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Sorrowland: la nostra intervista a Vampiri, Predatori e Buone Maniere

Articolo di

Greta Scarselli

I Sxrrxwland, noti anche come “Sorrowland” o “Six RowLand“, sono un collettivo artistico formato da Osore, Gino Tremila e Giovanni Vipra, rispettivamente producer, creative director e voce. I tre hanno unito l’esperienza maturata nel proprio percorso di vita per creare un sound e uno stile unico nel suo genere. La musica non è però l’unico ambito a cui il gruppo intende applicarsi, hanno infatti intenzione di operare anche nel settore della moda e delle arti visive, come illustrazione, fotografia, fashion design e styling.

Il 19 di Ottobre, dopo diversi singoli, hanno deciso di rilasciare per Asian Fake il loro primo EP ufficiale “Buone Maniere per Giovani Predatori“, un progetto con un concept che ruota attorno, in chiave metaforica, al concetto di Vampirismo, che vuole rappresentare la società odierna.

Noi di Outpump abbiamo fatto loro qualche domanda in merito a lavoro, vita e futuro.

Raccontateci chi sono i Sorrowland, da dove venite e qual è il vostro background musicale.

“Sorrowland è qualcosa a metà tra la somma dei nostri trascorsi musicali e una creatura che ragiona con la sua -anzi le sue- teste. Le componenti più rilevanti sono sicuramente quella rap, emo e techno, perché ciascuno di noi si è “formato” su un genere senza perdere di vista gli altri due. Metterle d’accordo in un modo totalmente unico è stato l’obiettivo su cui abbiamo speso tutte le nostre energie all’inizio del lavoro e, vista la quantità di volte in cui ci hanno chiesto “che genere fate?”, possiamo dire di esserci riusciti.”

Quest’anno è uscito “Buone Maniere Per Giovani Predatori”, il vostro EP di debutto per Asian Fake. Spiegateci come è nato il progetto e come è stato sviluppato.
Perché proprio il Vampirismo come filo conduttore che unisce i pezzi? 

“Il lavoro principale è stato quello di selezionare i brani che ci soddisfacevano di più nella produzione piuttosto ampia che abbiamo avuto nel corso dell’anno e la seconda parte è stata scegliere quelli che incarnavano meglio lo spirito dell’EP. Più che di tristezza volevamo parlare di dissociazione: i vampiri sono esseri che di umano hanno solo le sembianze, ma vivono in maniera completamente diversa e noi abbiamo usato questa doppia identità per raccontare qualcosa. Da una parte le persone si “nutrono” del prossimo in molti modi e questo potrebbe sembrare sbagliato, ma dall’altra è spesso il loro unico modo di sopravvivere e questo le fa sentire in una bolla dalla quale non riescono a comunicare davvero.”

Com’è stato il riscontro sull’EP da parte del pubblico? 

“Davvero molto buono, sia in termini di numeri che di apprezzamenti. Dopo mesi di singoli era molto importante per noi uscire con un po’ più di sostanza, far capire meglio chi siamo e cosa facciamo data la complessità del progetto.
È interessante vedere come dall’uscita dell’EP ci scrivano moltissime persone, ma più che fare semplici complimenti si soffermano a ringraziarci per il sostegno che la nostra musica gli ha dato in momenti difficili e di come si rispecchiano nei contenuti, trovando conforto. Qualcuno dice che trattare certi argomenti induce le persone ad emulare i comportamenti degli artisti e che sia quindi sbagliato parlare di certe tematiche. Personalmente credo che nel nostro caso sia diverso: Sorrowland non ispira emulazione ma empatia.”

Non siete solo musica, il vostro gruppo è composto da un producer, una voce e un grafico, ma vi occupate anche di moda e design, raccontateci un po’. 

“Ci piace l’idea di creare un’esperienza di Sorrowland su più livelli, un viaggio in cui ti puoi immergere completamente esplorandone le varie sfaccettature.
A conti fatti, le cose che escono da questo progetto, per quanto possano essere varie e differenti, sono tutte legate indissolubilmente da un forte carico emotivo che le tiene unite. Vedendola da questo punto di vista, è impensabile non avvalersi dei molteplici mezzi di cui disponiamo o che riteniamo essere giusti per esprimere qualcosa. Non tutte le sfumature riescono a passare attraverso la sola musica, non tutti i mood passano attraverso un outfit o un’illustrazione, è l’unione di tutte le parti che dà la possibilità di un’esperienza immersiva.”

Avete lavorato tanto per conciliare i vostri tre differenti percorsi stilistici? 

“Sì e no, nel senso che si ci occupiamo tendenzialmente di tre ambiti diversi (musica-parole-estetica) ma ognuno di noi ha una spiccata sensibilità per tutti gli ambiti che il progetto tocca. Abbiamo imparato a conoscerci e capire come funzionano i nostri processi creativi, sia individualmente che in team. È curioso come nei momenti in cui lavoriamo insieme per vari giorni consecutivi succedano cose strane, tipo che parliamo in sincrono o comunichiamo senza parlare.”

Cosa ne pensate della scena attuale? 

“Non ci piace ragionare il panorama musicale per “scene”, né tantomeno ci sentiamo parte di queste: quello che fa la differenza sono gli artisti come singoli individui e le loro creazioni.
Ogni genere o scena può avere in seno artisti eccezionali o terribili. Sarà la loro arte a parlare per loro.”

Con l’uscita del vostro EP di debutto arriverà presto anche un tour? 

“I predatori hanno bisogno di andare a caccia, quindi ci muoveremo anche noi. Possiamo anticipare che abbiamo intenzione di portare qualcosa di molto diverso dai live a cui siamo abituati.”

Progetti futuri? Puntate alla vetta? 

“Il nostro universo non si muove in verticale ma in orizzontale. Sorrowland allarga i propri confini come se fosse un luogo fisico: noi puntiamo al contagio.”

Cosa volete dire a chi sta leggendo questa intervista?

“Siamo fieri di te. Noi non ce l’avremmo mai fatta a leggere fino a qui.”

 

 

Grazie mille ai Sxrrxwland e ad Asian Fake per questa intervista.

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