Tutto quello che c’è da sapere sulla nuova stagione di MLS

Articolo di

Massimiliano Macaluso

Con due settimane di ritardo, ampiamente annunciato, rispetto alla data prevista inizialmente, questo weekend ritorna in campo la Major League Soccer. Ovviamente, con tantissime novità rispetto alla scorsa edizione, la venticinquesima, conclusa a dicembre con la vittoria del Columbus Crew. La lega americana infatti si conferma un campionato in continua e rapida evoluzione, a partire dal numero delle franchigie che quest’anno diventeranno 27 con l’esordio dell’Austin FC, la terza squadra texana dopo Houston Dynamo e Dallas FC. In attesa di venerdì, quando nella notte italiana si disputeranno i primi quattro incontri, i preparativi sono già quasi terminati, e nel frattempo cinque club (Columbus, Atlanta, Toronto, Portland e Philadelphia) hanno già inaugurato ufficialmente la loro stagione debuttando in CONCACAF Champions League. Ma vediamo nello specifico cosa dobbiamo aspettarci dalla MLS 2021.

La pandemia non ha permesso l’organizzazione di qualcosa di speciale per svelare le nuove maglie realizzate da adidas, che anche per questa stagione è il league official supplier e lo sarà almeno fino al 2024, come successo ad esempio lo scorso anno, quando i kit 2020 furono presentati in occasione della New York Fashion Week e indossati da celebrities musicali ed ex giocatori famosi. Ci si è dovuti arrangiare, insomma, ma senza deludere la voglia di fare le cose in grande: ad Atlanta, la “Black Soccer Capital of America”, il lancio della nuovo BLVCK kit è avvenuto con un drive-in party durante il quale la nuova maglia (non più rossonera, ma interamente nera con cinque sottilissime strisce verticali al centro) è stata proiettata su una facciata del Mercedes Benz Stadium. L’evento, trasmesso in streaming, ha visto la partecipazione di membri del club e del rapper Jeezy.

Tramite gli account ufficiali della Major League Soccer, si è deciso di annunciare le nuove divise piano piano, per quella che è diventata una lunghissima release considerando le 54 maglie complessive: se molte non sono sembrate particolarmente originali rispetto alle solite versioni, altre hanno veramente lasciato il segno. I Seattle Sounders, ad esempio, hanno voluto dedicare una casacca a Jimi Hendrix, mentre i Los Angeles Galaxy hanno tratto ispirazione dagli anni ‘90 e vestiranno il remake di una storica maglia away. E mentre sullo store ufficiale sono ritornati i modelli a manica lunga, una delle franchigie più cool, il Los Angeles FC, ha cambiato sponsor e avrà Flex sul petto al posto di YouTube TV.  Qualche giorno fa è stata anche lanciata Since ’96, una retro collection in collaborazione con Mitchell & Ness e New Era che ha omaggiato lo stile delle franchigie che hanno di fatto partecipato alla fondazione della lega.

Sono un po’ cambiati i tempi in cui la massima serie americana veniva considerata un luogo dove calciatori anziani andavano a strappare l’ultimo ricco contratto della loro carriera prima di ritirarsi. C’è sicuramente una ristretta cerchia di campioni over 30, soprattutto attaccanti, che contribuiscono a dare tuttora pregio alle franchigie (Gonzalo Higuain, Chicharito Hernandez, Carlos Vela, Nani) e a loro si è aggiunto anche Alexandre Pato, che dopo la fine della sua esperienza al San Paolo ha firmato per l’Orlando City degli ex compagni di squadra Kakà e Nocerino e che in Florida è stato accolto come una star. Quello che però va riconosciuto alla Major League Soccer è che adesso, anno dopo anno, sono i calciatori giovani le vere attrazioni: mentre il 23enne attaccante uruguaiano del Los Angeles FC (e già Young Player of the Year e capocannoniere nel 2020) Diego Rossi rimane il calciatore col più alto valore di mercato dell’intero torneo (20 milioni di Euro secondo Transfermarkt), il Cincinnati FC è riuscita a vincere la concorrenza di molti club europei e ad acquistare il talento Brenner, anche lui brasiliano, anche lui ex San Paolo. Insieme a loro due ci sono tanti altri prospetti da tenere d’occhio, e che molto probabilmente hanno già l’Europa nel loro destino, seguendo le orme di Aaronson, McKenzie e Reynolds (ne avevamo parlato in questo approfondimento): tra i più accreditati ci sono gli statunitensi Caden Clark, Paxton Pomykal, Cole Bassett e Gianluca Busio, la stella di origini italiane dello Sporting Kansas City che ha recentemente preso la maglia numero 10 e si candida ad una stagione da protagonista. Ah, in mezzo ad una caterva di sudamericani, tra cui oltre 40 argentini, e calciatori di 78 nazionlità diverse, non c’è più neanche un italiano dopo l’addio di Giuseppe Rossi al Salt Lake City.

Rispetto alle stagioni passate, l’età media generale è scesa molto anche perché i club continuano a ricorrere molto al MLS SuperDraft, il sistema che negli anni ha permesso a molti giovani di passare dai college direttamente in prima squadra. Quest’anno, tra tanti semisconosciuti, spicca il nome di Patrick Weah: il nipote di George e cugino di Timothy, nato nel 2003, ha lasciato i Saint Louis Billikens e ha firmato il suo primo contratto da pro con i Minnesota United. Sta salendo il livello anche tra gli allenatori, nonostante l’addio di Thierry Henry al Toronto FC: sulla panchina dell’Inter Miami ci sarà Phil Neville, fortemente suggerito dal patron David Beckham, mentre a Matias Almeyda, tecnico dei San Jose Earthquakes, si sono uniti altri due argentini, Gabriel Heinze ed Hernan Losada, che alleneranno rispettivamente l’Atlanta United e il D.C. United.

Situato a nord di Austin, il Q2 Stadium può contenere 20500 spettatori ed è costato circa 250 milioni di dollari

Che la Major League Soccer avesse a disposizione degli impianti di assoluto livello non è certo una novità, soprattutto perché di recente costruzione, ma l’edizione 2021 presenta ulteriori novità in merito. Innanzitutto con l’ingresso di Austin FC vedrà la luce anche il Q2 Stadium, ad oggi ancora incompleto ma che dovrebbe permettere alla new entry di giocare gli incontri casalinghi nel nuovo stadio dal prossimo giugno. L’evento che ha attirato però maggiore interesse è stato sicuramente quello relativo al West End Stadium di Cincinnati, la prossima casa della squadra locale che dopo aver debuttato in MLS nel 2019, ha giocato temporaneamente al Nippert Stadium. Anche questo nuovo impianto disegnato dal famoso studio Populous non è ancora terminato, ma pare che l’inaugurazione possa regolarmente avvenire il prossimo 16 maggio. Nel frattempo sono già circolati rendering dello stadio in fase di completamento ma soprattutto un incredibile video dell’illuminazione esterna:

Cento miglia più a nord, sempre in Ohio, c’è un altro cantiere a Columbus, dove i campioni in carica traslocheranno a breve. La costruzione dell’impianto (che non ha ancora un nome definitivo e si chiama provvisoriamente The Crew New Stadium) si può monitorare in tempo reale con la construction cam. Dopo tanti rinvii, anche qui c’è già una presunta data dell’inaugurazione, il 3 giugno. Pochi giorni fa invece è arrivata l’assegnazione dei naming rights dello stadio dei San Jose Earthquakes: l’ex Avaya Stadium si chiamerà PayPal Park, sponsorizzato dall’azienda californiana che sorge proprio e due passi da lì, in piena Silicon Valley. Il pubblico in MLS però non sarà in grado di entrare regolarmente allo stadio, quantomeno inizialmente, ma si spera di poter tornare alle capienze normali a stagione in corso: ad oggi alcune squadre saranno costrette a giocare a porte chiuse e solamente tre (Dallas, Chicago e Atlanta) potranno usufruire del 50% degli ingressi. Inoltre, a causa delle restrizioni, i club canadesi (Toronto, Montreal e Vancouver) disputeranno la prima parte della stagione negli USA per evitare i periodi di quarantena dopo ogni superamento del confine.

Il Montreal Impact ha cambiato nome e logo:
si chiamerà Club de Foot Montreal e ha rivoluzionato il crest utilizzato dal 2012.

Una lega in continua evoluzione si riconosce anche dall’estetica delle squadre, visto che due di esse hanno da poco stravolto la loro identità grafica: se gli Houston Dynamo hanno solamente modificato logo, il rebranding del Montreal Impact è stato totale ed il club canadese ha anche cambiato nome, diventando il Club de Foot Montreal per esaltare al massimo le loro origini francofone. Abbiamo soltanto accennato del debutto di Austin FC, la franchigia neroverde che ha fatto parlare molto di se anche per la presenza di Matthew McConaughey tra gli investitori: l’attore statunitense recentemente ha parlato su Hypebeast di quello che significa per lui il soccer mentre su Goal ha dichiarato che non ha intenzione di fare la mascotte. Come altre franchigie in passato, anche i texani hanno scelto di presentarsi al grande pubblico non soltanto come club sportivo ma come community a 360° e la città di Austin, una località molto poco texana e tanto internazionale, è stata la protagonista della clip di presentazione della schedule. E infine, un grande segnale di inclusività è quello della nomina di Lucy Rushton: l’ex Head of Technical Recruitment and Analysis per gli Atlanta United ricoprirà il ruolo di General Manager per i D.C. United, diventando di fatto la prima donna GM nell’era moderna.