Wimbledon è l’unico evento sportivo con un’assicurazione contro le pandemie

Articolo di

Marco Grassi

La notizia della cancellazione di Wimbledon, uno dei 4 grandi Slam del circuito ATP, non ha destato molto rumore, a differenza dell’annullamento di altre competizioni sportive. Il torneo che va avanti dal 1877, anno della prima edizione, fu costretto a fermarsi solo due volte nella storia, durante le due Guerre Mondiali, dal 1915 al 1918 e dal 1940 al 1945.

La notizia sta nel fatto che Wimbledon potrà contare su un risarcimento da parte dell’assicurazione. Questo perché è l’unico evento sportivo con una polizza assicurativa che copre la cancellazione a causa di pandemie.

Attraverso un’intervista al “The Guardian”, Richard Lewis, Amministratore Delegato dello Slam, ha dichiarato: “Siamo fortunati, la polizza ci aiuterà a salvare gran parte del guadagno“. Ma non è semplice fortuna. In questi casi è giusto attribuire meriti alla lungimiranza del circolo di Church Road che ben 17 anni fa, ai tempi della SARS, portò l’aggiunta di un premio assicurativo sul torneo riguardante un eventuale cancellazione per pandemia virale.

Fino ad oggi questa poteva sembrare una voce di costo superficiale per le casse del All England Lawn Tennis Club. Il premio assicurativo che ogni anno l’organizzazione versa corrisponde a 1,6 milioni di euro, una cifra irrisoria per il giro d’affari del torneo.

In questo, Wimbledon può fare da maestro anche agli altri Slam, visto che nessuno, a quanto pare, è stato previdente come gli inglesi. Ad esempio Roland Garros, il torneo parigino,  ha dovuto rinviare in fretta e furia l’edizione di quest’anno al mese di settembre, precisamente una settimana dopo la fine di un altro grande Slam, quello newyorchese, entrando in collisione con tutto il mondo del tennis che non ha gradito la decisione unilaterale.

A pochi giorni dall’ufficiale sospensione dell’edizione 2020 sono arrivate le prime stime del paracadute assicurativo: nelle casse del torneo dovrebbero entrare oltre 100 milioni di euro. Probabilmente la cifra ufficiale non sarà nota nell’immediato, ma ci vorranno alcuni mesi. Una riflessione però sorge spontanea: quanto è il ricavato annuo del torneo di tennis più antico del mondo?

Un pannello al AELTC Community Sports Ground al Raynes Park. 06/06/2018.
Credit: AELTC/Jed Leicester.

Si stima che ogni anno il ricavato totale sia di circa 240 milioni, cifra superiore alla copertura assicurativa che di conseguenza non coprirà il crollo economico causato dal COVID-19. Sicuramente, però, la polizza è una super mascherina che in pochi hanno la possibilità di indossare, soprattutto i tornei minori.

Inoltre, va evidenziato il fatto che sulle spalle di Wimbledon pesa il 60% del bilancio annuale della Federazione Britannica di Tennis. In questo modo la copertura assicurativa evita sicuramente l’effetto domino su tutto il settore. Un trionfo, o per meglio dire un disastro evitato. In pieno stile Kipling. Trionfo e disastro sono proprio due parole che danno il benvenuto all’ingresso del campo centrale di Wimbledon, riportando le parole della poesia “If” del poeta britannico.

Wimbledon si può assicurare il primo set nei confronti di tutto il settore sportivo, per la sua sagace visione e per la sua evidente e ormai nota attenzione ai dettagli.