Tra i nuovi accessori di Supreme ci sono 3 icone di design

Articolo di

Alberto Bonazzi

Gli articoli che popolano la sezione “accessori” della collezione primavera/estate che Supreme propone per questo 2021 sono numerosi, ma tre di questi catturano inevitabilmente la nostra attenzione poiché ci troviamo davanti a vere e proprie icone di design.

Il primo prodotto degno di nota è il minibar di casa Smeg, fedele compagno nelle più afose giornate estive per avere sempre a portata di mano una bibita ghiacciata. Se poi a questo aggiungiamo il tipico look anni ’50 della collezione “50s style”, si ottiene un elettrodomestico capace di essere un ottimo complemento d’arredo. Questa forse è la caratteristica di punta dell’azienda 100% italiana, nata nel 1948 e con sede a Guastalla (Reggio Emilia), che oggi è capillarmente diffusa in tutto il mondo.

Il frigorifero compatto, caratterizzato da curve arrotondate e dettagli cromati, è decorato con il logo Supreme applicato verticalmente sulla monoporta e tinto di un bel rosso, che dona una nota di colore nell’ambiente in cui è collocato, sia questo interno o esterno, rafforzandone anche l’estetica retrò. 

C’è poi un altro prodotto Made in Italy.
Cuboluce, prodotta da Cini&Nils, è una lampada da tavolo del 1972 uscita dalle mani di Franco Bettonica e Mario Melocchi. Come il nome suggerisce, è un vero e proprio cubo, potremmo dire una scatola, il cui coperchio è allo stesso momento interruttore e diffusore della luce emessa dall’interno (oggi esclusivamente tramite LED). Le finiture e le colorazioni sono numerose, come si può notare dal sito dell’azienda, ma la più classica rimane quella di un vibrante rosso lucido, sulla quale ovviamente è ricaduta la scelta di Supreme, aggiungendovi infine il logo che percorre tre delle quattro facce verticali.

Tuttavia il pezzo del catalogo più rilevante è quello che viene proposto dalla collaborazione del marchio newyorkese con Vitra, ovvero la Panton Chair, e per questo motivo vale la pena spendere due parole sulla sua storia.

Progettata nel 1959/60, prende il nome dal suo ideatore Verner Panton, un designer danese riconosciuto a livello mondiale come una delle figure più importanti nel mondo della progettazione di arredamento degli anni ’60 e ’70. Panton, infatti, ricoprì un ruolo rivoluzionario nella scelta e nella lavorazione dei nuovi materiali di quel tempo e la sua omonima sedia ne incarna la rivoluzione: abbiamo davanti la prima sedia a sbalzo monoscocca, qualcosa che fino a quel momento sembrava impossibile da ottenere. É la plastica a permettere il raggiungimento di questo risultato poiché la tecnica produttiva impiegata è lo stampaggio ad iniezione: la plastica fusa viene spinta ad alta pressione in uno stampo, permettendo grande precisione nelle finiture del prodotto e una maggiore velocità di produzione. Per quanto riguarda il suo aspetto formale, a fare da protagonista è la sinuosità della linea: non solo rende unica questa seduta, ma contribuisce al raggiungimento di un’ottima comodità, poiché sviluppata secondo la fisionomia umana. Dal momento della sua comparsa, la Panton Chair non ha mai smesso di essere presente nel catalogo Vitra e, alla sua originale versione in schiuma poliuretanica con una finitura glossy, nel corso degli anni gli è stata affiancata anche una versione in polipropilene, a un prezzo di listino decisamente più abbordabile.

Viene così sancito definitivamente il suo posto nell’olimpo del design, nonché nelle collezioni dei più grandi musei come il MoMA di New York, tanto da divenire oggetto di “redesign” (la pratica con cui si reinventa o ripropone un progetto già esistente, elaborato secondo una diversa chiave di lettura, così da restituire un nuovo prodotto ma rendendo comunque omaggio alla storia), come nel caso delle audaci sedute Him & Her di Fabio Novembre del 2008. Probabilmente è proprio per questi aspetti che la Panton Chair ha attirato l’attenzione di Supreme, rendendo possibile la sua collaborazione con Vitra, un vero e proprio colosso del furnishing design.

Abbiamo intravisto e avuto un assaggio dell’immenso mondo che si nasconde dietro al design, prendendo come spunto questi tre prodotti, che sono solo alcuni dei risultati generati dai sempre più frequenti contatti con brand di abbigliamento. Ora non ci resta che vedere come questi oggetti d’arredamento verranno introdotti nelle abitazioni dei fortunati che riusciranno ad aggiudicarseli, e chissà quali altri prodotti ci stanno già aspettando.