Virgil Abloh collabora con Vitra

Articolo di

Roberta Gervasio

Virgil Abloh ha compiuto un enorme lavoro con Nike riprendendo silhouette storiche e consacrandole alla storia più di quanto già non fosse stato fatto in questi anni. Il suo merito principale, però, è stato quello di far avvicinare giovani e giovanissimi a sneaker dell’ ’85 grazie alle sue innovazioni.

Anche la sua ultima collaborazione con Vitra si fa portatrice di questo messaggio: scolpire tra le pagine dell’eternità una scienza, come lo è l’architettura, che dai giovani viene sempre un po’ accantonata.

Durante il Vitra Campus Summer Party tenutosi a Basilea, è stata presentata la linea disegnata da Virgil Abloh insieme al colosso dell’interior design Vitra. La piccola linea ispirata ai lavori di Jean Prouvè comprende una lampada Petite Potence, la poltrona Antony e il Ceramic Block.

La sua esposizione ha avuto luogo nella stazione dei vigili del fuoco disegnata da Zaha Hadid. Qui è stata celebrata l’apertura di “TWENTYTHIRTYFIVE”, un mix incredibile di due subculture che si incontrano.

TWENTYTHIRTYFIVE è un’installazione immersiva divisa in due parti: la prima, “Past\Present” vede l’interazione tra un adolescente e il suo ambiente domestico; la seconda, chiamata “Tomorrow”, è un laboratorio ipotetico in cui il giovane, nel 2035, si troverà a condurre la propria vita privata e professionale. In questi pochi metri quadrati, dunque, l’adolescente diventa un creativo.

Esemplificativo della vita di Virgil Abloh, costellata di successi ma anche di sconfitte che l’hanno condotto dov’è oggi, in quel micro mondo surreale ritroviamo oggetti narranti: una scrivania vintage Jean Prouvé per bambini e la sedia Bubble di Eero Aarnio del 1968, così come una Air Jordan Off-White. Accanto alla natura autobiografica coesiste una profonda riflessione sulla modernità: l’ubiquità che ci donano le tecnologie moderne rischia di farci scordare il luogo da cui siamo partiti e il percorso fatto. Così, il designer, l’architetto, il dj vuole far sì che ognuno dei suoi seguaci riesca a ricostruire la storia privata, la narrativa individuale della propria vita.

In ”Tomorrow”, infine, compare un muro composto di 999 mattoni in ceramica smaltata arancione, gli stessi che successivamente sono stati venduti. La particolarità di questa mostra interattiva era che, per ogni mattone venduto, lo scenario della stanza cambiava e il muro diventava sempre più esiguo.

Ai microfoni Abloh ha sottolineato l’importanza del fatto che l’arte, e nello specifico l’architettura, inizi ad assumere tratti distintivi e immediati simili a quelli che, all’istante, ti fanno distinguere una Air Jordan I Chicago disegnata da lui da un modello OG dell’ ’85. Per rendere tutto a misura dei suoi giovani follower e per ribadire l’urgenza di trovare una strada privilegiata per arrivare a quante più persone possibili, ha ritenuto necessario presentare la linea seguita da un dj set con la presenza di artisti quali Cardi B e i Daft Punk.

Rolf Fehlbaum, presidente del consiglio d’amministrazione Vitra, ha motivato la presenza del direttore creativo di Louis Vuitton parlando della necessità di dare un’impronta democratica all’architettura. Per molto tempo, infatti, la rielaborazione di icone e canoni architettonici è passata per le mani di un’élite ristretta di prescelti, tra cui anche i dirigenti di Vitra.

Ad oggi, però, c’è una nuova urgenza che incombe. Per far sì che un oggetto possa diventare un’icona è necessario che si rimodelli e si sciacqui sotto i flussi della cultura viva, quella che è ovunque costantemente e alla portata di tutti. Un po’ come oggi è Virgil Abloh per la maggior parte del suo pubblico, un comunicatore per un nuovo mondo che pende dalle sue labbra.

Nessuno sottovaluta il potere della personalità carismatica di Virgil, né tantomeno la genialità della sua creatività, staremo a vedere quale sarà il suo prossimo passo.

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