Vetements is the new Balenciaga

Articolo di

Ruben Di Bert

Che cos’hanno in comune Vetements e Balenciaga? La risposta oggettiva è Demna Gvasalia. Il co-fondatore di Vetements infatti è stato scelto come successore di Alexander Wang alla direzione creativa di Balenciaga dall’ottobre scorso. Ma perché affidare una storica maison di haute-couture allo stilista di uno dei marchi streetwear più hype del momento? Perché forse i due brand parigini hanno più cose in comune di quanto si possa pensare.

Partiamo dalle origini: Cristobal Balenciaga, definito da Coco Chanel e Christian Dior “il più grande couturier”, ha sì rappresentato la sobrietà pura, ma è anche stato al suo tempo un grande rivoluzionatore,  scardinando i canoni di bellezza dei primi del Novecento e concentrandosi sul corpo umano con tutti i suoi difetti, in una continua ricerca della perfezione. Ed è da questo spirito che Demna ha voluto partire. Gvasalia, infatti, dopo aver lavorato per Maison Margiela (esperienza che lo influenzerà molto) e Louis Vuitton, ha voluto creare il suo brand indipendente, dove potersi esprimere con la massima libertà, senza trattenere il suo estro creativo. Da qui nasce Vetements, brand di luxury streetwear che ha spopolato nell’ultimo anno e mezzo in tutte le settimane della moda. Tagli oversize e destrutturati con ispirazione dal mondo rave techno punk con un tocco fetish, queste sono le sue caratteristiche predominanti. Qualcosa che da tempo non si vedeva e che veniva definito “brutto”, adesso fa tendenza; a tal proposito Alessandro Michele di Gucci affermò: “mi piace la sua ricerca di un canone di bellezza differente, specialmente in un industria che ha sempre cercato di definire e dettare che cos’è bello.”. Capiamo quindi come sia ormai difficile definire la bellezza e la bruttezza. È questo il motto di Demna Gvasalia e della sua musa Lotta Volkova, che sta dietro alle collezioni di Vetements e Balenciaga.

Vediamo anche a livello pratico come Demna ha portato la sua Vetements da Balenciaga; in entrambe le maison, lo stilista ha proposto abiti casual oversize (che possono ricordare le cappe di Cristobal) abbinati a capi sartoriali, vestiti floreali ampi, maxi logo, bomber esagerati, spalle rinforzate (già note a Balenciaga) con taglio boxy e panta-stivali in spandex. Il successo è stato clamoroso, tanto che la critica ha definito la sfilata di Balenciaga per l’autunno/inverno 2016 la migliore di Parigi e le vendite sono aumentate notevolmente, coprendo una clientela più ampia: dall’hypebeast alla fashion victim. Insomma, associare Demna Gvasalia a Cristobal Balenciaga non è un’affermazione del tutto azzardata.

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