La firma di Tom Brady con i Tampa Bay Buccaneers cambia l’intera NFL

Articolo di

Claudio Pavesi

Non capita spesso di vedere il più celebrato giocatore della storia di uno sport cambiare squadra, rivoluzionando l’intera lega in cui gioca. Nella NFL è appena successo. Tom Brady è ancora il più forte di tutti, e la scelta di andare ai Tampa Bay Buccaneers ha conseguenze enormi su tutto lo scenario del football americano.

Vero, Brady è ormai alla soglia dei 43 anni, eppure non c’è un allenatore, un tifoso o un giocatore che non lo vorrebbe nella propria squadra. Brady ha lasciato i Patriots dopo 20 anni e 6 titoli vinti a New England, annunciando che avrebbe chiuso la carriera altrove. Le speculazioni sono partite immediatamente: c’è chi diceva che sarebbe tornato nella sua California, altri che avrebbe raggiunto l’amico Mike Vrabel ai Titans, altri ancora che sarebbe andato a cambiare la storia recente dei Raiders, nuovi arrivati a Las Vegas. E invece Brady sceglie la Florida, Tampa Bay.

Andando ai Bucs, TB12 approda in una squadra con molte armi in attacco, ben protetto da una linea offensiva di qualità e guidata da coach Bruce Arians, persona molto rispettata sia come mente offensiva che come uomo. Brady staccherà un contratto da 30 milioni annui per una lunghezza ancora da annunciare. A portarlo in Florida non sono stati i soldi, che avrebbe preso ovunque, ma un insieme di cause. In primis il fatto che alcune squadre hanno preferito puntare su quarterback più giovani (Tennessee in primis), mentre altre sono state escluse dalla famiglia. La moglie Gisele Bündchen e i piccoli Brady infatti avrebbero preferito rimanere sulla costa est.

Brady in azione contro i suoi nuovi compagni

Tampa Bay è un mercato particolare. Non certo New York, Miami, Atlanta o Los Angeles, ma il football è molto radicato, oltre che essere la casa del prossimo Super Bowl. La città è inoltre vicina a molti epicentri importanti e faciliterebbe molto la vita della famiglia Brady. I Bucs giocano in NFC, la conference opposta rispetto ai Patriots, motivo per cui Tom non andrebbe nemmeno a incontrarli in stagione (sfide extra conference permettendo).

A livello economico, la scelta di Brady sposta moltissimo. Non parliamo di accordi televisivi, particolari sponsor di squadra o simili, la NFL è sempre quella e il nuovo accordo collettivo parla chiaro. Questa firma sposta l’economia della free agency e del Draft. Brady in NFC South porta i Carolina Panthers a muoversi di conseguenza, cercando asset per la difesa in cambio di Cam Newton, il quale può a sua volta andare solo in squadre con le sopracitate contropartite. Ciò comporta un ulteriore movimento di potenze e valori nel Draft NFL. In breve, parliamo di cambiamenti a lungo termine per decine di franchigie in vista di quella che invece è una scelta a brevissimo termine di Tom Brady e i Bucs.

Parlando invece di risvolti economici a breve termine, i grandi sconfitti di questa scelta e questa free agency sono i Los Angeles Chargers. La franchigia si è spostata da San Diego a Los Angeles, un mercato enorme già dominato dai talentuosi Rams. I Chargers hanno perso Philip Rivers (agli Indianapolis Colts) e ora sono senza un grande nome offensivo da utilizzare insieme a Joey Bosa come uomo immagine. Come se non bastasse, al Draft sceglieranno come sesti, una posizione che rende molto difficile scegliere uno dei due quarterback più celebrati, Joe Burrow e Tua Tagovailoa.

Quanto cambia la situazione Brady? Questa mattina il sito della squadra di Tampa Bay era intasato. Gli abbonamenti stagionali, seppur a prezzo maggiorato rispetto alla scorsa stagione, sono terminati, con quasi settemila persone in coda in caso di rinuncia o cessioni.

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