Ora si decidono i prossimi due anni di calcio europeo

Articolo di

Claudio Pavesi

Nella giornata di oggi, mercoledì primo aprile, la UEFA si è riunita con 55 federazioni per decidere le modalità e le tempistiche per la conclusione della stagione calcistica 2019-20 alterata dalla pandemia di COVID-19.

La data ultima per la conclusione degli eventi sportivi sarà spostata dal 31 luglio, idea iniziale, ad agosto inoltrato, giorni ora disponibili a seguito dell’annullamento di Euro 2020 e Tokyo 2020, spostati ufficialmente entrambi al 2021. Per rendere possibile il quadro dipinto dal presidente Ceferin, le classiche amichevoli estive internazionali saranno cancellate.

L’idea della UEFA è difficile da applicare al momento visto che molte nazioni non hanno ancora preso una decisione relativamente alle limitazioni dell’attività pubblica. In Canada, ad esempio, hanno appena deciso che ogni evento pubblico e sportivo verrà proibito fino al 30 giugno. Ora, sappiamo che il Canada è fuori dalla UEFA, ma resta un paese virtuoso e influente, non a caso il Comitato Olimpico ha iniziato a prendere in considerazione la scelta dello spostamento di Tokyo 2020 quando proprio il Canada ha detto che non avrebbe inviato i suoi atleti in Giappone.

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Per questo e per tanti altri motivi, alcune federazioni, quella inglese e quella spagnola in primis, hanno detto di essere disposte ad andare anche oltre l’estate per permettere uno sviluppo migliore delle partite mancanti e non sacrificare le coppe europee. Si parla di concludere quindi la stagione addirittura in settembre.

I recuperi però non devono rischiare la stagione successiva. Quella 2020-21 sarà infatti una stagione incredibilmente ricca, adornata anche da Mondiale per club ed Europei. Il quotidiano spagnolo As ha riportato che, appunto per questo motivo, durante la riunione UEFA è balenata l’idea di ridurre il numero di squadre in alcune delle competizioni del prossimo anno, così da concludere la stagione senza problemi, indipendentemente da quando questa verrà cominciata. Resta la possibilità più remota, perché andrebbe a influenzare l’attuale finale di stagione e i successivi diritti televisivi.

Va anche considerata la situazione economica. Molte squadre infatti hanno deciso di ridurre gli ingaggi sulla stagione attuale per continuare a pagare regolarmente gli altri dipendenti della società, con tagli che da ora arrivano fino a giugno, conclusione teorica della stagione 2019-20. Con un prolungamento della stagione a luglio, si entrerebbe già nel piano economico della stagione successiva, con un impatto notevole su vari aspetti quali pagamenti anticipati degli affitti degli stadi, per personale operativo utilizzato durante le partite.

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Il tema più spinoso resta quello legato ai contratti in scadenza di calciatori e sponsor. I prestiti e i contratti in essere dei giocatori termineranno il 30 maggio. Che fare quindi? Dalla riunione UEFA è emerso che il termine dei contratti verrà prolungato alla fine ipotetica della stagione 2019-20, ma solo se varrà per tutti i giocatori coinvolti. Da qui, ogni squadra dovrà valutare come gestire rinnovi contrattuali e pagamenti, consapevoli che questi partiranno quantomeno da agosto, se non dopo.

Lo stesso discorso può valere per gli sponsor. Squadre come il Liverpool cambieranno sponsor tecnico dal primo di giugno, ma in questo specifico caso Nike ha detto che New Balance completerà la stagione con i Reds. Non è detto però che altri marchi ragionino allo stesso modo.
E tutti gli altri sponsor? Il fornitore di abiti formali, il main sponsor, i partner minori e le aziende che normalmente ruotano attorno alle squadre come gestiranno questa possibile situazione? Come detto da ECA, la European Club Association, ogni caso dovrà essere gestito singolarmente dai club. Si prospetta un’estate molto lunga per le squadre di calcio.