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Sangiovanni dopo “Cadere Volare”

Articolo di

Andrea Mascia

Foto

Gabriele Rosati

Produzione

Outpump Studio

Sangiovanni è il volto della campagna che vede protagonista le nuove adidas NMD_S1 nella nuova versione triple black, in uscita il 12 agosto in esclusiva da LUISAVIAROMA. Lo abbiamo intervistato per capire come prosegue il suo viaggio nel mondo della musica dopo il successo del suo ultimo album “Cadere Volare”.

Sei partito dalla provincia e in men che non si dica ti sei ritrovato a scalare le classifiche sulle piattaforme di streaming musicale. Come sei riuscito a colmare il gap tra le due realtà?

Il gap con le due realtà all’inizio è stato molto difficile da gestire, perché avendo sempre vissuto in un piccolo paese di provincia con tremila persone arrivare a lavorare nelle città grandi, a vivere con tante cose da fare in cui bisogna chiaramente fare una selezione per quelle che davvero si vogliono fare, non è semplice. Prima avevo molto più tempo per dedicarmi a molte più cose e persone, ora ho capito quanto effettivamente il tempo sia poco e prezioso. Lo sbalzo da una situazione molto piccola al “caos” mi ha pesato molto, tanto che ancora non sono riuscito a trasferirmi a Milano per lavorare. Sto ancora cercando di capire, metabolizzare e prepararmi a vivere una quotidianità diversa, all’interno di una situazione diversa. Come ho detto più volte, mi è letteralmente cambiata la vita. Non è facile gestire tutto, però io mi sento sempre il solito ragazzo normale. Ho solo qualche persona in più che mi ascolta ma alla fine i miei principi e i miei valori sono sempre gli stessi.

Avere così tanti occhi addosso nel mondo della musica ha mai rischiato di tarparti le ali? Il festival di Sanremo è stata una consacrazione più che concreta, ma hai mai presagito che la tua affermazione partendo da Amici avrebbe potuto “condannarti” a un’audience unilaterale?

Assolutamente, è un rischio che si corre. “Amici” non ti garantisce il successo, è una vetrina, una possibilità in cui tu puoi far ascoltare le tue canzoni e puoi mettere in mostra quello che sei. Nel momento in cui esci da lì è come se ripartisse tutto da zero, perché il pubblico che non è prettamente del programma lo devi conquistare. C’è sempre il rischio di rimanere attaccati a quel contesto, io sto cercando di diventare un artista a tutti gli effetti e non solo il “concorrente che è stato ad Amici nell’anno x”, e questo sicuramente è un obiettivo molto grande. Sanremo mi ha dato una mano, è stata la scelta giusta perché mi ha permesso di rappresentare un qualcosa anche al di fuori di “Amici”: ero lì, insieme a tutta la scena italiana e avevo il mio posto. É anche andata bene, quindi sono veramente contento.

Sei stato in grado di consolidare ancora di più la tua presenza all’interno della scena musicale italiana. Uno step che ti ha permesso di lavorare con altri artisti e ampliare la tua platea. Il prossimo importante passo è quello di esibirti al Palazzo dello Sport e al Forum di Assago, rispettivamente a Roma e a Milano. Come ti prepari ad affrontare le due date più importanti della tua carriera fino ad ora?

Innanzitutto, non vedo l’ora; in realtà per me tutte le date sono importanti. Ogni volta che salgo sul palco cerco di dare il meglio di me e di dare il massimo.

Sicuramente in questo caso sarà uno show costruito in maniera diversa, voglio dare alle persone qualcosa che non ho ancora dato e far vedere qualcosa di me che ancora non si è visto. Spero che tutte le persone che verranno possano capire ancora di più di me e possano ritornare a vedermi in futuro da qualche altra parte. Sto già pianificando tutto, saranno delle serate magiche.

“Cadere Volare” è il tuo primo album ufficiale dopo l’EP “sangiovanni”. In quale delle due raccolte musicali pensi di aver sperimentato maggiormente?

Sicuramente in “Cadere Volare” c’è una sperimentazione maggiore. Sono più pezzi, ho fatto molte più cose, è un disco che parla molto. Gli altri pezzi sono brani che ho costruito all’interno di un percorso, più giusti per un determinato contesto. In “Cadere Volare” invece ho fatto cose molto diverse, soprattutto indipendenti da un contesto specifico.

Non sei nuovo in ambito di collaborazioni internazionali. Grazie a “Mariposas”, versione spagnola della multiplatino “Farfalle”, hai collaborato con Aitana, riuscendo a conquistare anche le classifiche spagnole guadagnando un Disco de Oro. Questo traguardo ti ha aperto la strada ad altri progetti internazionali? C’è un artista con cui sogni di poter esibirti dal vivo un giorno?

Penso che questo pezzo non abbia raggiunto solo i fan di Aitana, ma anche la popolazione spagnola e questo è un bel traguardo. Detto ciò, non penso di poter diventare a tutti gli effetti un artista che può vedere la musica in Spagna, magari con il tempo, passo dopo passo, si può raggiungere, ma è molto difficile. È una bellissima esperienza perché da questo nascono nuove interazioni, nuove esperienze, nuovi rapporti, nuove possibilità di fare musica anche con produttori di un’altra nazione e questo è molto importante per me, ne sono veramente fiero e contento. Poi, chissà che cosa succederà. Sicuramente mi piacerebbe collaborare con tanti artisti internazionali, in realtà penso prima a collaborare con artisti italiani, quello è il mio primo obiettivo.