Fashion

Supreme x Maison Margiela: è possibile?

Articolo di

Leonardo Brini

Supreme potrebbe avere in serbo una delle sue collaborazioni più epiche di sempre: quella con Maison Margiela. Ma è davvero possibile?

Il marchio americano ha fatto delle partnership il suo punto di forza, tanto che è quasi impossibile fare una lista delle più memorabili. Ciò che ha sempre funzionato di questa strategia, però, è stata la capacità di Supreme di andare a pescare creativi e realtà del mondo fashion da ogni nicchia o angolo del mondo, attirando l’attenzione praticamente di chiunque e quasi costringendo il mondo dell’alta moda a emularli. Se la tua passione sono i manga puoi trovare Supreme x AKIRA, se sei un cultore del cinema c’è la collab con Scarface e se sei un musicista puoi acquistare la versione brandizzata di una Stratocaster.

Quando hai un logo così riconoscibile, fare leva sul fattore “nostalgia” è semplice, un po’ meno lo è andare a scomodare i giganti del lusso, quei brand con un target così lontano da Supreme e con un seguito così affezionato – per non dire ossessionato – che affiancarli è un rischio. Nonostante ciò, Supreme ci è sempre riuscito bene: più volte con Comme Des Garçons, ma anche per esempio con Burberry, Jean Paul Gaultier e, ovviamente, Louis Vuitton. Il prossimo brand potrebbe essere ora Maison Margiela, il marchio da “nerd della moda” per eccellenza.

Il brand francese è entrato nella cultura “pop” grazie a tanti elementi, che vanno dai Tabi alle maschere di Kanye West: possono questi comunicare con l’universo skater di Supreme? A fatica. Ma anche se Margiela è un’icona per l’aspetto più artistico che commerciale, negli ultimi anni sono state tante le collaborazioni che lo hanno avvicinato al mondo “casual”: Salomon e Reebok per il footwear, Eastpak per gli accessori e The North Face per l’abbigliamento. Proprio questi sono gli esempi che più rendono concreta la possibilità che Supreme x Maison Margiela diventi realtà, un’unione che potrebbe spaziare dal recupero di capi iconici d’archivio, come successe con Junya Watanabe, all’unione di codici estremamente riconoscibili dei due brand, come il Box Logo e i quattro “stitch” dell’etichetta di Margiela.