La storia di Matthew M. Williams: da autodidatta a direttore creativo di Givenchy

Articolo di

Ruben Di Bert

Questa settimana il gruppo LVMH ha affidato il futuro di Givenchy nelle mani di Matthew M. Williams. Il suo è uno dei nomi più talentuosi del mondo della moda odierno, ma al tempo stesso non rispecchia i canoni standard di uno stilista. La sua storia parte infatti come un vero e proprio sogno, che dal nulla lo porterà alle vette del panorama fashion, sebbene non attraversando le classiche tappe convenzionali. Ecco perché abbiamo deciso di ripercorrere tutto il suo percorso aggiungendo anche un po’ di sano gossip che non fa mai male.

Matthew Michael Williams è nato il 17 ottobre del 1985 a Chicago, ma è cresciuto a Pismo Beach, una località della California dove è impossibile non immergersi nella cultura skateboard. Già da ragazzino, tra un trick e l’altro, nutre una forte passione per il mondo dell’arte, tant’è che una volta concluso il liceo si iscrive alla facoltà d’arte dell’Università di Santa Barbara. Dopo sei mesi, però, intraprende un tirocinio presso la fabbrica di denim di un suo amico e affascinato dal settore moda decide immediatamente di abbandonare gli studi per gettarsi a tutto tondo in questa nuova avventura. È così che inizia a studiare per conto proprio la storia della moda, ammirando in particolare Raf Simons, Rei Kawakubo, Martin Margiela, Helmut Lang, Hedi Slimane e Rick Owens, e facendo anche esperienza nel processo creativo, diventando quindi un designer autodidatta.

In quel periodo, per puro caso, incontra fuori da un locale Jennifer Anne Murray, che all’epoca faceva la commessa da Maxfield LA, e notando le sue scarpe firmate Dries Van Noten instaura un dialogo che si evolverà in una relazione. Poco dopo i due decidono di trasferirsi a New York per realizzare il sogno condiviso di lavorare nell’industria della moda, ma la Grande Mela, oltre a essere una grande opportunità, è anche un vortice di mondanità che porterà Matthew a frequentare assiduamente i vari club della città, trascurando la sua fidanzata.

È grazie a questo vibrante ambiente che il giovane entra in contatto con numerose figure di spicco appartenenti al fashion system, tra cui stilisti, modelle, artisti, celebrities e fotografi che ben presto notano il suo talento. Primo fra tutti Kanye West, il quale lo assume come collaboratore presso la sua agenzia creativa DONDA. I due iniziano dunque un importante rapporto lavorativo che farà decollare nel vero senso della parola la carriera di Matthew M. Williams.

Kanye West ai Grammy Awards 2006. Outfit a cura di Matthew M. Williams

Nel frattempo il Williams conoscerà anche Lady Gaga, cominciando una relazione sentimentale che nel giro di un anno muterà in un rapporto esclusivamente professionale, con la sua nomina a direttore creativo di Haus of Gaga. Siamo nel periodo che va dal 2008 al 2010, gli anni in cui la pop star scala le vette del successo, anche grazie alla sua immagine spesso fuori dagli schemi.

La vita privata però non si ferma e, nel 2009, si legherà affettivamente a Erin Hirsh, madre del suo primo figlio Cairo Alexander Williams. Tuttavia la relazione non è destinata a durare. Proprio per motivi legati alla sfera personale, nel 2010 si conclude anche l’esperienza con Lady Gaga, firmando come ultimo progetto la tanto attesa Photo Tee in collaborazione con Supreme, che tuttora non è mai stata rilasciata al pubblico.

Voltata pagina, il creativo si dedicherà esclusivamente alla sua partnership con Kanye West, oltre a vivere esperienze lavorative con Alexander McQueen e Rihanna.

Come ben saprete, l’ambiente che circonda la figura di Kanye è ricco di talenti destinati a ricoprire in futuro degli importanti ruoli all’interno del fashion system. Tra questi troviamo infatti nomi del calibro di Virgil Abloh, Heron Preston, Justin Saunders, YWP e Kim Jones, con il quale, tra l’altro, stringerà una lunga amicizia, al punto che quest’ultimo si occuperà personalmente di disegnare gli abiti nuziali di Williams, perché sono questi gli anni in cui ritrova la sua prima fiamma Jennifer e si sposerà. Da questa unione nasceranno in seguito due figli, Alyx e Valetta.

Heron Preston, Virgil Abloh e Matthew M. Williams

Non abbastanza contento del suo ruolo a volte marginalizzato, decide di unirsi ad alcuni dei nomi sopra citati fondando il primo brand vero e proprio, chiamato #BEEN DRILL#. Come c’era da aspettarsi, un marchio che vanta un team creativo di tale livello non poteva che essere un successo preannunciato, tanto da risultare un punto di svolta epocale per lo streetwear. Tuttavia in seguito, sfruttando questa piattaforma di lancio, i cinque designer sceglieranno di dedicarsi ognuno al proprio marchio: è la nascita di Pyrex Vision, Heron Preston, JJJJound e ALYX.

Proprio così, nel 2015 Matthew M. Williams, con il sostegno del fondatore di Slam Jam, Luca Benini, dà vita al suo primo brand personale dedicando il nome alla primogenita e stabilendo sin da subito una forte identità stilistica. Alla base della prima collezione, che debutta per la stagione autunno/inverno 2015, c’è infatti in primis un’attenzione per l’etica e la sostenibilità, rappresentata dall’utilizzo di cotone recuperato da scarti industriali, plastica riciclata e tinture senza acqua. Per quanto riguarda invece il lato estetico, domina il concetto di luxury streetwear, ispirato al design in senso stretto e declinato in forma avanguardista e utilitaristica.

Il suo fiore all’occhiello è l’ormai iconica fibbia chiamata Buckle, che inizialmente viene adottata per la maggior parte dei casi nelle cinture, ma col tempo verrà inserita in numerosissimi capi d’abbigliamento e accessori. L’origine di questo elemento nasce da un vero e proprio lampo di genio: allacciandosi la cintura di sicurezza sulle montagne russe del parco divertimenti Six Flags lo stilista si appropria dell’idea del sistema di chiusura. Attualmente la Buckle viene prodotta da un’azienda specializzata che ha sede in Austria utilizzando alluminio 7075, una lega leggera e super resistente diffusa soprattutto in aeronautica.

Forse non tutti sanno che ALYX nasce originariamente come brand tutto al femminile e solo nel 2017 viene prodotta la prima collezione prêt-à-porter maschile che segnerà la vera e propria esplosione commerciale. I suoi articoli risultano immediatamente un must-have tra star e influencer come Travis Scott, Bella Hadid, Ian Connor, Playboi Carti, Luka Sabbat, A$AP Rocky e Skepta, oltre a ricevere il riconoscimento dalle autorità del settore arrivando in finale nel prestigioso LVMH Prize.

Buckles on the jacket, it’s ALYX shit.

Drake in Toosie Slide

Da lì in poi l’ascesa è continua, al punto da debuttare finalmente con una sfilata co-ed in occasione della Paris Fashion Week per la stagione primavera/estate 2019. Esattamente in concomitanza di quell’evento, il brand cambierà nome in 1017 ALYX 9SM. Si tratta di una frase in codice a tutti gli effetti e che dietro all’apparenza casuale e criptica cela un significato dall’importante valore emotivo: 1017 rappresenta la data di nascita del fondatore; ALYX, come abbiamo già detto, è il nome della prima figlia e 9SM è l’abbreviazione dell’indirizzo presso il quale si trovava il primo studio, ovvero il civico 9 di St.Mark’s Place a New York.

Ora invece il quartier generale dell’azienda è situato in Italia, dove la famiglia Williams si è trasferita. Il designer oggi vive e lavora a Milano per stare più vicino agli stabilimenti di produzione.

Nel corso degli anni 1017 ALYX 9SM collaborerà con molti altri brand, tra cui spiccano Vans, Mackintosh, Bang & Olufsen, George Cox, fragment design e Moncler Genius.

La stessa idea di partnership viene adottata personalmente anche dallo stesso Matthew M. Williams, che firmerà diverse capsule collection assieme a Stüssy e Nike e contemporaneamente viene reclutato dall’amico Kim Jones, direttore creativo del reparto maschile di Dior, per inserire la Buckle nelle collezioni della maison francese.

Infine, l’ultimo traguardo, quello per il quale lo stesso Matthew ha dichiarato di averlo inseguito per oltre diciassette anni, ovvero la nomina da parte di Givenchy nel ruolo di direttore artistico. Il debutto ufficiale sarà a ottobre, ma considerata la sua storia restano pochi dubbi sul fatto che sarà un successo.

prossimo articolo

La colorazione “Varsity Red” tingerà un nuovo paio di Air Jordan 1