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Trasformare delle puffer jacket in poltrone: ecco il design sostenibile di Jinyeong Yeon

Articolo di

Alberto Bonazzi

Le sfide con le quali i designer si devono misurare quotidianamente non rispondono esclusivamente all’inseguimento affannoso di tendenze e alla ricerca del successo commerciale. Il più delle volte, infatti, si tratta di riuscire a captare i bisogni e le necessità dell’uomo, attraverso una consapevole interpretazione del contesto che ci circonda, nonché del panorama culturale e sociale in cui si vive. Per noi oggi, una delle tematiche più scottanti e più urgenti da affrontare è sicuramente quella legata alla sostenibilità. Si deve progettare tanto per le persone, quanto per l’ambiente, dato che dal suo equilibrio dipende univocamente il nostro benessere. Una delle risposte a questi obiettivi progettuali può essere, per esempio, sfruttare materiali di scarto provenienti da altri settori, donandogli così una nuova vita e di conseguenza un valore rinnovato. Tale strada è stata intrapresa dal designer Jinyeong Yeon che, nell’ultimo anno, ha realizzato una serie di sedute interamente composte da puffer jacket rimaste invendute al termine della stagione invernale. Abbiamo scambiato con lui qualche parola per capire meglio la portata culturale di questi oggetti e di come il design, attraverso la comunicazione, possa veicolare messaggi importanti ed estremamente attuali.

Jinyeong Yeon, classe 1993, è un giovane industrial designer che dal 2019 vive e lavora a Seoul in Corea del Sud. Il suo lavoro si focalizza soprattutto sulla ricerca e l’impiego di materiali che possano essere densi di significato e comunicare un messaggio una volta modellati sotto forma di arredamento. Per ottenere questo risultato, Yeon attinge ai più disparati settori che esulano anche da quello del furnishing design, dai quali estrapola specifici materiali, semilavorati o prodotti finiti, per poi plasmarli in funzione delle sue intuizioni e idee, dando vita a progetti concreti come sedie, poltrone, sgabelli e molto altro. Il risultato di questa operazione progettuale è decisamente prezioso, in quanto condensa sia l’attenzione al possibile riutilizzo di materiali, altrimenti destinati a divenire rifiuti, sia la comunicazione di emozioni, pensieri e messaggi attraverso oggetti investiti di significato.

Traggo ispirazione da ogni cosa che vivo in prima persona. Più che da uno specifico designer, sono influenzato da architetti, musicisti e figure che provengono da campi trasversali come per esempio i giocatori NBA.

Jinyeong Yeon

Un esempio di quanto appena detto è sicuramente il progetto che ha presentato nella galleria virtuale “Imagined, for uncertain times”, una fantasiosa isola 3D sulla quale altri 10 studi di design hanno collocato i rendering di altrettanti prodotti basati sul tema dell’incertezza nell’era pandemica. Yeon ha progettato “Anodized Aluminum Series” una collezione di sedute nella quale tubi di alluminio dalle tinte metalliche vengono sagomati irregolarmente come se fossero il risultato di un’irrazionale crisi personale, con l’obiettivo di rappresentare e comunicare il concetto da lui definito “contradictory beauty”. Rappresentative del suo lavoro sono anche le sedie create a partire da pedane in alluminio industriali oppure da montanti angolari in metallo, materiali che non si penserebbero di certo adatti a dei pezzi di arredamento.


“Anodized Aluminum Series”

Parlando con Yeon ci siamo soffermati soprattutto sul suo ultimo progetto che ha attirato l’attenzione di molti. Motivo di ciò è la singolare scelta di utilizzare come materiale dei giubbotti imbottiti del brand sudcoreano Shirter. Il designer ha dato vita a “Padded Chair Series”, una collezione di 5 diverse sedute imbottite (sedia, sedia con braccioli, poltrona, divano e panchina) in cui la ricombinazione delle “big goose down jacket”, con tanto di zip e tasche, ha definito dei volumi pieni e arrotondati, capaci di invogliare le persone a sedersi. Quello che ci colpisce di più però, è il processo progettuale che Yeon ha adottato in questa circostanza, basato in primis su una consapevole attenzione verso l’ambiente.

“Dal punto di vista della creazione, penso che le problematiche ambientali siano sempre da considerare attentamente. Alla fine dell’inverno appena passato, ho sentito che non è stato freddo come quelli precedenti, infatti la vendita di giacche è stata decisamente più bassa.”

Ciò ha portato gli store a vedere i prodotti invenduti sugli scaffali e di conseguenza ad accumulare numerose rimanenze di cui, in un modo o nell’altro, si sarebbero dovuti liberare.

“Guardando alle pile di giacche accumulate nel magazzino, ho istintivamente pensato che se avessi trasformato quelle imbottiture in oggetti d’arredamento, mi avrebbero restituito un senso di morbidezza e calore grazie al loro volume.”

Così Yeon dall’idea è passato alla diretta realizzazione delle sedute in breve tempo. È riuscito ad evitare che questi materiali diventassero dei rifiuti senza nemmeno essere mai arrivati ai loro primi consumatori, con ovvi benefici ambientali, e ha prodotto degli oggetti che sono diventati portatori di questo profondo e attuale messaggio che ci riguarda indistintamente. E alla domanda conclusiva in merito alla disponibilità delle padded chair sul mercato, ha risposto ponendo ancora una volta l’accento sull’importanza del contenuto rispetto alla forma.

Quando le produco, non penso alla loro vendita. Questo perché il messaggio del prodotto è importante. Sto ricevendo numerose richieste nell’ultimo periodo, ma per ora non sono in vendita. Le venderò quando arriverà il momento. Mi auguro che i clienti possano essere colpiti dal significato piuttosto che dalla loro apparenza.”