Abbiamo stilato una speciale TOP 10 delle maglie NBA più belle

Articolo di

Vittorio Tomasella

L’inizio della stagione NBA 2019/20 è alle porte e, per questa speciale occasione, abbiamo deciso di stilare una classifica che raccoglie le maglie più belle viste nella Lega nel corso degli ultimi anni.

Non è stato sicuramente facile ma, tra esclusioni eccellenti e divise che meriterebbero certamente di più, abbiamo dovuto (quasi a malincuore) fare la nostra scelta.

Ecco la TOP 10 di Outpump:

10 – New York Knicks 1997/2001

Questa maglia introdusse un nuovo colore mai visto prima nelle maglie dei Knicks: il nero. Il team della Grande Mela stava subendo un cambiamento, con la leadership tecnica che passava dal trio Pat EwingCharles Oakley-John Starks ai più giovani Marcus Camby, Kurt Thomas e Latrell Spreweel. Ad affiancare questa rivoluzione in campo serviva quindi una svolta estetica e questa maglia contribuì a inaugurare tale metamorfosi. Purtroppo, per i tifosi dei Knicks questo cambiamento portò a una finale persa nel 1999, prima di un inesorabile declino che a oggi non ha ancora visto la sua fine.

9 – Vancouver Grizzlies 1996/2001

Prima di stabilirsi a Memphis, con discreti risultati, i Grizzlies ebbero come prima casa Vancouver. Ai tempi la franchigia era una new entry della NBA e (a parte questa originalissima jersey) proponeva molto molto poco, al punto che Steve Francis, selezionato al Draft ’99 dal team canadese con la seconda scelta assoluta, scoppiò in lacrime quando gli fu data la notizia.

Punto d’onore va dato ai designer che non sbagliarono la maglia d’esordio: questa presentava una combinazione colori che colpì esattamente nel segno, con una base Teal e la scritta Grizzlies bianca coperta dai segni dei graffi.

8 – Atlanta Hawks 1995/1998

Gli Atlanta Hawks di metà anni ’90 non erano una squadra vincente, tuttavia erano una squadra solida abituata a frequentare i Play-Off, guidati da Steve Smith e soprattutto dalla solidità difensiva del numero 55: Dikembe Mutombo. Per pochi anni introdussero la grafica con l’aquila su sfondo rossonero, maglia tuttora apprezzata e considerata una delle maglie più belle dai (pochi) tifosi della franchigia.

7 – Chicago Bulls 1985/oggi

Spesso le maglie divenute icone per il grande pubblico non vengono molto apprezzate, essendo ormai già viste e riviste. Certe grafiche però diventano leggendarie se a portarle sono giocatori di un certo tipo, come nel caso della tradizionale jersey rossa dei Chicago Bulls resa iconica da Michael Jordan.

Probabilmente, è la maglia più famosa in assoluto e la più posseduta dagli amanti del basket. Nonostante negli anni sia rimasta pressoché invariata e abbia subito solo piccole variazioni, resta una delle divise più apprezzate a livello globale.

6 – Toronto Raptors OVO Edition

La pallacanestro e il mondo Hip-Hop hanno sempre avuto un legame molto stretto, ma mai nessun rapper era riuscito a metterci del suo sulla grafica della propria squadra del cuore. In pochi potevano farcela e tra questi non poteva non esserci Drake, tifosissimo dei Toronto Raptors.

Difficile negare che per l’ennesima volta il rapper canadese abbia centrato l’obiettivo, con questa jersey bianca che presenta uno Chevron dorato e l’orgogliosa scritta NORTH al centro del petto.

5 – Seattle Supersonics 1996/1998

Prima di diventare gli Oklahoma City Thunders, la franchigia aveva base a Seattle e si chiamava Supersonics. Nel 1996 solo Michael Jordan riuscì a frenare il team guidato dal duo Gary Payton-Shawn Kemp dal portare nella fredda Seattle l’agognato titolo mai vinto prima.

Della franchigia resta solo una grafica che a fine anni ’90 divenne un must per chiunque seguisse l’NBA.

4 – Miami Heat Vice Edition

Miami Vice ha reso la città della Florida un’icona, ancora quando viaggiare verso gli USA non era così economico e semplice come lo è ora. Gli Heat non potevano, dunque, non ispirarsi alla serie tv-film per una special edition della propria jersey.

Poche squadre in NBA possono vantare una maglia così stravagante con colori fluo e una grafica che funzionerebbe anche per una normale t-shirt. Lo schema colori è forse uno dei più belli in assoluto e rappresenta perfettamente la città di Miami e la sua nightlife.

3 – Detroit Pistons 1996/2001

Con questa maglia, per la prima volta la squadra del Michigan presentava un logo ispirato al soprannome di Detroit, ovvero “Motor City“. Fu anche l’esordio della grafica Flaming Horse, che giocava sul soprannome della squadra e sui cavalli delle auto prodotte in città dalle tante aziende automobilistiche.

Sportivamente non fu però un bel periodo, dato che la squadra raggiunse i playoff solamente due volte, uscendo al primo turno in entrambe le occasioni. I costanti problemi fisici della stella Grant Hill compromisero, infatti, le stagioni successive.

2 – Phoenix Suns 1992/2000

L’iconico design dei Phoenix Suns venne introdotto in concomitanza con l’arrivo nel team di Sir Charles Barkley, che affiancò Kevin Johnson in un team potenzialmente da titolo.

I meno giovani ricorderanno con favore questa grafica, poichè, grazie all’approdo a Phoenix di Stefano Rusconi nel ’95, fu una delle poche maglie facilmente reperibili in Italia in quegli anni.

L’Arizona ha dato gran parte dell’ispirazione per lo sviluppo di questa jersey: il pallone-sole prende chiaramente ispirazione dal nome della squadra, ma anche dalla bandiera dello Stato e dal clima tipico della città, così come la colorazione viola-arancio è un riadattamento dei colori della bandiera.

1 – Toronto Raptors 1995/1999

Difficile, se non impossibile, non selezionare alla numero 1 la “Dino Jersey” dei Toronto Raptors, indossata nei prima anni di vita della squadra canadese. Come la maglia dei Suns, anche questa jersey ha un legame con l’Italia, infatti, sempre nel ’95, a Toronto approdò Vincenzo Esposito e nel nostro Paese la maglia dei Raptors divenne un must per tutti gli appassionati di pallacanestro.

A livello sportivo, per i tifosi dei Raptors la grafica Dino riporta solo pensieri negativi, visti i pessimi risultati di quegli anni, ma il design è talmente apprezzato che, per la prossima stagione, sarà riportato in vita dagli attuali campioni NBA.

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