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La UEFA proibisce l’utilizzo di messaggi provocatori sulle scarpe da calcio

Articolo di

Riccardo Bosisio

La UEFA, per la prima volta nella sua storia, si schiera contro i messaggi provocatori e le pubblicità. La federazione ha infatti proibito la rappresentazione di sponsor personali, frasi provocatorie che rappresentano prese di posizione e slogan pubblicitari sugli scarpini utilizzati durante i match. Il tutto entrerà in vigore a partire da questa stagione.

Secondo il primo paragrafo dell’articolo 41, sulla scarpa sarà possibile rappresentare soltanto il produttore delle scarpe e l’identificazione della squadra in qualsiasi forma o colore. Il secondo paragrafo di questo articolo evidenzia invece come non sarà possibile sfruttare l’immagine della scarpa per fini personali. Si intende che sarà vietato pubblicizzare sponsor personali oppure fare propaganda di slogan dedicati a manifestazioni di natura religiosa, sociale e/o politica.

In realtà, l’utilizzo degli scarpini a scopi commerciali non è mai stato un grande problema per il calcio. Neymar Jr., negli anni passati, aveva realizzato una collaborazione con Fortnite pubblicizzando il celebre videogioco sulle proprie scarpe che, però, utilizzò solamente in Ligue 1, nonostante il presupposto fosse quello di indossarle anche in Champions League. Una vicenda praticamente uguale si sviluppò anche tra Giroud e Sony, ai tempi in cui il giocatore francese era all’Arsenal.

Tuttavia, da quanto si evince, le proibizioni non riguarderanno messaggi quali, ad esempio, Black Lives Matter.