Un anno di Massimo Pericolo

Articolo di

Matilde Manara

L’autoironia, il sarcasmo, l’amore, le origini, gli amici, la street credibility e l’ansia di Massimo Pericolo. Cosa vuol dire arrivare dalle strade di Brebbia e cambiare le carte sul tavolo? Massimo ce l’ha detto a chiare lettere da un anno a questa parte.

Se si parla di rap nel 2020, soprattutto in Italia, ci si scontra spesso con il pensiero, a tratti giusto e a tratti precipitoso, che ogni strada possibile sia già stata in qualche modo percorsa e con l’idea che i nuovi volti siano solo la copia, della copia, della copia di chi c’era prima. La nuova generazione di rapper combatte e spalleggia con l’eredità lasciata da chi ha fatto la storia dell’hip hop in questo paese, cercando di trovare la propria via mentre prova a lasciare un segno.

Il rap è sicuramente un tema e un genere controverso, tanto quanto i volti che ne sono protagonisti. Ogni artista interpreta e vive il suo ruolo in maniera differente e questo porta ad un habitat in cui convivono personalità e attitudini davvero diverse tra loro e allo stesso tempo altrettanto omologate. Ma cosa succede quando dalle periferie di Brebbia qualcuno arriva e cambia davvero le cose?

Nel 2019 Massimo Pericolo è stato annunciato come la grande promessa che mancava alla musica italiana, ed era, al contrario del solito, una previsione davvero corretta, ma tuttavia incompleta. A più di un anno di distanza dall’uscita di “Scialla Semper“, è chiaro infatti che Massimo non sia solo l’artista che serviva, ma anche la persona che serviva.

Con il dito dell’opinione pubblica e della musica dei grandi puntato contro, non è facile risultare veri e rimanere se stessi nel tempo, evitare un personaggio e continuare a raccontare la propria storia per quello che è, né più né meno. In questo processo gioca un ruolo di spessore il mondo virtuale: la più grande casa – e gabbia – per i volti del rap, infatti, sono spesso i social. Proprio dai social, il nostro quotidiano e abituale luogo di contatto con gli artisti, siamo partiti per realizzare che Massimo ha davvero qualcosa di diverso.

Il problema non è che faccio le storie da ubriaco ma è che solo da ubriaco mi viene voglia di farle.

Massimo Pericolo su Instagram

La prima cosa che non torna, rispetto al normale uso che i personaggi pubblici fanno dei propri profili e di un simile bacino di utenza, è la tendenza intrinseca a screditarli. Massimo non si rivolge ai follower come se fossero solo pubblico, parla CON loro, non PER loro. E, come si farebbe con gli amici veri, non si nasconde mai, né quando deve esprimere un’opinione controversa, né quando sceglie di non parlare, né quando vuole dire una scemenza. In poche e semplici parole, con un linguaggio chiaro, il rapper riesce sempre a riportare i social verso la loro funzione originale, privandoli di quella deformazione professionale che spesso i VIP tendono a conferirgli.

Ma non c’è solo la particolare concezione dei social nel suo elenco di peculiarità: Massimo Pericolo ha alle spalle la storia che il rapper da manuale dovrebbe avere, ma non ne abusa. Un’adolescenza complicata, un passato di illeciti, il carcere, la periferia e le droghe hanno generato tanti mostri ma nessuno stereotipo. Il suo vissuto infatti gli ha garantito quella tanto ambita street credibility su cui però lui non si adagia, continuando a parlare come parlava tra le strade di Brebbia, esprimendosi come avrebbe fatto senza il successo. Alessandro, suo nome di battesimo, per i suoi fan è quell’amico che ti mette in guardia perché è già stato beccato, quello che vuole vederti lontano dai guai, a cena dai tuoi.

Un anno fa usciva “7 miliardi”. Io sono diventato famoso ma i miei amici fumano ancora l’eroina, o hanno un lavoro di merda o una famiglia fottuta, o tutte le cose insieme. // Sono fottutamente felice di quello che faccio e ringrazio chiunque abbia contribuito e collaborato a questo.

Massimo Pericolo su Instagram

Un certo tipo di vita e un determinato genere di passato ti segnano anche in maniere tutt’altro che cool. Di norma la ricchezza e il successo diventano la chiave per potersi allontanare da dove si è partiti, dimenticarsene. La depressione, la ripresa, l’ansia, e tutte quelle cose che rendono ognuno di noi fragile nei testi di Massimo, così come nelle sue dichiarazioni, non vengono mai soffiate sotto il tappeto, lontano dagli occhi di tutti, ma spontaneamente esposte, per essere comprese, come se questo fosse l’unico decorso naturale.

Mi ricordo che quando abitavo ad Angera senza riscaldamento una volta entrando in casa con un amico gli dissi “Copriti che fa freddo”.

Massimo Pericolo su Instagram

Pur rivelando spesso aspetti difficili o infelici della propria realtà, Alessandro non trasmette mai messaggi privi di finalità. Tra le varie sfaccettature che lo rendono così apprezzato da chi lo sostiene c’è anche la scalata che l’ha portato dove si trova ora. Il successo per il rapper è arrivato rapido e deciso, una canzone dopo l’altra, rendendo vivida negli occhi di molti ragazzi l’idea che, così come ce l’ha fatta lui, anche per molti di loro possa esistere una chance, una strada per rimanere sé stessi e diventare qualcuno.

È successo tutto così in fretta che non ho avuto tempo di vantarmi.

Massimo Pericolo su Instagram

Alessandro pubblicamente sa prendere posizioni forti così come sa rendersi protagonista di grandi perle di sarcasmo ed autoironia, e nell’ultimo anno ce ne ha dato diverse dimostrazioni. Dai primi scleri nel traffico ai consigli sullo stop al fumo, passando per il famoso bagno di Marra, abbiamo deciso di farvi fare un giro in questa sua stagione 2019-2020, come una una mostra al Louvre, ma con biglietto omaggio.