È davvero Virgil Abloh il miglior direttore creativo di Louis Vuitton?

Articolo di

Ruben Di Bert

Da oltre un secolo Louis Vuitton rappresenta uno dei marchi più prestigiosi al mondo e ciò lo deve ad alcune importanti evoluzioni che l’hanno portato ad arrivare dove è ora.

La maison francese è nata come produttrice di valigie artigianali, soltanto in seguito è diventata un’azienda di moda a 360°, che non ha rinunciato a espandersi anche in altri settori.

Non è da molto, però, che la firma si è inserita nella cultura hypebeast, grazie alla collaborazione con Supreme, ad alcune creazioni di Nicolas Ghesquière e all’arrivo di Virgil Abloh alla guida del reparto maschile, che già dalla prima sfilata ha riscontrato un successo clamoroso, definendo una nuova era all’insegna dei record di vendite. In molti hanno avventatamente visto proprio nel fondatore di Off-White una figura visionaria e rivoluzionaria, che potrebbe addirittura incarnare il miglior direttore di LV.

Ma è possibile attribuire il successo di Louis Vuitton a una singola persona? Molto probabilmente sì e siamo abbastanza sicuri che quel nome sia invece Marc Jacobs.

Era il 1997 quando Louis Vuitton decise di allargare i suoi orizzonti ed eleggere Marc Jacobs come primo direttore creativo. Già nei primi mesi di lavoro il designer introdusse la prima collezione prêt-à-porter uomo e donna, spalancando così la porta della moda a un marchio che per troppo tempo fu rilegato alla produzione di borse.

Non passa stagione che le sue sfilate diventano un appuntamento imperdibile nel fitto calendario delle fashion week, grazie a scenografie incredibili, dove le top model più richieste sfoggiano look in bilico tra la provocazione e una nuova definizione di eleganza.

Oltre al rilancio completo del brand, lo stilista portò una vera e propria ventata d’aria fresca all’interno dell’intera scena, proponendo delle inusuali collaborative collection che collegavano haute couture, arte, cultura pop, cinema e musica in un modo che se ora può sembrare scontato, per l’epoca non lo era affatto.

Portano infatti la sua firma le celebri partnership intraprese con Stephen Sprouse, Takashi Murakami, Richard Prince, Yayoi Kusama, COMME des GARÇONS, Pharrell Williams, Sharon Stone e Kanye West, immediatamente considerate dei grail assoluti.

Ma non è finita qui, perché tra le brillanti idee di Marc Jacobs che contribuirono a rendere il lusso più vivace e ad affermare Vuitton tra le potenze mondiali, vanno annoverate la prima linea di gioielli e una moltitudine di creazioni che tuttora continuano a essere vendute, come il monogram Damier Graphite, la tela Vernis, l’agenda e le City Guide.

Siete ancora sicuri che sia Virgil Abloh il miglior direttore creativo di Louis Vuitton?

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