Tutte le maglie dell’Italia agli Europei

Articolo di

Claudio Pavesi

Gli Europei sono una delle competizioni più affascinanti e interessanti presenti nel calcio internazionale, uno di quegli eventi che non possono fare altro se non monopolizzare l’attenzione di tutti. Il tifo che si sviluppa nelle case, nei bar nelle piazze di tutta Europa è uno degli elementi più belli delle competizioni destinate alle Nazionali, un momento in cui tutti si vestono di una sola maglia, quella azzurra. Per l’occasione, abbiamo ripercorso tutte le divise dell’Italia nella storia degli Europei, tra diversi sponsor tecnici e stili.

EURO 1968

Si tratta del terzo Europeo della storia e l’Italia ospita la competizione che all’epoca vedeva attive solo quattro squadre. Gli Azzurri vinceranno contro Unione Sovietica e Jugoslavia, vincendo il primo e al momento unico Europeo della nostra storia. Gli italiani hanno vestito una semplice maglia azzurra girocollo, dal fit piuttosto slim, come da moda dell’epoca. La divisa fu autoprodotta, senza sponsor tecnico, e vedeva i numeri assegnati non in base al ruolo, bensì in ordine alfabetico.

Italia – Russia, semifinale degli Europei 1968 a Napoli, il 5 giugno.

EURO 1980

Quello del 1980 è il primo Europeo a 8 squadre e l’Italia ospita nuovamente la competizione. L’avventura azzurra si concluderà in semifinale, indossando una maglia color blu intenso, con uno stretto colletto girocollo, firmata dal marchio francese le coq sportif, tecnicamente il primo sponsor tecnico ufficiale della storia azzurra dopo il produttore locale Baila, unito ad adidas in maniera non ufficiale fino al 1978. Particolare è l’introduzione della scritta FIGC, le iniziali della Federazione, in verticale sulla parte bianca del tricolore.

EURO 1988

Dopo l’assenza del 1984, l’Italia torna nella competizione nel 1988 e raggiunge nuovamente le semifinali. Le maglie usate per l’occasione, stavolta divise ufficialmente in home e away, sono firmate dall’italiana Diadora. I kit sono morbidi e meno lucidi rispetto a quelle del 1986 per via di una netta variazione di materiali, mentre iconico è il bordo tricolore sui colletti azzurri di entrambi i kit.

Carlo Ancelotti all’Europeo in maglia azzurra.

EURO 1996

La pesante assenza del 1992 è succeduta da EURO 1996, una competizione che per la prima volta tocca quota sedici squadre. Si tratta di uno degli Europei più iconici di sempre per tanti motivi, come appunto il numero delle Nazionali, il fatto che si tratti dei primi Europei giocati in Inghilterra, la patria del calcio, i tanti fuoriclasse coinvolti e appunto per le maglie. L’ambito creativo di quel periodo è incontrastato e la maglia dell’Italia ne è un esempio. Creata da Nike, la maglia azzurra è diventata iconica per il particolare colletto in bianco e oro, ampio e realizzato su due livelli, una creazione che lo Swoosh ha rispolverato per alcuni club proprio a cavallo del 2020. Anche il restyling del logo della FIGC ha aiutato a rendere questa divisa leggendaria.

EURO 2000

EURO 2000 è doloroso quanto epico. I rigori parati da Toldo, il cucchiaio di Totti e la sconfitta in finale per mano della Francia sono solo alcuni dei momenti più riconoscibili di quell’evento. Firmati Kappa, i kit della Nazionale si riconoscono per le linee semplici, le cuciture a vista e la presenza del logo dello sponsor tecnico solo sul braccio. Il logo italiano torna a essere un semplice tricolore, come negli anni ’60, e infatti anche il colletto e le maniche più lunghe della media ricordano il look del primo Europeo disputato. Particolare anche la font di nomi e numeri, largo e semplice, sempre a proseguire il concept di cui sopra. Gli elementi moderni erano ovviamente i materiali, molto elastici, e le cuciture a vista.

EURO 2004

L’incredibile Europeo vinto a sorpresa dalla Grecia è il primo in cui l’Italia veste PUMA, un rapporto nato nel 2003 e che proseguirà per 18 anni. Per la prima volta nella storia italiana troviamo il logo della Federazione al centro del petto, vicino a quello del brand, anch’esso al centro, mentre viene mantenuto il girocollo classico. L’azzurro è chiaro e luminoso, e ben si associa ai dettagli in oro presenti su tutto il kit. Identica ma in bianco la maglia away.

EURO 2008

L’Italia arriva al 2008 da Campione del Mondo in carica ma la spedizione non è delle più felici. Gli Azzurri vestono dei kit molto particolari, diversi da altri team PUMA. La maglia home ha bordi oro appunto per festeggiare il Mondiale, mentre il kit away, sempre con bordi oro, ha un colletto a polo e una piccola bandiera tricolore alla base del suddetto. Particolare e leggermente più chiaro del solito è la tonalità di azzurro.

EURO 2012

Una delle maglie più amate degli ultimi anni di Nazionale italiana è quella home del 2012, non solo per via del fatto che gli Azzurri hanno raggiunto la finale. Il pattern tono su tono e il particolare colletto bianco con il dettaglio tricolore sono solo i due elementi più riconoscibili di questo kit. La maglia away è totalmente diversa, con un colletto a girocollo e una grande fascia azzurra sul petto che include logo di Federazione, logo PUMA e numero di maglia.

EURO 2016

Il primo Europeo a ventiquattro squadre non ha i ricordi migliori per l’Italia ma sicuramente ci ha regalato due kit molto particolari. Quello casalingo è molto elegante, pulito e semplice, reso particolare dal pattern gessato tono su tono. La maglia away d’altro canto era estremamente ricca, con spalline blu, colletto a polo, logo della Federazione centrale a spezzare la fascia tricolore verticale.

EURO 2020

Si arriva all’Europeo 2020, l’ultimo con PUMA. La maglia casalinga trova il pattern rinascimentale che tanto ha portato i tifosi a osannare il lavoro del brand tedesco, mentre la maglia away è stata sorprendentemente cambiata a un mese dalla competizione. Semplice e con loghi centrali, la divisa bianca trova la particolarità della scritta “Italia” sul petto, una assoluta novità. Resta il fatto che molte sono state le critiche ricevute per questa divisa che, ironicamente, viene affiancata a una delle più amate e celebrate di sempre nella storia azzurra.