheckler. Tra i suoi artisti preferiti Frederick Kunath, Adam Rabinowitz, Thrush Holmes. Segue Harper’s BAZAAR e ama il cibo italiano, si definisce un foodie. Adora Soho e Tribeca. Ha anche raccontato di non essere riuscito a resistere al richiamo della New York Fashion Week nonostante la stanchezza accumulata dagli impegni al New York Open in corso di svolgimento:

Quella era la settimana della moda a New York, andavo alle sfilate ogni sera. Ho finito la mia partita con Isner esausto, stanco. Il mio allenatore era così arrabbiato con me perché ho finito, non ho fatto neanche molto stretching e sono subito salito su un Uber per andare in città ad assistere ad una sfilata di moda

Su ATPtour.com intervistato da Andrew Eichenholz

Opelka ha infatti più volte dichiarato che oltre alla metropoli statunitense ha un debole per Tokyo, definita “the menswear fashion capital of the world”. E anche in fatto di gusto in tema di abbigliamento il 23enne tennista americano ha una concezione molto originale:

Non mi piacciono i marchi, non mi piacciono Supreme o gli shorts e le camicie con i loghi di Gucci. Se vedo qualcosa di uno di quei marchi che mi piace, è lì che entreranno in gioco i ragazzi di Mulch e lo realizzeranno su misura per me. In questo modo ho un contributo per i miei vestiti. Non sto cercando di pagare 1.000 dollari per un logo che hanno tutti gli altri.

Intervistato da Cale Hammond su Tennis.com

Il tennista statunitense, oggi numero 47 del mondo e capace di vincere il torneo Wimbledon Junior e anche due titoli ATP, non è l’unico personaggio “alternativo” nel mondo del tennis di oggi. Senza bisogno di citare l’eleganza di Roger Federer, Opelka è sicuramente in buona compagnia se consideriamo i tennisti americani – basti pensare ai look strampalati di Bethanie Mattek-Sands e alla vena artistica che accomuna da sempre le sorelle Venus e Serena Williams e che la rese due icone di stile – e alla giapponese Naomi Osaka, che sta diventando sempre più una figura trasversale tra lo sport e la moda e un fortissimo riferimento tra i giovani di tutto il mondo. E se anche Opelka, in maniera parallela alla sua carriera sportiva, decidesse di intraprendere un percorso ibrido sulla scia delle sue inclinazioni, non ci stupiremmo di certo.