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Smeg: dall’innovazione degli anni ’50 alla collaborazione con Supreme

Articolo di

Alberto Bonazzi

Quanti di voi sanno di cosa si sta parlando quando si nomina Smalterie Metallurgiche Emiliane Guastalla? A meno che non siate degli esperti in materia o dei grandi appassionati del settore, non avrete mai sentito nominare questa azienda italiana. Nonostante ciò, siamo sicuri che molti di voi non solo la conoscono, ma hanno anche qualche suo prodotto nelle proprie case, come per esempio, un colorato elettrodomestico in cucina. Infatti, è sufficiente porre l’attenzione sulle iniziali del nome, per leggere qualcosa di decisamente più familiare a tutti: SMEG. Leader indiscussa del settore, è nota soprattutto per essere un’eccellenza produttiva del territorio e motivo di orgoglio per il nostro paese, grazie ai suoi prodotti capaci di comunicare in tutto il mondo le qualità e le virtù tipiche dell’italianità. Smeg è quindi una valida ambasciatrice del Made in Italy e un’azienda costantemente attiva in termini di innovazione tecnologica e contatti con altri brand. Proprio oggi, infatti, viene lanciato il risultato della sua più recente collaborazione che vede come protagonista Supreme. Se vi sembra un’accoppiata insolita, significa che dovete ancora accorgervi dello spirito rivoluzionario di Smeg e questa è l’occasione giusta per voi.

Al fine di conoscere questa importante realtà italiana, non possiamo che iniziare parlando della sua storia. Fondata ufficialmente nel 1948, Smeg nasce dalla volontà imprenditoriale e dalla lungimiranza di Vittorio Bertazzoni, che decide di aprire un’azienda per la lavorazione di metalli smaltati a Guastalla, sua città natale, tra le provincie di Reggio Emilia, Parma e Mantova. Poco dopo, però, si specializza nella progettazione e produzione di elettrodomestici, imboccando una strada che da quel momento non abbandonerà più, dettando tendenza all’insegna del progresso e della cura dei dettagli, fattori chiave di un’azienda che non ha mai lasciato spazio sul mercato ai suoi concorrenti. Durante gli anni ’50 e ’60, vengono venduti i primissimi prodotti come la cucina Elisabeth e la lavabiancheria LEDA, ma è negli anni ’80 e ’90 che il brand inizia a farsi conoscere a livello mondiale, complice anche la sponsorizzazione della scuderia Ferrari e la collaborazione con importantissimi architetti come Mario Bellini e Renzo Piano. Arriva poi il 1997, anno in cui viene introdotto a catalogo FAB28, l’iconico frigorifero colorato dall’estetica anni ‘50, che da lì a poco sarebbe diventato oggetto di desiderio, status symbol e prodotto di punta di Smeg. Da quel momento in poi, l’azienda non ha mai smesso di crescere ed evolversi, come dimostrano rispettivamente il fatturato del 2019 di 680 milioni di euro, e il premio “Good design Award 2020” ricevuto dal Chicago Atheneum. 

Oggi l’azienda propone una vastissima offerta di prodotti, sia a livello tipologico che a livello stilistico, sempre rigorosamente Made in Italy. Si va, infatti, dai grandi elettrodomestici per la cucina, come forni, lavastoviglie, cantine vini, insieme anche a piani cottura, cappe e lavelli, fino ai prodotti di dimensioni più ridotte, quali tostapane, macinacaffè e frullatori. Ognuno di questi poi, appartiene a una specifica linea estetica in modo da adattarsi ai gusti e alle esigenze dei clienti: esclusività, raffinatezza ed eleganza caratterizzano la linea “Dolce Stil Novo”, grazie all’impiego di materiali pregiati, mentre leggerezza, luminosità e vivacità si ritrovano nelle forme e nei colori della linea “Portofino”. La più conosciuta, però, è sicuramente la “50’s Style”, una gamma di prodotti che a partire dal FAB28, fino ad arrivare al classico bollitore, fa ritornare in vita un’estetica retrò, in cui linee curve e dettagli cromati sposano tinte unite decise e sgargianti. Il suo enorme successo, non è solo da rintracciare nella qualità manifatturiera dei prodotti, ma soprattutto nella coraggiosa scelta di design e imprenditorialità: in un momento in cui i produttori di elettrodomestici cercavano soprattutto di nasconderli alla vista, sviluppando soluzioni da incasso, Smeg ha scelto di puntare tutto sull’impatto visivo dei prodotti e sul loro protagonismo nell’ambiente, facendoli così diventare icone di stile.

É proprio su questo filone stilistico che Smeg, nel corso del tempo, ha articolato le numerose collaborazioni con altri brand provenienti dai settori più disparati, come la moda e l’automobilismo. In queste occasioni gli elettrodomestici anni ’50 si sono comportati come delle vere e proprie “tele bianche”, per poi trasformarsi in pezzi da collezione capaci di attirare gli appassionati del marchio. È il caso, per esempio, del sodalizio con Dolce&Gabbana, che ha dato vita alla collezione “Sicily is my love”, una versione dei piccoli elettrodomestici Smeg decorati con fantasie che attingono al repertorio figurativo e cromatico della cultura siciliana tanto amata dai due stilisti. Peanuts, Disney e Italia Independent sono altri nomi che hanno reso ancora più unici i frigoriferi FAB28 e FAB10, insieme a Fiat e Lavazza che, invece, hanno dato vita a prodotti completamente nuovi, come il cofano di una Fiat 500 d’epoca trasformatosi nel frigorifero SMEG500. Meno conosciuta è la collaborazione con Mini del 2006, il cui risultato non si è misurato solo a livello grafico, ma ha visto sostituire la maniglia classica, posizionata sulla porta del frigorifero, con una vera maniglia della portiera di una Cooper S, in una tiratura limitatissima di 250 pezzi.

Conosciuta l’intraprendente e coraggiosa storia di Smeg, a questo punto non vi sembrerà più tanto strano il suo contatto con Supreme che, proprio oggi, ha reso disponibile sullo store online un minibar in edizione limitata. Realizzato in meno di 2000 pezzi, il piccolo frigorifero “50’s Style”, adatto a ogni ambiente della casa, poiché alto poco più di 70 cm, è arricchito dal logo del brand newyorkese applicato verticalmente sulla porta frontale. Il colore non poteva che essere un rosso sgargiante, caratteristico di entrambi i brand e capace di rendere questo elettrodomestico un valido complemento d’arredo per la propria abitazione.

Ci auguriamo, infine, che quest’ultima collaborazione decisamente inaspettata e che va oltre i confini italiani, possa essere solo una delle tante che Smeg ha in programma per il futuro, dal momento che, come abbiamo visto, è sempre capace di stupirci.