Sport

#VioliNation ha spaccato Twitter

Articolo di

Massimiliano Macaluso

Riuscite ad immaginare Sara Errani, la tennista italiana più vincente di sempre, l’admin del profilo ufficiale della Treccani, l’ex calciatore del Manchester United Louis Saha e il chairman della squadra danese dell’Helsingør per ore nella stessa stanza virtuale? È quello che è successo ieri sera su Twitter in quello che è stato da molti considerato il momento più alto degli ultimi mesi, o forse addirittura di sempre, un fenomeno riconducibile all’hashtag #VioliNation: oltre 5000 utenti collegati contemporaneamente (e altri 1500 la sera prima, fino a tarda notte) senza riuscire a staccarsi da questa enorme sessione di ascolto collettiva che ha ben presto superato anche i confini nazionali, fino ad arrivare alla quinta posizione dei trend topic a livello mondiale.

Il clamoroso successo di #VioliNation è stato possibile anche perché oltre a chi conosceva già, più o meno, i contenuti diffusi dall’account host, @moussolinho (scomparso pochi minuti dopo la fine dell’ultimo collegamento), il fenomeno ha rapidamente contagiato anche curiosi e tra questi centinaia e centinaia di account inconsapevoli, entrati nello Spaces per caso e poi incapaci di rimanere indifferenti. Tra questi, appunto, decine di giornalisti e noti personaggi con il profilo verificato, tra cui molti stranieri che probabilmente non sono riusciti a comprendere ciò che stava succedendo e neanche spiegare la loro presenza lì dentro.

Sì, ok, ma cosa stavano ascoltando così intensamente le migliaia di utenti? La figura di riferimento è quella di Marco Violi, un giornalista e youtuber legato alle vicende della Roma e molto conosciuto anche per alcuni episodi extracalcio: una vecchia storia di “spionaggio” nei confronti dell’allora direttore sportivo Walter Sabatini ma soprattutto le denunce che lo stesso Violi ha depositato recentemente contro account Twitter accusati di averlo insultato e diffamato e con cui ha più volte discusso anche pubblicamente. Sono stati proprio gli estratti di alcune conversazioni, i suoi sfoghi contro gli hater e soprattutto le sue simpatiche canzoni e cover su José Mourinho, Kostas Manolas, i Friedkin ed Eldor Shomurodov, già molto noti a chi frequenta da tempo il Twitter calcio, ad essere riusciti ad intrattenere (quasi intrappolare) così a lungo così tante persone, in quello che è in poco tempo è diventato un evento globale senza essere stato di fatto pianificato prima, e nelle prossime ore probabilmente anche l’ultimo grande esempio di instant marketing.

Lo specifico contenuto di #VioliNation conta relativamente per arrivare a comprendere le ragioni di questo exploit, basta tornare su Twitter (o leggere gli articoli di Adnkronos e Repubblica) per trovare ancora le tracce del suo passaggio, manco fosse un tornado, e dimostra ancora una volta come il social di Jack Dorsey sia da considerare più vivo che mai se non altro per la capacità di veicolare messaggi così rapidamente e in maniera così estesa, di rendere virali alcuni post e di creare e cavalcare tendenze quasi dal nulla, senza preavvisi o sponsorizzazioni. È difficile immaginare che un evento così spontaneo e incontrollato possa riuscire a ripetersi in futuro o sarà replicabile (un fenomeno social partito dal basso, per certi versi simile, è il #canzonichevorrei durante le edizioni del Festival di Sanremo), però certifica quantomeno anche l’utilità di uno strumento che non ha mai veramente sfondato, quello del Twitter Spaces, una chat room audio pensata per contrastare Clubhouse e mai così trafficata.