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Una poltrona fatta interamente di petali: da modello 3D a realtà

Articolo di

Alberto Bonazzi

La natura ha da sempre ricoperto in maniera indiscussa l’illustre ruolo di musa ispiratrice nei confronti dell’uomo, che ha saputo profondamente conoscerla, interpretarla e valorizzarla, tanto nel panorama scientifico, quanto in quello culturale. Pensate, per esempio, alle innumerevoli opere d’arte che la ritraggono in tutte le sue sfaccettature, oppure a quando, personificatasi, è diventata protagonista di poesie e romanzi. Ma pensate anche al mondo della moda, a quante volte le passerelle, hanno visto sfilare intere collezioni in cui il richiamo al mondo vegetale si è espresso attraverso fantasie floreali e colori vibranti. Ovviamente questa forte influenza, che affonda le proprie radici nello spirito umano, non ha escluso l’architettura e il design, spazi creativi in cui tanti progettisti hanno spesso realizzato idee traendo da essa forme, strutture e sensazioni. Oggi però, Andrès Reisinger è riuscito a dare vita a un progetto che sembra essere stato creato dalla natura stessa, con la paradossale particolarità di derivare dal mondo digitale.

Qualche giorno fa Andrès Reisinger, designer argentino attualmente stabilitosi a Barcellona e nominato da Forbes nella Top 30 Under 30 Europe Arts & Style, ha presentato al grande pubblico Hortensia Armchair, una poltrona dalla storia unica nel suo genere. Si tratta della concreta realizzazione di un progetto nato virtualmente, in quanto la poltrona è stata inizialmente concepita come modello 3D nel 2018. Reisinger, con alle spalle un’esperienza decennale nella modellazione tridimensionale, unitamente alla professione di progettista, si è specializzato nella realizzazione di realtà virtuali, caratterizzate da spazi metafisici e un’inconfondibile atmosfera onirica. In questi luoghi fanno la loro comparsa complementi d’arredo che sfidano in continuazione le leggi della fisica. Insomma, Andrès riesce a creare mondi metafisici all’interno dei quali stravolgere le consuetudini dell’arredamento convenzionale, mostrandone nuovi orizzonti tutti da esplorare. È solo in un contesto progettuale di questo tipo che può essere concessa l’idea di creare una seduta esclusivamente composta da fiori, i cui petali si muovono come in una danza, mossi dal soffiare del vento. Ecco quindi il venir meno della necessità di rappresentazione della natura, poiché è essa stessa a costituire il prodotto senza mezzi di transizione: la natura è la poltrona.

Dopo la pubblicazione della Hortensia Armchair su Instagram, il rendering 3D in questione è diventato virale in poche settimane, facendola cadere al centro delle attenzioni di molti. Il significato di questo fenomeno è stato facile da decifrare per Andrès: doveva realizzarla nella realtà. Ma, come accade spesso passando da un modello ideale alla realizzazione materica, le difficoltà sembravano insormontabili, in quanto nessuna azienda si dichiarava pronta a cimentarsi in un progetto così ambizioso. Ricreare nella realtà questi petali, in un numero quasi infinito e con lo stesso effetto di morbidezza e leggerezza, era infatti un’opera che aveva dell’impossibile, tanto da attribuire alla poltrona l’appellativo “the chair that can’t be made”. Un barlume di speranza è arrivato quando Reisinger ha contattato Jùlia Esquè, una designer specializzata nel textile design, con la quale ha iniziato un percorso di ricerca e sviluppo durato più di un anno e basato sulla fedele riproduzione degli ormai celebri petali rosa. Nonostante l’incredulità di molti, l’obiettivo è stato efficacemente raggiunto: il tessuto viene tagliato al laser in strisce sagomate che, una volta arricciate e unite le une con le altre, formano i petali con cui rivestire la poltrona. La Hortensia Armchair nella versione fisica, dopo essere stata esposta per la prima volta alla Montoya gallery di Barcellona, è andata incontro ad una release estremamente limitata, a causa della dispendiosità della realizzazione in termini di tempo e materiali. Nel frattempo però, ricordando le origini del progetto, Reisinger ha deciso di rilasciarla anche sotto forma di modello 3D, un vero e proprio NFT fruibile esclusivamente in maniera virtuale. La vendita, che si è tenuta sul sempre più conosciuto Nifty Gateway, ha visto esaurire i pezzi disponibili, insieme ad altri suoi arredi digitali, in meno di 10 minuti, generando una somma totale di $450.000

Arrivati a questo punto i due designer, senza fermarsi ai risultati ottenuti, si sono promessi di rendere disponibile la seduta fisica in un più alto numero di esemplari, producendola industrialmente e commercializzandola al grande pubblico. Al raggiungimento di questo nuovo obiettivo, è venuto in soccorso Moooi, brand olandese di arredamento per interni fondato nel 2001 da Marcel Wanders e Casper Vissers, che ha creduto in questo progetto e ha accettato la sfida con grande entusiasmo. L’epilogo non sarebbe potuto essere diverso: Hortensia Armchair è da qualche giorno disponibile all’acquisto sul sito di brand. La versione incredibilmente fedele al primo rendering 3D di Reisinger, composta da 30.000 petali, si può ordinare al prezzo di 5.000 euro in colorazione rosa o grigia. In alternativa, l’azienda offre un vastissimo catalogo di tessuti, composto da più di 371 materiali e fantasie, con cui rivestire la poltrona, così da configurarla secondo i gusti, le preferenze e le esigenze di ognuno. Moooi ha contemporaneamente rilasciato sul proprio sito anche due nuovi tappeti, sempre progettati da Andrès e perfetti da abbinare alla poltrona. I Ripples Carpets, questo il nome ufficiale, riprendono il magico effetto di movimento che uno specchio d’acqua genera quando una goccia vi cade dentro, una ripetizione di onde concentriche che anche in questo caso si tingono di rosa o argento. 

Il progetto che ha visto protagonista Hortensia Armchair è stato sicuramente ambizioso e complesso da realizzare, soprattutto tenendo in considerazione le premesse dalle quali Reisinger è partito. Tradurre nella realtà un’idea sviluppata virtualmente è un processo progettuale inedito e qualcosa a cui dovremmo sempre più spesso abituarci, non possiamo chiudere gli occhi davanti al progresso e alle tendenze della tecnologia. Quello che ci auguriamo è che questo nuovo modo di concepire le idee possa aprire le porte a tantissime nuove possibilità e che sempre più progetti di questo tipo possano vedere la loro concreta realizzazione.