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Tedua ha scelto il Lo-Fi come filo conduttore

Articolo di

Matilde Manara

Tedua è ancora primo in tendenze con il suo “Don’t Panic” e la traccia che il pubblico sembra aver apprezzato più di tutte, assieme all’intro “Inferno”, è “Lo-fi Drill“. Il brano, in realtà, è già il terzo episodio di una serie che il cantante genovese ha iniziato in quarantena.

Non tutti hanno fatto caso alla presenza di una traccia Lo-Fi già in “Vita Vera Mixtape” e in “Vita Vera Mixtape: Aspettando La Divina Commedia”, ma ognuna di esse aveva un messaggio nascosto nel titolo, prima ancora che nei testi.

Andando con ordine, il primo brano uscito è “Lo-fi Wuhan“. Il titolo del pezzo è un chiaro riferimento alla località cinese in cui il virus COVID-19 è nato e dalla quale poi si è propagato. Per Tedua, come per molti artisti, la pandemia ha significato un periodo asettico privo di musica che l’ha costretto a rimandare l’uscita de “La Divina Commedia”, disco a cui il rapper lavora da moltissimo e che tuttora rimane in cantiere.

Il titolo del singolo si può vedere anche come primo anello di una catena, ovvero “Lo-fi Wuhan” da leggere con l’assonanza inglese “Lo-fi One“. La similitudine di suoni con il numero uno trova ancora più fondamenta se si considera la presenza di “Lo-fi Tu“, interpretabile sempre come “Lo-fi Two“, nel successivo mixtape.

Lo stesso meccanismo viene riproposto per il terzo episodio della saga “Lo-fi Drill“. Il pezzo uscito nell’ultimo mash-up dell’artista può ricordare ancora, per somiglianza di suoni, il numero tre anglosassone. Ci troviamo quindi davanti a un primo, un secondo e un terzo capitolo realizzati nel giro di un anno, quasi a dimostrare che per Tedua questi pezzi sono una via di comunicazione necessaria.

L’importanza dei pezzi Lo-Fi per lui sembra riguardare anche i testi: ascoltando i temi (e i modi in cui essi vengono trattati) sembra evidente infatti che per Mario questi siano brani di sfogo, con parole sincere e sentite. Mario ha riscoperto la musica a bassa fedeltà durante la quarantena proprio come molte altre persone, relazionandosi con un modo nuovo di avere a che fare con sé stessi, e questo trapela da ogni nota.

Mi raccomando, l’ammiraglio Mario Marshall non diserta
Resta a distanza di sicurezza in quaranTedua
Un miraggio nella città deserta
Se la terra dissesta e l’alcool disseta

Tedua in “Lo-fi Wuhan”

In “Lo-fi Tu” si tocca un argomento complesso come può essere l’uso di hashish e le sensazioni che genera. Il racconto parte dal passato, dalle prime situazioni di spaccio per poi arrivare a una conversazione consapevole tra lui e l’hashish stesso.

Tornando a te, mio caro hashish
Mi hai dato schiaffi, mi slacci le stringhe
Mi spingi e caschi, sbalzi temporali, sensoriali
Innesca temporali temporanei

Tedua in “Lo-fi Tu”

Un argomento diverso ma trattato con la stessa trasparenza è invece il protagonista di “Lo-fi Drill”. Tedua si inserisce nella discussione aperta sull’essere real nella musica italiana, spiegando cosa significa essere vero secondo lui e, al contempo, cosa c’è di falso in altri artisti.

E così parli di strada proprio adesso che ti ho visto
Fare quella marchettata per avere nel tuo disco
Gente che non sa niente, prende e spende i soldi a caso
E ti compri una collana come se fossi obbligato (ah)
Tedua, leva la tua arroganza

Tedua in “Lo-fi Drill”

Tutti i brani Lo-Fi hanno anche in comune un aspetto fondamentale che è la produzione. I tre pezzi nascono dalla mente creativa di Shune, che ha preso come ispirazione il Lo-Fi Hip Hop per la realizzazione di tutte le tracce. Nella strumentale di “Lo-fi Wuhan”, nello specifico, il producer ha scelto un campionamento di “Yeah Right”, brano del musicista giapponese Joji. La scelta si rinnova in “Lo-fi Drill”, dove invece è presente un campionamento della colonna sonora dell’anime “Tokyo Ghoul”, genere di cui Mario è grande fan.

La catena di Lo-Fi sembra essere la via scelta da Tedua per mantenere un filo conduttore da progetto a progetto, sostituendosi agli “Intro” e “Outro” di “Orange County”, pezzi che rispettivamente aprivano e chiudevano quella parte della sua carriera legata all’immaginario di Mario-Ryan. Questa è forse l’inizio di una nuova era?