Fashion

Kanye West e Louis Vuitton, una storia d’amore lunga decenni

Articolo di

Ruben Di Bert
L’esibizione di Kanye alla Fondation Louis Vuitton (2015)

In questi giorni c’è una domanda che continua a stuzzicare l’industria della moda e non solo: sarà Kanye West il nuovo direttore creativo di Louis Vuitton? Per comprendere al meglio la natura di questo quesito dobbiamo in realtà fare un passo indietro per arrivare alla tragica scomparsa di Virgil Abloh, la quale sta pesando su tutti sia dal punto di vista personale che professionale. Il suo essere multidisciplinare e attivo in numerosi progetti ha infatti lasciato diversi posti vacanti tra i quali il più ambito è sicuramente quello di direttore creativo di Louis Vuitton. Per ovvie ragioni che riguardano le dinamiche inarrestabili del fashion business, quel ruolo dovrà essere occupato in tempi necessariamente brevi, anche se il CEO dell’azienda Michael Burke ha dichiarato che il team interno è in grado di lavorare autonomamente almeno fino alla collezione di giugno.

Detto questo, le voci di corridoio fanno già partire le scommesse su alcuni nuovi candidati, tra cui troviamo Daniel Lee, Riccardo Tisci, Telfar Clemens, Heron Preston, Shayne Oliver, Samuel Ross e per l’appunto Kanye West.

Tornando alla domanda iniziale, perché si sta parlando proprio di Kanye West? A sollevare il suo nome in questa questione come un fulmine a ciel sereno è stato il tabloid The Sun che, secondo quanto riferito da una misteriosa fonte anonima, riporta che sarebbe stato lo stesso Virgil a proporre il rapper come suo successore quando era ancora in vita.

A tal proposito possiamo elencare diverse argomentazioni per cui questa scelta potrebbe rivelarsi tanto sensata quanto inverosimile. Innanzitutto, va considerato come i due abbiano condiviso molti anni della loro carriera e alcune fasi della loro formazione professionale, dalla guida dell’agenzia creativa DONDA al leggendario stage da Fendi, quindi se c’è qualcuno in grado di portare avanti fedelmente la visione di Virgil questo è sicuramente Mr. West. Tuttavia stiamo parlando di una personalità davvero ingestibile, che ha dimostrato in diverse occasioni di essere instabile, contraddittorio e tormentato, il che rappresenta un rischio troppo elevato per un marchio prestigioso come Louis Vuitton.

Ma al di là delle ipotesi che verranno smentite o confermate a tempo debito, tra Louis Vuitton e Kanye West c’è un legame forte ma altalenante che merita di essere approfondito.

Per prima cosa, dovete sapere che LV è il brand più citato in assoluto nei testi dell’artista fin dal suo disco d’esordio. È presente in ben trentadue canzoni che comprendono anche alcune delle sue hit più famose come per esempio “Stronger” e “Gold Digger“. Tra l’altro, nel brano “Last Call” del 2004, tratto dall’album “The College Dropout”, con la rima “I’m Kan, the Louis Vuitton Don / Bought my mom a purse, now she Louis Vuitton Mom” egli si definisce per la prima volta “Louis Vuitton Don“, un soprannome che da lì in poi sarebbe comparso di frequente entrando nella storia.

La passione di Ye per la maison francese non si è però limitata alle sole dimostrazioni in ambito musicale, ma abbiamo potuto constatarla anche in diversissimi momenti fashion che hanno caratterizzato la sua carriera. Tra Grammy Awards, street style, presenze a bordo passerella ed eventi vari, Kanye ha infatti sempre voluto sfoggiare qualche originale pezzo della griffe, come eleganti sciarpe, foulard in seta, preziosissimi bauli, occhiali da sole (specialmente il modello Millionaire) e ovviamente borse, con una predilezione particolare per quelle disegnate da Takashi Murakami. Non solo, nel 2008, tramite il suo blog, il cantante ha voluto mostrarci il suo rarissimo zaino custom creato da lui in un anno e mezzo con tela Damier e finiture in pelle marrone chiaro. Come dimenticare poi il suo completo color salvia con monogram in rilievo appositamente confezionato da Virgil Abloh in occasione del matrimonio tra 2 Chainz e Kesha Ward, il quale è stato inaspettatamente abbinato a delle YEEZY Slipper.

Considerato ciò, era inevitabile che prima o poi l’artista arrivasse a firmare una collaborazione con quello che è il suo marchio preferito. Era il 2009 e dopo il rilascio delle BAPESTA di A Bathing Ape e i prototipi di Nike e Reebok che non videro mai la luce, Mr. West fece ufficialmente il suo ingresso nello sneakergame. La sorpresa è stata che non lo fece assieme a un colosso dello sportswear, come ci si poteva aspettare, bensì con un luxury brand del calibro di Louis Vuitton.

Quella partnership fu assolutamente rivoluzionaria e dimostrò a tutti come Kanye nascondesse un talento innato per la moda e avesse delle enormi aspirazioni da designer che guardavano come punto di riferimento proprio al direttore creativo della maison all’epoca, Marc Jacobs, definito da lui stesso lo stilista più importante del periodo.

Kanye mi ha chiamato al telefono perché voleva parlare di Takashi Murakami. La nostra conversazione si è diretta su molte altre cose ed è durata per ore. Andavamo davvero d’accordo ed è stato un dialogo davvero affascinante. Alla fine, abbiamo iniziato a parlare di sneakers ed è così che è nata la sua collaborazione con Vuitton.

Marc Jacobs

Il sodalizio nacque spontaneamente da una conversazione avuta tra i due in merito alla capsule collection Louis Vuitton x Takashi Murakami, trasformatasi poi in uno stimolante e proficuo dialogo creativo che diede vita a una linea di sneakers composta da tre modelli declinati in più colorazioni per un totale di dieci calzature. Le silhouette prendevano il nome di Mr. Hudson, Don e Jasper: la prima è stata dedicata all’omonimo cantante britannico che produsse l’album “808s & Heartbreak”, la seconda probabilmente si riferisce sia al leggendario soprannome “Louis Vuitton Don” che al collega e amico Don C, mentre la terza rappresenta un omaggio a Ibn Jasper, fidato parrucchiere e consigliere dell’artista. Ciascuna variante è stata realizzata in pelle e suede, con una combinazione di colori iconici e un’ispirazione proveniente sia dalla pop art giapponese che dall’estetica fantascientifica del “Dune” di David Lynch, anticipando alcuni canoni che torneranno nelle acclamate Air Yeezy.

Nonostante il successo riscontrato dalla collezione, i rapporti tra LV e Ye andarono con il tempo a dissolversi per qualche misterioso motivo, ad eccezione di un’esclusiva serie di concerti avvenuti nel 2015 alla Fondation Louis Vuitton durante la Paris Fashion Week, organizzati per raccogliere fondi da devolvere in beneficienza alle associazioni Donda’s House e Nos Quartiers ont des Talents.

Anzi, si può dire che il legame non fu tutto rose e fiori, e addirittura negli anni ci fu qualche episodio di dissing e controversie. Per esempio, nel novembre del 2013, in seguito al rifiuto da parte del presidente Yves Carcelle di incontrarlo, Kanye tentò una sorta di boicottaggio contro il marchio imponendo ai suoi fan newyorkesi di non acquistare più i suoi prodotti fino a gennaio.

Lascia che ti spieghi perché hai bisogno di incontrarmi. Nessuno a New York comprerà più Louis Vuitton fino a dopo gennaio. Ora vuoi incontrarmi? Pensano che io non mi renda conto del mio potere.

Kanye West in un’intervista alla stazione radio USA 92.3 Now

LVMH tentò di riallacciare i rapporti nel 2015 offrendo un contratto di sponsorizzazione per la YEEZY SEASON 1 che tuttavia venne rifiutato perché ritenuto “devastante”, anche se Mr. West continuò a ritenere Bernard Arnault “uno dei suoi eroi”.

Se ne tornerà a parlare quando Virgil Abloh, suo grande amico e collaboratore, prenderà il timone della maison invitandolo al suo debutto in passerella durante la collezione primavera/estate 2019; durante l’inchino di rito a fine défilé, lo stilista è corso immediatamente incontro al cantante e lo ha abbracciato con grande commozione. Non è esagerato dire però che, oltre al forte senso di felicità e spirito di soddisfazione, da parte di Kanye c’era anche un pizzico d’invidia. Fu infatti lui stesso a dichiarare in un’intervista con Zane Lowe legata a “Jesus is King” che si aspettava di essere lui il successore di Kim Jones, senza però togliere il merito a Virgil.

Mi sentivo come se dovessi essere io. La gente mi chiama ancora Louis Vuitton Don per strada. Siamo tutti sullo stesso campo, ma Virgil ha segnato il touchdown.

Kanye West a Zane Lowe

Da questo possiamo dunque apprendere come sia viscerale il desiderio da parte di Kanye West di assumere un importante ruolo all’interno del mondo della moda, possibilmente proprio ai vertici di Louis Vuitton. Considerando che sono pochi i sogni che non è riuscito a realizzare, questo traguardo potrebbe forse avverarsi davvero?